L'APPROFONDIMENTO

WhatsApp, in vigore la nuova privacy policy. Ecco cosa cambia

Non sarà eliminato nessun account, ma chi non acconsente alle nuove condizioni d’uso riceverà un promemoria e avrà progressivamente un accesso limitato alle funzionalità fino a quando non accetterà gli aggiornamenti. Gli avvocati Napoletano e Furgiuele: “Le autorità intervengano a tutela degli utenti”

Pubblicato il 17 Mag 2021

whatsapp-170504115434

“I messaggi e le chiamate sono crittografati end-to-end, nessuno al di fuori di questa chat, nemmeno WhatsApp, può leggerne o anche ascoltarne il contenuto”. La policy privacy di WhatsApp è riassumibile in questo mantra, ripetuto dallo stesso Mark Zuckerberg, fondatore e ceo di Facebook Inc., ad ogni domanda di chiarimento davanti alle accuse rivolte al suo impero di scambio dati tra le società del gruppo o al di fuori di esso. Normare la Privacy della app più scaricata al mondo è sempre risultato estremamente complesso, a causa, da una parte, del potere socio-economico del gruppo, dimostrato dall’immanenza nella quotidianità di ciascuno di noi, dall’altra proprio a causa del rapporto di necessaria dipendenza sviluppato dall’odierna società con le varie app controllate dal magnate (Facebook in primis, WhatsApp per l’appunto, Instagram come ultimo).

I vari Stati hanno spesso rimandato, soprasseduto, accettato in silenzio giustificazioni e ritardi, chiarimenti non completi e inesattezze. Proprio per questo, quando il 15 gennaio scorso, WhatsApp ha annunciato che avrebbe modificato la propria policy privacy ha attenzionato sin da subito i vari organi per la tutela della Privacy degli Stati, non solo occidentali.

“Siamo a conoscenza del fatto che il nostro recente aggiornamento abbia creato un po’ di confusione”: queste parole, pubblicate sul blog ufficiale della app del gruppo Facebook, rappresentavano l’ennesimo tentativo di ripulire l’immagine della app, che concludeva affermando come “tutto ciò che condividi con familiari e amici rimane tra voi”. Eppure solo pochi mesi fa il Garante italiano per la Privacy aveva definito “poco chiara ed intellegibile” la nuova policy, chiedendo, inoltre, un pronunciamento in merito da parte dell’Edpb, la European Data Protection Board, organo che riunisce tutte le Autorità nazionali europee per la tutela della privacy.

Anche in questo caso, la risposta di Zuckerberg non è stata quella di ricercare un dialogo ed un confronto con le Autorità internazionali, ma quella di rimandare non per modificare e chiarire le zone grigie della policy, ma per far fronte ad una tempesta, anche mediatica, ed alle pesantissime critiche ricevute (con conseguente migrazione di molti utenti verso Signal o Telegram). La risposta del gruppo non si era fatta attendere e il comunicato, laconico, fu semplicemente: “Abbiamo posticipato la data in cui richiederemo ai nostri utenti di rivedere e accettare i termini. L’8 febbraio, nessun account verrà sospeso o eliminato”.

L’Europa da sempre è stata estremamente attenta in tema privacy, soprattutto se si paragona il sistema normativo e giuridico del vecchio continente con quello degli Stati Uniti. Il Gdpr (General Data Protection Regulation), il corposo regolamento europeo, prevede sanzioni pecuniarie e multe fino al 4% del fatturato per chi trasferisce illecitamente i dati degli utenti in altri Paesi. Altri Paesi come gli Stati Uniti, ad esempio. E, di fatti, il gruppo Facebook è stato costretto dalla Us Internal Revenue Service (Irs, l’Agenzia delle Entrate americana) a trasferire la sede sociale dall’Irlanda agli Stati Uniti, per questioni fiscali e ciò comporta che, se WhatsApp dovesse scambiare anche un solo dato con Facebook, rischierebbe una sanzione amministrativa (art. 83 ed 84 del Gdpr).

Ad oggi, a pochi giorni dalla fatidica data del 15 maggio, termine ultimo per l’entrata della nuova policy, è la stessa app a chiarire come non verrà sospeso o cancellato nessun account che ancora non ha accettato i nuovi termini. Nella nota dell’azienda si legge: “Abbiamo trascorso gli ultimi mesi a fornire ulteriori informazioni sul nostro aggiornamento agli utenti di tutto il mondo. In quel lasso di tempo, la maggior parte delle persone che l’hanno ricevuto ha accettato l’aggiornamento e WhatsApp continua a crescere. Tuttavia, per coloro che non hanno ancora avuto la possibilità di farlo, i loro account non verranno eliminati o perderanno funzionalità il 15 maggio. Continueremo a fornire promemoria a quegli utenti all’interno di WhatsApp nelle settimane a venire”. Chi non dovesse accettare, quindi, dopo alcune settimane di limitazioni, non potrà più ricevere chiamate o notifiche in arrivo e WhatsApp smetterà di inviare messaggi e chiamate al tuo telefono.

L’inerzia di Zuckerberg ed il conseguente immobilismo anche delle Autorità internazionali hanno comportato una stasi che pregiudica in primis gli utenti. La forza economico-finanziaria, infatti, del colosso statunitense porta i Garanti sì ad attivarsi, ma a lasciar spesso cadere possibili interrogazioni e richieste di chiarimenti nei confronti di queste società. D’altro canto, l’utente medio, sin troppo dell’idea che la privacy sia un qualcosa di talmente aleatorio da risultare anacronistico soprattutto nell’odierna società, accetta non curante che propri dati vengano scambiati e trasmessi, con il concetto della sfera privata che diventa sempre più labile.

Sotto un punto di fila giuridico, la domanda da porsi è se il fumus di una sanzione pecuniaria (nei confronti di un colosso quale Facebook Inc.) risulta essere una sanzione utile a bloccare il flusso e lo scambio di dati e tesa, soprattutto, alla tutela della privacy del singolo. Miliardi di utenti comportano un numero di dati difficilmente calcolabile scambiato quotidianamente: conversazioni, frasi, foto, video, rappresentano, ad oggi, una parte fondamentale delle nostre vite, eppure vi rinunciamo sempre più facilmente. Bisogna ammettere che la sfera privata è percepita sempre più come un qualcosa a cui dovremo rinunciare. Accettare ciò, però, rappresenta una sconfitta per il singolo e per il mondo giuridico.

Un sistema, seppur immanente, può avere dei limiti, fisiologici, ma non deve rinunciare al proprio ruolo. Lo Stato come Leviatano, seppur frutto di visione antica, rappresenta, ad oggi, comunque il modello su cui è imperniato il mondo Occidentale. Il singolo che rinuncia ad occuparsi della res privata così come fa della res publica ammette una sconfitta e porta il mondo ad una preoccupante abnegazione.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati