Il Comune di Roma ha aggiudicato la gara 5G da 97,7 milioni a Boldyn Networks, società canadese capitanata in Italia dall’ex Ad di Tim Brasil Luca Luciani. Un blitz in piena regola considerato che l’Antitrust aveva già sollevato profili di irregolarità e considerato il ricorso al Tar del Lazio già presentato da Cellnex, Tim, Vodafone, WindTre e Iliad sul cui merito il Tribunale amministrativo si pronuncerà a ottobre.
Concessione per 25 anni per oltre 505 milioni
In dettaglio l’appalto (SCARICA QUI IL DOCUMENTO DELL’AGGIUDICAZIONE) prevede un investimento stimato di 92.784.000 (esclusa Iva) di cui 950.000 per la progettazione definitiva ed esecutiva, 91.139.000 per la realizzazione dei lavori al netto dell’Iva, nonché 695.000 per costi della sicurezza per la realizzazione dei lavori oggetto della concessione. Circa 20 milioni le risorse pubbliche.
Ma il valore complessivo ammonta a 505.759.000,00 (esclusa Iva): si tratta di un project financing della durata di 25 anni.
Il pronunciamento dell’Antitrust: ostacoli alla concorrenza
A fine luglio l’Antitrust nell’evidenziare criticità in merito alla tutela della concorrenza di mercato invitava il Campidoglio “a porre in essere le misure correttive necessarie a ripristinare le corrette dinamiche concorrenziali”. “La Deliberazione e gli Atti di Gara, pur perseguendo l’obiettivo prioritario dello sviluppo della rete 5G sul territorio di Roma Capitale, non tengono adeguatamente in conto lo specifico contesto del mercato delle comunicazioni elettroniche su rete mobile che, negli ultimi anni, ha richiesto ingenti investimenti da parte degli operatori sia per l’acquisizione dei diritti d’uso di nuove frequenze idonee a sviluppare le reti in 5G, sia per la ristrutturazione delle componenti attive e passive delle stesse reti”.
Atac e il Comune perderanno introiti
L’appalto prevede l’esclusiva di fatto in capo a Boldyn riguardo all’accesso alle infrastrutture dell’Atac dove gli operatori hanno già installato proprie infrastrutture (che dovranno quindi essere dismesse) e impedisce il rinnovo della convenzione tra operatori (inclusa Iliad che vi avrebbe partecipato per la prima volta) e Atac per l’accesso a tali infrastrutture.
Il che per gli operatori si traduce in un significativo aggravio dei costi per l’accesso all’infrastruttura che verrà resa disponibile da Boldyn ad esito della procedura (stando alle stime a circa oltre 6 volte il costo attuale) limitando allo stesso tempo la differenziazione dei servizi da parte dei vari operatori in quanto avrebbero un minore (se non nullo) livello di autonomia nella gestione di tali infrastrutture.
Il Comune di Roma dovrà inoltre sborsare circa 20 milioni cash (oltre a 13 milioni di contributo in natura) per contribuire al progetto, soldi che il comunque potrebbe risparmiare lasciando la realizzazione delle infrastrutture agli operatori. E il Comune rinuncia di fatto a circa 21 milioni di euro che gli operatori avrebbero pagato nei prossimi 9 anni per l’accesso alle infrastrutture Atac
Il 28 agosto nuovo incontro in Campidoglio
Si era tenuto il 14 luglio un incontro in Campidoglio con gli Ad delle telco che hanno sollevato questioni di profilo tecnico evidenziano peraltro perplessità sulla modalità della concessione in esclusiva. Peraltro le telco avevano inviato una lettera a Gualtieri, datata 1° giugno in cui venivano messe nero su bianco tutta una serie di criticità. (SCARICA QUI LA LETTERA)
Un nuovo incontro è stato fissato per il 28 agosto: obiettivo trovare un “accordo” ma stando a quanto risulta a CorCom le telco hanno già presentato ricorso sull’aggiudicazione, ricorso che si va quindi ad aggiungere a quello al Tar.