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Shadow AI nella PA: perché serve una democratizzazione governata



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Dopo anni di applicazioni e strumenti adottati “fuori perimetro”, l’intelligenza artificiale rischia di replicare lo stesso schema nella pubblica amministrazione:uso individuale, soluzioni non autorizzate, dati esposti e decisioni poco tracciabili. Per evitarlo non basta vietare: serve rendere l’IA accessibile a chi lavora sui processi, ma dentro un quadro chiaro di regole, strumenti abilitanti, formazione e responsabilità

Pubblicato il 4 mar 2026

Fabrizio Barbero

Direttore Architetture e Tecnologie innovative CSI Piemonte



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L’intelligenza artificiale sta entrando nel lavoro pubblico molto più rapidamente rispetto alla capacità delle organizzazioni di pianificarne l’adozione. Non si tratta di un cambiamento ipotetico o futuro: l’AI è già parte delle attività quotidiane, ma spesso viene utilizzata in modo spontaneo e non sempre controllato. Questo scenario apre certamente nuove opportunità di innovazione, ma porta con sé rischi concreti che le PA devono saper governare, soprattutto rispetto a sicurezza dei dati, qualità e proprietà dei contenuti, responsabilità amministrativa e coerenza dei processi.

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