RETI MOBILI

5G, l’Ue scalda i motori: al via la partnership per la ricerca

Neelie Kroes spinge sulla banda mobile ultraveloce lanciando un’alleanza pubblico-privata che dovrà guidare il debutto della tecnologia nel 2020. Il varo ufficiale il 17 dicembre

Pubblicato il 04 Dic 2013

L’Europa si prepara a dare un nuovo impulso alla tecnologia mobile di ultimissima generazione: il commissario europeo alla Digital Agenda Neelie Kroes lancerà con una cerimonia ufficiale il prossimo 17 dicembre la Partnership pubblico-privata per il 5G (5G Public-private-partnership, Ppp).

Lo ha reso noto in occasione del Total Telecom Festival di Londra Bernard Barani, vice direttore di Dg Connect, divisone della Commissione europea, spiegando che il dipartimento passerà i prossimi 12 mesi lavorando sulla Ppp per il 5G trasformandola in una community che aiuterà Bruxelles nel compito di far avanzare la fase di ricerca sulla tecnologia di quinta generazione, che richiederà, secondo la Commissione, almeno due anni.

La ragione dietro questo progetto è trovare un accordo tra tutte le parti interessate su che cosa sia il 5G: “Nemmeno io lo so”, ha ammesso Barani. “Al momento è più che altro una serie di requisiti”.

Questi requisiti tecnici includono la disponibilità sempre e ovunque e l’interoperabilità completa e senza interruzioni di reti mobili intelligenti e ad alta capacità, dotate di svariate funzioni virtualizzate e automatizzate che rendono più veloce e meno costoso creare nuove reti e nuovi servizi.

Quello che ancora non è chiaro invece è se il 5G richieda anche una nuova tecnologia per l’accesso: “E’ una questione ancora aperta”, ha detto Barani.

Ciononostante, l’industria mobile comincia a credere che le reti 5G potranno essere realtà dal 2020.

Huawei a novembre ha annunciato investimenti per 600 milioni di dollari nei prossimi cinque anni per la ricerca sul 5G, prevedendo che le prime reti saranno lanciate proprio nel 2020 e saranno in grado di fornire velocità massime che superano i 10 Gbps.

A sua volta Samsung a maggio ha annunciato di aver risolto i problemi di propagazione connessi con lo spettro Mmw (millimetre-wave) e di aver trasmesso dati alla velocità di 1 Gbps fino a 2 chilometri di distanza. Allora la sud-coreana aveva indicato che questo risultato rivoluzionario la portava un passo più vicino allo sviluppo di una soluzione concreta per il 5G, che vorrebbe commercializzare per il 2020.

Ancora, Ntt DoCoMo a ottobre ha rivelato che sta considerando la possibilità di usare il 5G per le Olimpiadi di Tokyo del 2020. Per l’operatore giapponese, il 5G rappresenta un aumento di mille volte della capacità rispetto alle reti di accesso attuali. Per ottenere questo risultato, Ntt DoCoMo ha proposto di usare grandi quantità di spettro con alte frequenze combinate con un massiccio ricorso alla tecnologia Mimo (multiple-input multiple output).

Barani ha dichiarato che l’Ue pensa che le reti 5G potranno essere realizzate tra circa dieci anni e prevede che i volumi di traffico sul 5G arriveranno al loro massimo intorno al 2040. Sembra un futuro lontano, ma la convinzione della Commissione è che vada preparato fin da ora: “Dal nostro punto di vista, occorrono circa dieci anni per sviluppare una rete di nuova generazione”, ha detto Barani. “Occorre cominciare a lavorare sul 5G adesso. Stiamo ragionando sul lungo periodo”.

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