LA POLEMICA

Agcom, portabilità del numero nel mirino delle telco

Gli operatori chiedono di limitare il diritto di mantenere il proprio numero nel passaggio di operatore per arginare comportamenti truffaldini. Antonio Preto (Agcom): “La portabilità è un diritto fondamentale del cliente”

Pubblicato il 20 Mar 2013

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Appello degli operatori all’Agcom per limitare il diritto alla portabilità che consente ai consumatori di conservare il numero di cellulare nel momento in cui decidono di cambiare contratto e scelgono un nuovo gestore. Lo scrive la Repubblica, secondo cui la portabilità nasconderebbe un escamotage da parte di clienti morosi che, “saltando da un operatore ad un altro” a caccia di sconti e premi, sfruttano la portabilità per non saldare la bolletta con il vecchio gestore. Un altro comportamento che non piace agli operatori è l’attivazione di una Sim nuova da parte di “clienti fittizi”, che dopo poche ore scelgono di passare ad un altro operatore concorrente.

Nel dettaglio, gli operatori chiedono all’Agcom di limitare il diritto alla portabilità del numero ai clienti che hanno saldato tutte le loro bollette e di fissare un obbligo di utilizzo di almeno 30 giorni dopo l’attivazione di una nuova Sim, prima di passare ad un’offerta concorrente.

L’Agcom prende atto delle istanze degli operatori, ma frena. “Quello della portabilità è un diritto fondamentale del cliente che deriva dalla normativa Ue – dice il commissario dell’Agcom Antonio Preto – Si tratta, dunque, di una prerogativa quasi intoccabile del consumatore. Gli operatori si sentono frodati? Hanno nel codice civile tutti gli strumenti di rivalsa contro i clienti morosi”. Preto è prudente anche per quanto riguarda il vincolo temporale di passaggio ad un altro operatore dopo l’attivazione di una nuova Sim. “I clienti, soprattutto quelli giovani, sono abilissimi a surfare tra una Sim e l’latra, tra un’offerta e l’altra per ottenere vantaggi. Ma questo è un effetto positivo della concorrenza, territorio nel quale noi non dovremmo entrare”, aggiunge Preto a Repubblica.

Un altro problema nel contempo si avvia a soluzione. Si tratta degli Sms alfanumerici, i messaggini che si visualizzano con il nome del mittente e non con il suo numero. Il caso più emblematico è quello dei messaggini delle banche che avvertono i clienti di eventuali transazioni effettuate. Un tipo di messaggini non regolamentato. L’idea dell’Agcom è garantire i clienti, perché possano sempre identificare il mittente, evitando così il fenomeno degli “spoofing sms”, i messaggini truffaldini, che arrivano da numeri inesistenti o rubati. Sarà compito degli operatori bloccare gli sms pirata.

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