LA RELAZIONE ANNUALE

Agcom, Lasorella: “Grandi sfide sul digitale. Tlc centrali per lo sviluppo economico”

Il presidente ricorda che “è da tempo in corso l’interlocuzione con il Governo affinché l’Autorità sia designata quale coordinatore a livello nazionale per l’attuazione del Digital Services Act”. Banda ultralarga, le telco in crisi: gli investimenti restano superiori al 25% in rapporto ai ricavi ma scendono da 7,4 a 6,9 miliardi. In 5 anni fatturato a -13,7%. Dossier Tim: “Protrarsi dell’incertezza non aiuta, si auspica in tempi brevi un quadro prospettico definito”

Pubblicato il 19 Lug 2023

Giacomo Lasorella 3

Pur in contesto di tensioni geopolitiche e pressioni finanziarie, la digitalizzazione delle società prosegue e conferma la centralità delle tlc per lo sviluppo economico. Lo ha indicato il presidente di Agcom, Giacomo Lasorella (SCARICA QUI IL DISCORSO COMPLETO), presentando alla Camera la relazione annuale dell’Authority (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO).

“Analizzando in dettaglio il mercato, nel periodo esaminato si sono ancora fatti sentire gli effetti della pandemia da Covid-19, a cui si sono aggiunti quelli derivanti dall’invasione russa dell’Ucraina. Non si è peraltro arrestato il processo di trasformazione digitale: anzi, le due crisi ne hanno evidenziato la centralità per lo sviluppo economico, sociale e culturale”, ha affermato Lasorella.

Quello delle tlc è un settore in cui le risorse si sono ridotte per la forte pressione concorrenziale: il mercato vale 27 miliardi euro, -13,7% in cinque anni. La riduzione delle risorse ha effetti negativi sugli investimenti e sugli addetti diretti del settore, diminuiti “di mille unità per circa 56mila addetti a fine 2022”.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche, ha ricordato ancora il presidente Agcom, “ha attribuito all’Autorità quello di promuovere gli investimenti in connettività sulla banda ultra-larga. Tale attività è fondamentale per accompagnare l’Italia nella trasformazione digitale e richiede una stretta sinergia con le varie istituzioni nazionali ed europee. L’incertezza sul riassetto di Tim e la cessione di Netco hanno condizionato l’azione del regolatore, ma Lasorella ha comunque ricordato che l’Authority ha proceduto alla definizione dei prezzi all’ingrosso e ha avviato “una nuova analisi coordinata per gli anni 2024-2029, con l’auspicio che in tempi brevi si arrivi a un quadro prospettico definito” sull’assetto dell’ex incumbent.

Digital Services Act, nuova sfida regolamentare

“La tecnologia corre estremamente veloce e la regolazione spesso le arranca faticosamente dietro. E tuttavia, soprattutto in Europa, la regolazione sta certamente cercando di accorciare le distanze”, ha affermato Lasorella. In questo contesto, “Il Digital Services Act, che entra in vigore a febbraio 2024, costituirà la nuova sfida regolamentare, che ci troveremo ad affrontare nella seconda parte della consiliatura”.

Il presidente ha ricordato che è in corso l’interlocuzione con il governo, affinché Agcom sia designata, in applicazione della normativa europea, quale coordinatore dei servizi digitali a livello nazionale, così sedendo nel board europeo dei coordinatori nazionali che si rapporterà con la Commissione europea, per l’attuazione del Dsa, così come altre autorità nazionali saranno chiamate a rilevanti compiti con riferimento ad altre leggi europee.

Per Agcom, ha evidenziato Lasorella, “i nuovi compiti saranno una sfida importante perché implicano la necessità di individuare efficaci meccanismi di coordinamento a livello nazionale e di raccordo a livello europeo, ed è per questo che occorre prepararsi per tempo, anche attraverso una adeguata dotazione di risorse. La chiave per affrontare la sfida del digitale è certamente nella cooperazione e nell’interazione di tutti i soggetti istituzionali ed in particolare di tutte le autorità competenti nei vari settori, coordinando gli sforzi in un’ottica di sistema”.

I numeri del mercato tlc

Nelle comunicazioni elettroniche, come evidenziano dettagliatamente gli Osservatori trimestrali dell’Autorità, si sono ridotte ulteriormente le risorse (-3,3% rispetto al 2021), soprattutto per effetto della flessione dei ricavi nel segmento della telefonia mobile.

Lasorella ha sottolineato che si è registrata inoltre una forte pressione concorrenziale, anche per effetto dell’entrata sul mercato di nuovi operatori, in presenza di un grande dinamismo, generato dall’innovazione tecnologica.

Il valore complessivo del settore si attesta oggi intorno ai 27 miliardi di euro, con una flessione del rapporto tra margine lordo e ricavi. La riduzione delle risorse disponibili ha avuto effetti negativi anche sull’andamento degli investimenti: in rapporto ai ricavi, nel 2022, gli investimenti restano superiori al 25% ma si riducono in misura non marginale in termini assoluti (-7,3%, passando da 7,49 a 6,95 miliardi di euro).

Il mercato è stato caratterizzato da processi di riconfigurazione dei player presenti sul mercato (fusione delle attività retail di Linkem con Tiscali dal 1° agosto 2022), dall’entrata di nuovi operatori in segmenti di mercato precedentemente non presidiati (Iliad e PostePay nella rete fissa), nonché dal consolidamento della presenza di soggetti provenienti da altri settori (Sky).

