IL REPORT

Call center: numerazioni “illegali” e minacce, è allarme telemarketing selvaggio

Secondo i dati Oic e Assocontact, l’84% delle chiamate segnalate dagli utenti proviene da numeri sconosciuti al Registro delle Opposizioni. Nel 38% dei casi si rilevano intimidazioni e offese. “Serve un Codice di condotta che disciplini l’operato degli outsourcer”

Pubblicato il 02 Feb 2022

telemarketing

Il 37,8% delle segnalazioni in ambito di telemarketing riguardano proposte commerciali reiterate più volte o che contengono minacce, intimidazioni o offese, mentre l’84% delle numerazioni segnalate dai consumatori, al febbraio 2021, non sono registrate nel Roc, il Registro degli operatori di comunicazione, e non risultano ricontattabili dall’utente. Sono alcuni dei dati presentati dall’Oic (Osservatorio imprese e consumatori) nel corso del convegno “La spinta normativa all’autoregolamentazione nel telemarketing“, organizzato insieme ad Assocontact, Associazione nazionale dei business process outsourcer. Complessivamente la tipologia di offerta riguarda per il 41,3% la telefonia, 21,7% energia/gas, 8,7% trading, 6,5% altre categorie, mentre il 21,7% non indica.

C’è una “fascia di mercato che opera al di fuori delle regole e che non è sottoposta alla vigilanza di nessuno“, quindi non sanzionabile, ha sottolineato la vicepresidente di Oic, Raffaella Grisafi. Tra gli altri motivi delle segnalazioni da parte degli utenti si trovano: telefonate che iniziano con voce pre-registrata anche in piena notte (28,9%); violazione della privacy, tra i vari casi quello dei numeri degli utenti presenti da anni nel Registro opposizioni ma che vengono raggiunti ugualmente (24,4%); proposte commerciali scorrette formulate in modo da trarre in inganno l’utente (8,9%).

La proposta: un Codice di condotta contro le pratiche illegali

Quale dunque la possibile soluzione contro il telemarketing illegale? Dopo il Bollino blu e il Registro delle opposizioni, la proposta avanzata da Assocontact e Oic nel corso del convegno è un nuovo strumento: il Codice di condotta. Si tratta di un sistema di regole di comportamento e gestione che si integra con le raccomandazioni del legislatore europeo, del legislatore aazionale e delle autorità di vigilanza quali il Garante per la protezione dei dati personali, il Garante della concorrenza e del mercato e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nonché delle istituzioni regolatorie di settore.

Con il Codice di condotta, Assocontact e Oic vogliono disciplinare l’operato degli outsourcer a garanzia della pluralità dei diritti delle parte coinvolte. Anche per i committenti sarà possibile aderire al Codice con l’obiettivo di rafforzarne la capacità di distinguere e contrastare gli operatori illegali.

“Bollino Blu e Registro delle opposizioni innalzano il presidio del rischio sistematicamente legato a questo settore, anche alla luce della forte spinta digitale in atto nel Paese, ma c’è bisogno di renderli più integrati e cogenti rispetto al mercato, soprattutto in chiave di contrasto all’illegalità – evidenzia il presidente di Assocontact, Lelio Borgherese – Ecco perché dobbiamo andare oltre e sostenere modelli di regolazione del settore che siano di massima garanzia per i cittadini. In questa direzione abbiamo avanzato la proposta del Codice di condotta, uno strumento che aiuterebbe a ridare valore e credibilità al settore”.

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