DIGITAL STRATEGY

Addio al rame, nuova strategia digitale per il Regno Unito

Switch off della vecchia infrastruttura e estensione dell’obbligo di servizio universale alla banda larga fra le ipotesi sul tavolo del Governo che avvia una serie di consultazioni. Le risposte entro il primo ottobre

Pubblicato il 11 Ago 2014

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Un processo di digitalizzazione radicale e profondo che investa, nei prossimi anni, tutto il paese. A vantaggio di una banda larga efficiente – vedi cavi a fibre ottiche più veloci – e a scapito dell’attuale rete telefonica in rame (parte della quale vecchia di 140 anni) fornita principalmente da British Telecom. È quanto auspica il governo del Regno Unito, che ha reso pubblico il documento “Digital communications infrastructure strategy”, curato dal Dipartimento della cultura, media e sport e commissionato da Ed Vaizey, ministro della Cultura e delle Comunicazioni, e da Lord Deighton, segretario di Stato al Tesoro incaricato del commercio. Oltre allo switch off del rame il ministero mette sul piatto anche l’ipotesi di allargamento alla banda larga degli obblighi di servizio universale.

L’obiettivo auspicato dalla carta è quello di portare avanti – confrontandosi con gli operatori del settore – e di concretizzare, a partire dal 2020, una nuova politica nazionale in materia di telecomunicazioni. Il timore, infatti, è che le reti del Regno Unito, in passato vero e proprio fiore all’occhiello ma ancora oggi di ottimo livello – seppur dietro a quelle di paesi come Svezia, Olanda, Giappone e Stati Uniti – possano presto dimostrarsi obsolete e non rispondere più alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Dunque è stato chiesto agli operatori coinvolti di valutare il documento e di fornire una risposta entro il prossimo ottobre, prendendo in considerazione tutte le possibilità e scongiurando qualsiasi complicazione, come quella – spiega una nota del governo – “che lo switch-off delle reti in rame privi dei servizi di comunicazione, magari da un momento all’altro, i consumatori”. Un portavoce di British Telecom ha comunicato che il gruppo “sta già studiando i dettagli del caso e fornirà una risposta entro i tempi richiesti”.

Nel frattempo, a livello nazionale, il colosso britannico della telefonia ha ripreso a operare nella telefonia mobile con il lancio di Bt One Phone, un servizio rivolto alle piccole e medie imprese in grado di integrare telefonia fissa e mobile. Altre iniziative sono previste nei prossimi trimestri, mentre in Italia British Telecom è diventato l’unico operatore dedicato esclusivamente alle imprese e alla pubblica amministrazione. Fuori del Regno Unito, invece, aumenta l’interesse di Google nei confronti del mercato britannico. Secondo un rapporto del Telegraph, infatti, il colosso di Mountain View sta vagliando la possibilità di sviluppare il suo servizio Google Fiber anche al di fuori degli Stati Uniti. La società ne avrebbe progettato il lancio – in collaborazione con la società City Fibre – proprio nel Regno Unito, mirando ad offrire una banda larga dieci volte più veloce rispetto a quella fornita da British Telecom.

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