La grande trasformazione che riguarda la rete fissa si deve alle nuove modalità di comunicazione, di organizzazione del lavoro e di consumo di media (in particolare allo streaming di contenuti video).

Negli ultimi 5 anni le linee in tecnologia Fttc-Ftth sono passate dal 36% a quasi il 70% degli accessi complessivi, anche se permangono non marginali differenze tra il Nord e il Centro, da una parte, e il Sud e le Isole dall’altra.

Il traffico dati ha registrato un incremento assai rilevante. Nel periodo 2013-2022 i volumi sono decuplicati, passando da poco meno di 5.000 ad oltre 49.000 petabyte (un petabyte equi- vale a un milione di gigabyte): poco più della metà di questa crescita si è realizzata nel triennio 2020-2022.

L’incertezza sul riassetto di Tim

“L’azione del regolatore è stata fortemente condizionata dall’incertezza relativa alla possibile trasformazione (peraltro ancora in corso) degli assetti strutturali e proprietari dell’operatore dominante, ha proseguito Lasorella. “In tale contesto l’Autorità ha comunque proceduto, con deliberazione a maggioranza, alla definizione dei prezzi dei servizi di accesso alla rete fissa per gli anni 2022 e 2023, estendendo la validità della precedente analisi di mercato, ed ha proseguito nell’esame del progetto di coinvestimento di Tim in reti ad altissima capacità. Anche nel protrarsi dell’incertezza, l’Autorità ha ritenuto di avviare, attraverso la posizione in consultazione pubblica, una nuova analisi coordinata dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa, destinata ad avere effetto per gli anni dal 2024 al 2029. L’auspicio è che si possa giungere in tem- pi brevi quantomeno ad un quadro prospettico definito”.

La promozione degli investimenti in banda ultralarga e 5G

Quanto agli interventi per rendere più semplice ed economica l’installazione delle reti di comunicazione elettronica ad altissima capacità, l’Autorità, in attuazione di alcune specifiche previsioni contenute nella legge annuale per il mercato e la concorrenza (adottata nel mese di agosto 2022) e del Pnrr, ha approvato un ulteriore e articolato set di linee guida per promuovere, tra gli operatori e i gestori, il riutilizzo delle infrastrutture fisiche esistenti e per favorire le condizioni per il coordinamento nella realizzazione delle nuove opere di genio civile.

Per incentivare lo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione (5G) e dei relativi servizi, Agcom ha avviato una ridefinizione del radiospettro e delle sue differenti utilizzazioni ai fini di un uso più efficace e innovativo delle frequenze.

Le piattaforme online come “gatekeeper”

Sui servizi digitali, Lasorella ha osservato che “sono tre le costanti che ne caratterizzano le diverse forme. La prima è l’elevatissima concentrazione in capo a pochi player globali dei relativi mercati. La seconda è l’acquisizione e il controllo di enormi quantità di dati individuali (di utenti, consumatori, lettori), gestiti normalmente attraverso l’intelligenza artificiale. La terza è il crescente predominio sul mecato pubblicitario delle piattaforme che li gestiscono. Questi fattori stanno stravolgendo l’assetto dei mercati, influenzando anche il pluralismo informativo”.

Lasorella ha proseguito affermando che i motori di ricerca, i social network e le piattaforme di condivisione di video gestiti dai grandi player globali “costituiscono veri e propri gatekeeper di accesso all’informazione in rete, non solo per i cittadini, ma anche per gli editori online, che sempre di più dipendono da essi per raggiungere gli utenti. Tale situazione richiede un costante e sistematico monitoraggio, nonché l’adozione di iniziative, anche di tipo regolamentare, finalizzate ad accrescere la trasparenza del sistema dell’informazione online e ad assicurare una più efficace tutela dei minori”.

La disciplina del Digital Services Act prevede puntuali meccanismi di co-regolamentazione per le attività delle piattaforme di dimensioni molto grandi, al fine di assicurare, tra l’altro, la tutela del pluralismo informativo e della correttezza dell’informazione e la protezione dei minori da contenuti illegali o nocivi, attraverso un articolato sistema di collaborazione tra Commissione europea, Digital Services Coordinator e regolatori nazionali dei servizi di media audiovisivi.

L’equo compenso e la Direttiva copyright

“In attesa della piena applicazione di tali disposizioni, prevista per il prossimo mese di febbraio, l’Autorità ha continuato nell’opera di attuazione delle direttive di settore”, ha chiarito il presidente, citando in particolare il decreto legislativo di recepimento della Direttiva copyright, che ha affidato ad Agcom diverse nuove competenze. La prima di esse riguarda la corretta remunerazione dei prodotti editoriali i cui contenuti circolano sulle piattaforme e sui social media, il cosiddetto “equo compenso”.

Agcom ha individuato, attuando per prima la normativa europea, i criteri di riferimento per la determinazione dell’equo compenso spettante agli editori. La definizione dell’equo compenso è rimessa alla libera contrattazione delle parti, essendo l’intervento dell’Autorità previsto solo in caso di mancato raggiungimento di un accordo. “Siamo ovviamente in attesa di conoscere l’esito delle negoziazioni in corso”, ha indicato Lasorella.

L’Autorità, nel mese di dicembre 2022, ha avviato una consultazione pubblica avente ad oggetto alcune modifiche al regolamento del 2013 a tutela del diritto d’autore online intese a contrastare in maniera ancora più efficace i fenomeni di pirateria degli eventi sportivi live.

“La legge appena approvata rafforza ancor di più il ruolo dell’Agcom in questo settore nevralgico, confermando il percorso intrapreso ed estendendolo a tutti gli eventi live.

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