LA DELIBERA

Agcom, 2 milioni di multa a Telecom Italia. Focus sulle tariffe

Sanzionata la compagnia per non aver ottemperato alla diffida del 22 aprile 2015 relativa al piano di migrazione degli utenti dalle tariffe a consumo a quelle flat. Nel mirino il raddoppio dei prezzi a consumo

Pubblicato il 01 Mar 2016

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Multa da 2 milioni di euro per Telecom Italia dall’Agcom. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con un delibera pubblicata oggi, ha deciso di sanzionare la compagnia telefonica, rea di non aver ottemperato alla diffida impartita dall’authority nell’aprile 2015. Quest’ultima si riferiva alla manovra con cui il gruppo di telecomunicazioni aveva “migrato” una parte consistente dei propri abbonati alla rete fissa verso diverse condizioni contrattuali ed economiche (in sostanza, dai piani a consumo a quelli flat).

L’Agcom era intervenuta, ricorda la delibera, per “assicurare un’informazione esaustiva e trasparente alla clientela, anche al fine di garantire un corretto esercizio del diritto di recesso” e per “garantire il diritto di scelta per gli utenti che, sebbene fossero titolari di una offerta di base tipica del servizio universale –ovvero il servizio di connessione alla rete di comunicazione pubblica in postazione fissa (accesso alla linea RTG) con tariffazione a consumo dell’eventuale traffico telefonico- , sono stati ricollocati da Telecom Italia all’offerta flat “Tutto Voce” in assenza di espresso consenso”.

L’Autorità ha stabilito che “nonostante Telecom Italia abbia migliorato a seguito della diffida la trasparenza delle comunicazioni alla clientela ed esteso i termini per esercitare il diritto di recesso” gli approfondimenti dell’istruttoria hanno accertato che “le informazioni fornite non si sono rivelate del tutto corrette e adeguate”.

Inoltre, “in riferimento agli obblighi di servizio universale, invece, la Società ha effettuato comunque, pur in assenza della previa acquisizione del consenso espresso, il passaggio automatico all’offerta flat ‘Tutto voce’ degli utenti che in precedenza erano titolari di una offerta base di servizio universale”. Le misure specifiche poste in essere da Telecom dopo la delibera di aprile per acquisire il consenso “ora per allora”, spiega l’Agcom, “si sono rivelate inidonee e inefficaci”.

Per questo motivo l’authority ha deciso per una sanzione amministrativa da 2 milioni di euro. L’istruttoria, aggiunge l’Agcom, ha inoltre “confermato che il passaggio forzoso all’offerta flat “Tutto Voce” ha prodotto effetti negativi sui livelli di spesa mensile di un numero molto consistente di utenti che in precedenza fruivano solo eventualmente del servizio telefonico e con una tariffazione a consumo. Di dimensioni rilevanti il pregiudizio economico da essi subiti e il conseguente vantaggio di Telecom Italia”.

L’authority si è inoltre “riservata di avviare con distinto procedimento le iniziative più opportune ad assicurare condizioni tecniche ed economiche di offerta dei servizi ricompresi nel servizio universale coerenti con gli obblighi ricadenti sull’impresa designata”. Con quest’ultima possibilità l’Autorità si è riservata, tramite un ulteriore procedimento, di valutare l’aderenza dell’aumento tariffario annunciato ieri da Tim con gli obblighi relativi al servizio universale e alle rispettive condizioni tecniche ed economiche.

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