IL CASO

Apple chiude il “Batterygate” e paga 113 milioni di dollari

Cupertino ha trovato un accordo per risolvere la causa intentata dalla coalizione di 35 Stati Usa guidata da Arizona, Arkansas e Indiana per la mancata divulgazione dell’obsolescenza delle batterie su alcuni modelli di iPhone

Pubblicato il 19 Nov 2020

giustizia

Apple pagherà 113 milioni di dollari per chiudere la causa lanciata da 35 Stati americani sulla pratica adottata da Cupertino di rallentare i vecchi iPhone dei clienti, nel tentativo di preservare le batterie. Apple nel 2016 aveva aggiornato, senza dichiararlo pubblicamente, il software sui modelli di iPhone 6, 7 e Se per limitare la velocità del chip in modo che le batterie obsolete sui dispositivi non inviassero picchi di alimentazione al processore del telefono e lo spegnessero inaspettatamente. Gli stati hanno affermato che Apple ha agito in modo ingannevole e avrebbe dovuto sostituire le batterie o per lo meno divulgare l’iniziativa. Le accuse dei consumatori consistevano nel fatto che gli aggiornamenti del software avevano rallentato le prestazioni dei cellulari, inducendoli a ritenere che i dispositivi fossero arrivati ormai alla fine della loro vita e spingendoli così a comprarne di nuovi. L’obsolescenza programmata delle batterie ha procurato complicazioni legali al gigante di Cupertino anche in Italia e in Francia. Quello che è stato soprannominato poi “Batterygate” è venuto alla luce nel 2017 innescando un’ondata di indignazione globale nei confronti della Mela morsicata.

I dettagli dell’accordo raggiunto con la coalizione di Stati

Tra gli indennizzi previsti dall’accordo, alla California andranno 24,6 milioni di dollari e al Texas 7,6 milioni, in quanto si tratta dei due stati con i due principali bacini di clienti di iPhone. Arizona, Arkansas e Indiana sono stati capofila nelle indagini sul caso e oggi si sono assicurati una parte cospicua della sanzione finanziaria oltre all’impegno legale da parte di Apple di essere più trasparente in futuro, secondo quanto scrive il Washington Post.

L’accordo raggiunto con la coalizione guidata da Arizona, Arkansas e Indiana è diverso da quello proposto da Apple e raggiunto a marzo per risarcire i proprietari di iPhone. In quell’occasione, Cupertino e le associazioni dei consumatori avevano raggiungo un’intesa per pagare 25 dollari a ogni proprietario di iPhone, per un importo complessivo stimato fino a 500 milioni di dollari. Nello specifico, l’accordo riguardava i proprietari statunitensi dell’iPhone 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7, 7Plus o Se con sistema operativo iOS 10.2.1 o successivo, nonché i proprietari statunitensi dell’iPhone 7 e 7 Plus con sistema operativo iOS 11.2 o successivo acquisiti prima del 21 dicembre 2017.
“I miei colleghi e io stiamo cercando di attirare l’attenzione di queste grandi aziende tecnologiche, e speriamo che una sanzione multimilionaria con più di 30 stati sortisca l’effetto”, ha detto in un’intervista citata da Reuters il procuratore generale dell’Arizona Mark Brnovich, che ha dichiarato che la l’importo della multa assegnato al suo stato aiuterà a finanziare ulteriori indagini di questo tipo.

Apple, d’altra parte, ha accettato per i prossimi tre anni di fornire “informazioni veritiere” sulla gestione dell’alimentazione dell’iPhone attraverso il proprio sito Web, note di aggiornamento software e impostazioni dell’iPhone.

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