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Agcom, chi al posto di Dècina? Le responsabilità del PD

Sarà il Partito Democratico ad indicare il sostituto. Circolano già i primi nomi. Ma si rischia di dimenticare l’importanza delle competenze nelle Tlc. Per questo, del resto, il PD a suo tempo aveva indicato Dècina

Pubblicato il 11 Set 2013

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E’ ormai passata una settimana da quando il prof. Maurizio Dècina ha inviato al presidente di Agcom Angelo Marcello Cardani la lettere con cui annunciava le sue dimissioni “irrevocabili” da commissario Agcom per ragioni “personali e familiari”.

Formalmente Dècina è ancora nelle sue funzioni di commissario visto che soltanto domani il consiglio dell’Autorità si riunirà per prendere atto della volontà di Dècina.

Da quel momento inizierà l’iter ufficiale per la sostituzione. In realtà, dietro le quinte già cominciano a circolare i primi nomi di possibili sostituti. Ci sembra un bene perché un’Autorità, passata da otto membri della scorsa consiliatura ai quattro attuali, non può permettersi di lavorare a lungo a ranghi ridotti.

Questo per l’importanza, la complessità, l’urgenza dei dossier finiti sul suo tavolo, oberato per di più dalla vigilanza sul settore postale aggiuntasi di recente. A ciò si aggiunge che non è certo indifferente la perdita di un commissario del valore di Dècina. Al di là delle sue qualità personali, egli era infatti l’unica persona che all’interno del consiglio Agcom avesse portato in dote una pluridecennale conoscenza del settore delle telecomunicazioni di cui è uno dei massimi esperti, non solo in Italia.

Ed è questa, ci sembra, la perdita maggiore per l’autorità come già abbiamo avuto modo di notare al momento delle sue dimissioni http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/22970_decina-per-il-successore-privilegiare-le-competenze.htm. Chi dovrà indicare il sostituto, oltre alle qualità morali e professionali della persona prescelta che sono un must in questi casi come abbiamo sottolineato più di un anno fa al momento della scelta degli attuali commissari Agcom (http://www.corrierecomunicazioni.it/media/15581_agcom-competenza-o-poltrone-da-assegnare.htm), oggi ha secondo noi anche la responsabilità di guardare con particolare attenzione alle competenze specifiche nelle tlc. Rischiamo altrimenti di avere un’autorità monca di “know how” in quello che è un comparto fondamentale del suo perimetro di vigilanza, che comporta altresì l’analisi di aspetti molto tecnici che non è semplice mettere a fuoco e comprendere. Un tuttologo non serve.

La responsabilità della scelta ricade nel PD che ha rivendicato a sé il diritto di nomina essendo Dècina stato votato dall’assemblea della Camera dei Deputati proprio su indicazione del PD, all’interno di un accordo generale fra i partiti nella passata legislatura.

Come dicevamo, cominciano a circolare i primi nomi. Tutte persone molto valide, dai curricula più diversi. Certo, sono importanti le competenze nel settore politico, in quelle dell’audiovisivo o gestionale. Ma, lo ribadiamo, qui non si tratta di piazzare amici (pur validi) di questo o di quello: si tratta di individuare un commissario che ci capisca di tlc. Del resto, era soprattutto per questo che a suo tempo il PD aveva indicato Dècina.

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