Ora tocca a Samsung. Dopo Apple anche la società sudcoreana rivede al ribasso le stime dei conti del quarto trimestre 2018 per la prima volta in due anni. Previsto un abbattimento annuo del 30% dei profitti operativi – molto al di sotto delle attese degli analisti – e del 10% delle vendite. Rallentamento dell’economia cinese e trade war i due fattori chiave: in particolare pesa la forte concorrenza dei produttori di smartphone cinesi e il calo del costo dei chip di memoria. Giù del 29% il titolo.
L’outlook arriva all’indomani dell’allarme lanciato da Apple che stima di vendere meno iPhone e a causa della deludente domanda in Cina. Samsung, il più grande produttore di smartphone al mondo, non ha menzionato la Cina, ma indica nelle “crescenti” incertezze macroeconomiche le maggiori cause d’influenza del proprio business.
Oltre a vendere smartphone Samsung fornisce parti chiave come chip e schermi display ad altri importanti produttori di dispositivi. Gli ultimi iPhone utilizzano gli schermi Oled di Samsung.
La società sudcoreana ha avvertito che la debole performance dovrebbe continuare, prevedendo che i guadagni “resteranno sommersi nel primo trimestre del 2019 a causa delle difficili condizioni per il business della memoria”, prima di migliorare più avanti nell’anno.
La società auspica che l’introduzione di nuove tecnologie come i servizi 5G e gli smartphone pieghevoli contribuirà a rafforzare la divisione mobile.
Poca sorpresa tra gli analisti: “La concorrenza dei player cinesi limita la crescita di Samsung in molti mercati, compresi quelli ad alta crescita come l’India e il Sud-est asiatico” ha detto un analista Idc.