REGNO UNITO

5G e Coronavirus, danni alle antenne e minacce. Si rischia il down della rete

Numerosi gli atti vandalici. Intervengono il governo e la Nsh: “Fake news pericolose”. Lettera congiunta delle telco ai clienti: “Le reti sono sicure, aiutateci a individuare i responsabili delle azioni”. L’annuncio di YouTube: “Stop ai video su teorie complottistiche”

Pubblicato il 06 Apr 2020

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Continuano a farsi strada in rete le teorie complottistiche sulla correlazione fra 5G e Coronavirus. Dopo il clamoroso tweet di marzo di Gunter Pauli, consigliere economico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e la notizia, altrettanto clamorosa, circolata in Israele e relativa all’improvvisa morte di centinaia di pipistrelli nel paese attribuita alle onde elettromagnetiche delle antenne 5G, è ora la volta del Regno Unito. Nel Paese sta dilagando la teoria – una vera e propria fake news – secondo cui le antenne 5G potrebbero avere un ruolo importante nella diffusione dei contagi da Coronavirus.

E la questione è andata ben oltre i confini del Web: numerosi gli atti vandalici nell’area di Birminghan e nel Merseyside, che hanno provocato seri danni alle antenne di telefonia mobile mettendo a rischio peraltro la connettività in un momento in cui è necessario garantirla per consentire a molte aziende di continuare a operare in modalità smart working e a milioni di cittadini di poter accedere alla rete e di comunicare via cellulare.

Immediata la discesa in campo del governo britannico, del National Health Service (il sistema sanitario nazionale) e degli operatori di Tlc del Paese. “Si tratta di pericolose sciocchezze”, dichiara il ministro britannico Michael Gove. E Stephen Powis, direttore nazionale del Nhs, aggiunge che “non c’è alcuna evidenza scientifica sul legame fra 5G e coronavirus”, che “le reti di Tlc sono fondamentali e ancor di più in questo momento” e che le notizie che stanno circolando “non sono altro che spazzatura”.

Da parte loro le principali telco britanniche – EE, O2, Vodafone e Three – in una lettera congiunta inviata ai rispettivi clienti hanno evidenziato che “sono stati registrati atti di vandalismo sulle reti che hanno danneggiato infrastrutture critiche essenziali” e che alcuni “ingegneri non hanno potuto svolgere le attività di manutenzione a causa delle minacce ricevute”. Gli operatori invitano i clienti a informarli tempestivamente nel caso fossero testimoni di atti vandalici a carico delle antenne e del personale nonché di notizie in rete legate alla correlazione fra 5G e Coronavirus.

YouTube rimuove i video sulle teorie complottistiche 5G-Coronavirus

Per contrastare le fake news legate al 5G YouTube ha annunciato che eliminerà dalla piattaforma, o comunque ne ridurrà la visibilità, i video su teorie complottiste collegate all’epidemia di coronavirus. Da YouTube saranno rimossi anche “i filmati che al posto delle cure mediche promuovono metodi non comprovati dal punto di vista medico per prevenire il coronavirus”. In uno dei video già rimossi, ha detto un portavoce al Guardian, un sedicente ex dirigente di una compagnia di telefonia mobile del Regno Unito sosteneva che i test per il coronavirus erano utilizzati per diffondere il virus, e che la pandemia era stata creata per nascondere le morti causate dalla tecnologia mobile.

5G e tumori? Nessuna correlazione. Ecco cosa dice la scienza

A febbraio la Food and Drug Administration ha espressamente dichiarato che “nonostante molte specifiche del 5G rimangano poco definite, è noto che i telefoni cellulari 5G useranno le stesse frequenze per le quali valgono le linee guida della Fcc (300 kHz-100 GHz)”. Dunque le conclusioni “raggiunte sulla base dell’attuale corpus di prove scientifiche coprono anche queste frequenze”. E non c’è dunque alcuna correlazione fra smartphone e tumori. E appena qualche giorno fa l’Icnrip (International commission on non‐ionizing radiation protection) ha affermato di non aver raccolto alcuna prova che suggerisce che le tecnologie 5G rappresentino un rischio per la salute umana. La decisione arriva dopo uno studio scientifico durato sette anni. E proprio a tal proposito il Commissario Agcom Antonio Nicita a commento della vicenda scrive su Twitter: “Chiederò ad Agcom di predisporre un documento di divulgazione che illustra le conclusioni Icnirp nonché l’infondatezza di certe correlazioni”.

 

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