Web-certificati, Brunetta: “In 50 giorni 3,5 mln di invii”

Il ministro della PA e Innovazione fa il primo punto della situazione a quasi due mesi di attivazione del servizio: “Dalla trasmissione telematica risparmi economici per 590 mln di euro l’anno”. E annuncia: “Entro l’anno via alla ricetta elettronica”

Pubblicato il 24 Mar 2011

Negli ultimi 50 giorni sono stati trasmessi all’Inps oltre 3,5
milioni di certificati medici, con una media settimanale di circa
450 mila unità. Dall’avvio del sistema (aprile 2010), il flusso
totale dei certificati di malattia online ha superato quota 7
milioni, per un totale annuo stimato di 25 milioni di certificati.
La percentuale di cartaceo sul totale dei certificati medici si
attesta al di sotto del 2% e la percentuale di medici che usa
abitualmente il servizio è superiore al 90%. Sono i dati sui
Web-certificati resi noti oggi in una conferenza stampa a Palazzo
Chigi a cui hanno prso parte il ministro per la Pubblica
amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, il ministro del
Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, il presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia, il Presidente dell’Inps Antonio
Mastrapasqua e il presidente di Confcommercio Carlo.

“Grazie al nuovo sistema – ha spiegato Brunetta – vincono tutti:
l’Inps che oggi è in grado di operare un controllo puntuale
delle erogazioni riconosciute per i casi di malattia, con evidenti
effetti in termini di risparmi; 17 milioni di lavoratori dipendenti
(di cui 13,5 milioni del settore privato), non più costretti a
trasmettere ai datori di lavoro e all’Inps i certificati di
malattia; 4,4 milioni di imprese che possono avere informazioni
immediate sul quadro delle assenze dei propri dipendenti; 180 mila
medici (di cui 57.000 medici di famiglia) che ora hanno a
disposizione una modalità semplice e immediata. Grazie alla
digitalizzazione dei certificati di malattia, si stima un risparmio
diretto complessivamente pari a 590 milioni euro derivante, per
l’Inps, dall’eliminazione del processo di data entry dei
certificati di malattia cartacei; per le imprese, da un
monitoraggio più efficace dell’assenteismo; per i lavoratori
dipendenti, dall’abolizione dell’invio con raccomandata a/r del
certificato di malattia all’Inps e al datore di lavoro”.

Come ribadito dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, con
lo sviluppo dell’e-Health e con l’introduzione delle Ict nella
Sanità si potrebbe ottenere un risparmio complessivo stimato in
12,4 miliardi di euro in un anno (pari all’11,7% della spesa
sanitaria). Proprio per questo il Piano e-Gov 2012 ha previsto per
la Sanità un portafoglio di interventi condiviso da tutte le
amministrazioni operanti a livello centrale, regionale e locale, in
grado di aumentare il tasso di adozione delle Ict nel settore e
garantire uno sviluppo omogeneo dei servizi primari sul territorio,
creando le precondizioni per l’offerta di servizi ad alto valore
aggiunto. L’obiettivo è far sì che entro il 2012 siano
semplificati e digitalizzati i servizi elementari e create le
infrastrutture per una erogazione di servizi sanitari sempre più
vicini alle esigenze dei cittadini, migliorando il rapporto
costo-qualità e limitando sprechi e inefficienze.

Il ministro Brunetta ha infine ricordato di aver firmato lo scorso
18 marzo la Circolare n. 4, che segna un ulteriore passo in avanti
del processo: in tre mesi, si giungerà infatti a una completa
omogeneizzazione del flusso procedurale e informativo associato ai
dipendenti pubblici e privati. Successivamente, superato il periodo
transitorio, tutto avverrà “in digitale”: il datore di lavoro
non potrà più richiedere al dipendente il certificato
cartaceo.

Mastrapasqua, oltre a ricordare in vantaggi in termini di
efficienza organizzativa per il back office dell’ente, ha
annunciato la riallocazione di 500 archivisti addetti al protocollo
ad altre mansioni.
La conferenza è stata anche l’occasione per fare il punto sulla
ricetta digitale. Brunetta ha ricordato che dal punto di vista
legislativo e da quello infrastrutturale tutto è pronto.
“Mancano – ha concluso – solo i decreti attuativi che il
ministro Tremonti è deciso ad emanare. Credo che entri la fine
dell’anno potremmo dare il via anche alla prescrizione
elettronica, che garantirà risparmi di 2 miliardi l’anno su una
spesa farmaceutica di circa 16 miliardi”.

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