AGENDA DIGITALE

Scuola digitale, il registro elettronico funziona nel 70% degli istituti

Ma secondo i dati di Skuola.net in un caso su due la carta continua a convivere con il digitale. Il 60% dei genitori controlla voti e assenze da casa

Pubblicato il 09 Set 2014

Il registro elettronico è entrato di diritto nella scuola italiana, raggiungendo la stragrande maggioranza delle scuole. Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione, infatti, note e assenze così come compiti e lezioni vengono annotate sul registro di ultima generazione nel 70% delle scuole secondarie superiori. Un bel risultato che, di certo, porta la scuola italiana verso la tecnologia.

Se per la scuola si tratta di un successo, per gli studenti potrebbe trasformarsi in un incubo. Soprattutto per i più indisciplinati. Secondo un sondaggio di Skuola.net su un campione di 2.000 studenti tra 11 e 19 anni, il 60% dei ragazzi riferisce che i genitori controllano tutto ciò che viene riportato nel registro elettronico. Comodamente da casa.

Nello specifico, il 29% sa che i genitori controllano spesso le informazioni dalla scuola, il 31% solo ogni tanto. E allora, ormai i ragazzi lo sanno bene, non conviene più fare i furbetti: qualunque interrogazione o assenza viene riportata in tempo reale sul tablet di mamma e papà. Chi volesse marinare la scuola, quindi, è avvisato.

Ma il nuovo che avanza, si sa, fa sempre fatica ad affermarsi: secondo quanto riferito dagli intervistati da Skuola.net, infatti, il 37% utilizza in classe solo l’elettronico mentre il 27% mantiene salde anche le tradizioni usando sempre e comunque anche il cartaceo. Il restante 36% non ha il formato digitale.

Perché così tante classi sono rimaste ancorate al cartaceo, nonostante l’uso del registro digitale? Per evidenti necessità. Capita infatti che il registro non è presente in classe. Nel 40% dei casi, infatti, le annotazioni non vengono prese direttamente
sull’ elettronico. Tra questi, il 75% scrive a penna sul cartaceo per poi trasferire tutto sul digitale nell’ aula dei prof e per il 20% dei casi è il bidello a raccogliere le informazioni classe per classe per poi farle trascrivere, a chi di dovere, tutte insieme su un unico registro elettronico.

Chi non ha mai avuto l’ impressione che il registro del prof sia una sorta di scrigno segreto, inviolabile e inaccessibile ai più? Ora la situazione sta cambiando visto che sempre più spesso gli insegnanti chiedono aiuto ai ragazzi per compilare le annotazioni. Accade quindi che gli studenti mettano mano ai voti e sono addirittura invitati a farlo. Il 30% degli studenti racconta infatti che in classe capita che il prof chieda aiuto: un terzo solo per compiti e assenze, nel 15% dei casi succede però anche con i voti dei compagni. E gli orizzonti dei furbetti, allora, si allargano.

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