CHIP MARKET

Qualcomm pronta a investire in Arm se l’operazione Nvidia non andrà in porto

La vendita da 40 miliardi di dollari da parte di Softbank è soggetta all’autorizzazione delle Autorità. Ma sono diversi i competitor che hanno chiesto il blocco del deal temendo ripercussioni sui propri progetti. Oltre all’azienda americana, altri soggetti starebbero valutando il dossier

Pubblicato il 15 Giu 2021

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Se Softbank, l’attuale proprietario del progettista di chip britannico Arm, decidesse di quotare la società in borsa invece di venderla a Nvidia, il gigante statunitense dei semiconduttori Qualcomm sarebbe disposto ad acquistare una partecipazione in Arm insieme ad altri investitori del settore. Lo ha annunciato dalle colonne del Telegraph il nuovo Ceo di Qualcomm, Cristiano Amon, spiegando di essere pronto ad investire in Arm se la vendita da 40 miliardi di dollari della società a Nvidia sarà bloccata dai regolatori.

Amon: “Per rm un futuro indipendente sarebbe una grande opportunità”

“Se Arm avrà un futuro indipendente, si creerà un interesse di investimento da parte di molte aziende, inclusa Qualcomm”, ha affermato Amon. “L’ipotesi che Arm esca da SoftBank ed entri in un processo per diventare una società quotata in borsa, supportata da un consorzio di aziende investitrici, inclusi molti dei suoi clienti, rappresenta una grande possibilità per l’ecosistema”. Amon ha aggiunto che Qualcomm sarebbe “sicuramente aperta all’ipotesi di investimento” e che la società “ha avuto discussioni con altre società che la pensano allo stesso modo”.

Qualcomm ha rifiutato di commentare, mentre Nvidia ha affermato che un’Ipo non sarebbe sufficiente a supportare la crescita di Arm. “Arm ha bisogno di un’infusione di nuova tecnologia da fornire ai licenziatari, motivo per cui ci siamo fatti avanti e abbiamo deciso di investire nella società”, ha detto il portavoce di Nvidia. “Le nostre tecnologie e quelle di Qualcomm sono altamente complementari: saremmo lieti dell’aiuto di Qualcomm nella creazione di nuove tecnologie e prodotti per l’intero ecosistema Arm”.

Arm è stato creato nel 1990 da una delle prime società di informatica, chiamata Acorn Computers. Le architetture di chip ad alta efficienza energetica dell’azienda sono utilizzate nel 95% degli smartphone di tutto il mondo e nel 95% dei chip progettati in Cina. L’azienda concede in licenza i suoi progetti di chip a più di 500 aziende, che li utilizzano per realizzare i propri chip.

Diffusa la paura che Nvidia blocchi l’accesso ai progetti, ma l’azienda nega

L’acquisizione di Arm da parte di Nvidia è stata annunciata dalle società lo scorso settembre e si prevedeva che il processo sarebbe durato circa 18 mesi. Da allora, Qualcomm ha detto ai regolatori di tutto il mondo di essere contraria all’accordo, così come Microsoft e Google. Secondo le aziende esisterebbe infatti il rischio che Nvidia possa diventare un custode della tecnologia di Arm e impedire ad altri produttori di chip di utilizzare la proprietà intellettuale dell’azienda. Si chiedono quindi se Nvidia sarà in grado di capitalizzare completamente l’acquisizione senza bloccare l’accesso ai progetti di chip di Arm.

Nvidia ha ripetutamente affermato che manterrà il modello di licenza aperta di Arm e investirà pesantemente nella sede centrale di Arm a Cambridge, nel Regno Unito. Ma la Federal Trade Commission, la Commissione europea, l’Autorità per la concorrenza e i mercati del Regno Unito e l’Amministrazione statale cinese per la regolamentazione del mercato stanno indagando sull’accordo.
Arm ha una joint venture chiamata “Arm China” con la società di private equity cinese Hopu Investments. Arm China ha sede a Shanghai, il che significa che il Ministero del Commercio cinese e l’Amministrazione statale cinese per la regolamentazione del mercato hanno il diritto di rivedere l’accordo.

Nvidia ha recentemente affermato di essere fiduciosa che riceverà l’approvazione e “chiuderà l’operazione all’inizio del 2022”.

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