Apple prevede di aumentare del 30% la produzione di iPhone nel corso della prima metà del 2021: questo vuol dire mettere in commercio fino a 96 milioni di telefoni in sei mesi. A dirlo è il portale d’informazione Nikkei, secondo il quale Cupertino avrebbe chiesto ai propri fornitori un maggiore sforzo produttivo per l’ultima gamma di iPhone 12 e per i vecchi iPhone 11 e Se. Stando all’indiscrezione – Apple non ha infatti confermato la notizia a Reuters che chiedeva maggiori dettagli – l’obiettivo potrebbe non essere raggiunto a causa della mancanza di alcune componenti essenziali. Si tratta quindi di una previsione provvisoria, ma che suggerisce che il target finale per il 2021 sia quello di 230 milioni di iPhone assemblati. Ciò segnerebbe un aumento del 20% rispetto al 2019, anche se l’obiettivo sarà regolarmente aggiornato in risposta a eventuali cambiamenti nella domanda dei consumatori.
Oltre alla produzione cresce anche l’attenzione alla privacy
Nel frattempo – e qui non si tratta di rumor, ma di informazioni di prima mano – Apple applica un ulteriore giro di vite sul tema della privacy obbligando tutti gli sviluppatori di applicazioni – siano esse per computer Mac, iPhone, iPad, Apple Watch o Apple Tv – a creare una sorta di etichetta che chiarisca agli utenti quali dei loro dati vengono usati e per quali finalità. Cupertino ha inoltre aggiornato la sezione del suo sito dedicata alla privacy, nonché l’informativa sulla privacy che viene mostrata a chi usa i prodotti e i servizi dell’ecosistema.
Già dalla scorsa settimana Apple aveva iniziato a chiedere agli sviluppatori di fornire le informazioni su trattamento dei dati, dando il via al “nuovo corso” preannunciato alla conferenza degli sviluppatori di giugno: gli utenti devono poter accedere a una sintesi facilmente comprensibile relativa al funzionamento delle app. L’etichetta, che si chiama “informazioni sulla privacy“, impiega nuove icone per semplificare la comprensione e comprende tre schede: i dati usati per tracciare l’utente, che collegano a fini pubblicitari le informazioni sulla persona o sul dispositivo raccolti da una app con le info raccolte da altre app o siti; i dati collegati alla persona, riferiti all’account, al dispositivo o all’identità come la cronologia di navigazione, gli acquisti o la posizione; e i dati non collegati alla persona.
“Non chiediamo agli sviluppatori di cambiare le app o il business model, si tratta solo di dire agli utenti in modo trasparente quali dati vengono raccolti“, evidenzia Apple precisando che le regole si applicano anche a tutti i prodotti della società. Si tratta di un “programma ambizioso”, sottolinea Cupertino, che descrive la privacy come un “diritto umano inalienabile”.
Come accennato, maggiori informazioni sono messe a disposizione dei consumatori tramite la nuova sezione del sito dedicato alla privacy dove, in ottemperanza al Gdpr, si spiega anche in cosa consistono i dati personali, e si fa una panoramica sulla tutela della riservatezza assicurata anche dai prodotti Apple. Tra questi il browser Safari, che impedisce agli inserzionisti di seguire l’internauta da un sito all’altro, e le Mappe che non conservano la cronologia degli spostamenti.