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Enreach e la sfida Unified Communication: non solo big, missione operatori locali

Grazie alla piattaforma di Enreach è possibile attivare tutta una serie di servizi innovativi al mercato. La case history di Uno best practice costruita grazie a un progetto su misura

Pubblicato il 04 Feb 2022

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La communication & collaboration unificata (Ucc) dà agli operatori delle telecomunicazioni il vantaggio di portare rapidamente nuovi servizi ai loro clienti. Non è una soluzione per soli big: anche per gli operatori locali delle l’Ucc è uno strumento per competere sul mercato digitale. In questo contesto la piattaforma di Enreach (conosciuta sul mercato come Istra e recentemente rinominata Enreach Up), l’azienda europea della mobile-first communications & collaboration, con le sue caratteristiche multi-tenancy, multi-vendor e white label cerca di rispondere all’esigenza dei service provider di disporre rapidamente di una piattaforma flessibile e aperta grazie al cloud e al modello Paas.

“Con Enreach gli operatori hanno quella velocità e capacità innovativa di cui non possono fare a meno”, sottolinea Pierre Vidalenc, sales director di Enreach.

Per il cliente Uno, specialista in telecomunicazioni che serve il mercato dei Wisp (wireless internet service provider), Isp e reseller Voip, la piattaforma di Enreach è stata un alleato essenziale che ha abilitato l’evoluzione dell’offerta, spiega Carlo Capacci, direttore di Uno: “I nostri clienti sono reseller di traffico telefonico sul territorio e Uno offre loro servizi e prodotti di telefonia su cui i rivenditori costruiscono, a loro volta, i propri servizi. Con Enreach abbiamo abbracciato l’Ucc e abbiamo potuto dare ai nostri clienti servizi non solo base, come gli account Voip, ma evoluti, come il Pbx virtuale”.

“I benefici si riversano a cascata su tutti i player, con un modello win-win che crea sinergie nel mercato delle telecomunicazioni”, commenta Vidalenc.

L’Ucc come piattaforma as-a-service: controllo sui propri clienti

Enreach Up è un servizio cloud Paas. Si integra facilmente anche in infrastrutture esistenti e consente di avviare rapidamente nuovi servizi, supportando un’ampia gamma di telefoni certificati che beneficiano di funzioni di provisioning e aggiornamento automatico.

“Grazie alla piattaforma di Enreach abbiamo potuto offrire ai nostri clienti reseller un servizio con un denominatore comune, che unisce il contratto di rete fissa e mobile, il software di Enreach e il centralino”, afferma Capacci. “Da qui il rivenditore può costruire la sua strategia di marketing con il suo brand e fare upselling, visto che il prodotto di Enreach è white label. La piattaforma di Enreach ci ha permesso di far evolvere la nostra offerta e, contemporaneamente, quella dei nostri clienti, portandoli sul cloud”.

Sul mercato italiano agiscono tanti piccoli operatori delle telecomunicazioni pronti ad evolvere verso una soluzione unificata per le comunicazioni. La loro necessità è che sia semplice e aperta, dichiara Vidalenc: “Con Enreach Up si passa dalla telefonia base a una app su mobile con caratteristiche multi-tenant. Questo permette di moltiplicare i servizi, portarli velocemente su tutto il mercato e fidelizzare i propri clienti. La soluzione è completa e convergente, visto che integra i moduli Ucaas, contact center, mobile, Crm, la suite Microsoft e altro ancora. E si paga con un modello pay-as-you grow”.

Oltre ad essere white label e customizzabile, la piattaforma non è vincolata a un hardware specifico: permette quindi di usare i dispositivi che l’Sp preferisce. “Anche così il reseller mantiene il controllo completo del suo cliente finale”, evidenzia Capacci. “Il fornitore del servizio si presenta con il suo marchio al proprio cliente, ma può sempre contare sulla tecnologia consolidata di Uno e sul software di Enreach”.

Cloud e mobile-first, più supporto al lavoro remoto

Enreach Up supporta il passaggio dal Pbx on-premise al Pbx virtuale basato sul cloud. Molti service provider si stanno spostando in questa direzione per i vantaggi in termini di riduzione dei costi e delle complessità di gestione. Gli aggiornamenti sono veloci, i rischi si abbattono, perché c’è garanzia di controllo sul dato e la compliance, ed è facile aggiungere nuovi servizi.

“Questo aspetto ha aiutato moltissimo le aziende a passare al lavoro remoto e oggi abilita il lavoro in mobilità, everywhere”, afferma Vidalenc. “Per questo un altro valore aggiunto presentato da Enreach Up è il fatto di essere una piattaforma mobile-first. Andiamo incontro a quanto chiedono le aziende e i provider”.

Per Uno, a sua volta, “è importante offrire una soluzione su cloud italiano, con un data center situato a Milano”, sottolinea Capacci. “Questo permette di ottenere un servizio migliore sui pacchetti Voip e di avere le massime garanzie di sicurezza. Il supporto clienti è veloce e in italiano. La territorialità è importante, crea quel rapporto di fiducia che è la base del business”.

Anche l’efficacia delle attività di upgrade è un vantaggio che Uno ha apprezzato: “Un aggiornamento o un’aggiunta per un cliente si riversa a cascata su tutti gli altri”, sottolinea Capacci. “Anche per Uno la piattaforma di Enreach è un catalizzatore di efficacia e efficienza: gestiamo al

meglio le esigenze dei clienti, riusciamo ad essere più veloci e a contenere i costi”.

Presenza locale per gli Sp italiani

Enreach ha una presenza locale in Italia in crescita e si rivolge con la sua offerta indiretta a tutte le dimensioni d’impresa, incluse le Pmi, che oggi esprimono una forte propensione alla digitalizzazione.

“Enreach propone la sua piattaforma Paas a tutti i tipi di service provider”, dichiara Vidalenc. “Ai più grandi siamo in grado di offrire un prodotto personalizzato, che questi Sp più strutturati supportano con investimenti e risorse tecniche interne. I service provider più piccoli, invece, cercano una piattaforma da implementare subito in modo cost-effective e anche qui Enreach è in grado di rispondere con la soluzione multi-tenant”. La territorialità e la velocità sono essenziali, conclude Vidalenc: “L’implementazione è questione di pochi giorni e si dà un colpo di acceleratore sul time-to-market”.

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