IL PROVVEDIMENTO

Agcom: si sblocca il “caso” Poste, arretrati per 11 milioni

Secondo quanto risulta a CorCom è in dirittura d’arrivo il decreto attuativo da parte di Mef e Mise sul contributo dovuto all’Autorità dal 2012. Il “canone” annuale dovrebbe aggirarsi sui 5 milioni

Pubblicato il 13 Gen 2015

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È in dirittura d’arrivo il decreto del ministero dello Sviluppo economico e di quello dell’Economia che regolerà il versamento del contributo di Poste Italiane ad Agcom, in quanto società vigilata alla stregua degli altri operatori. Il provvedimento stabilità anche l’ammontare degli arretrati dato che Poste è sotto la lente Agcom da tre anni.

Stando quanto risulta a CorCom gli arretrati ammonteranno a 11 milioni mentre la quota annuale da versare come contributo si aggirerà tra i 4 e i 5 milioni.

Del “debito” accumulato da Agcom per il contributo non versato da Poste aveva parlato a luglio scorso il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani in occasione della presentazione della Relazione Annuale dell’Autorità. In dettaglio per il biennio 2012-2013 il “tesoretto” è quantificabile in circa 5 milioni, fa sapere l’Authority, a cui vanno aggiunti 6 milioni per l’anno in corso, in cui l’attività di regolazione è entrata a pieno regime.

“Mio malgrado sono costretto a rinnovare l’appello già portato all’attenzione di questa Assemblea (il Parlamento ndr) in occasione della relazione annuale dello scorso anno: continuiamo a esercitare le funzioni di regolatore postale senza la fonte di finanziamento prevista dalla legge – diceva in quell’occasione Cardani – Un’anomalia che dopo oltre due anni diviene difficile da spiegare, ancor più alla luce di alcune recenti pronunce del giudice comunitario e nazionale”.

In Italia il servizio universale postale è affidato a Poste Italiane fino al 2026. E proprio sull’affidamento, il Ministero dello sviluppo economico effettua, ogni cinque anni, una verifica sulla base di un’analisi dell’Autorità.

Il servizio universale comprende: la raccolta, il trasposto, lo smistamento e la distribuzione degli invii postali fino a 2 Kg; la raccolta, il trasporto, lo smistamento e la distribuzione dei pacchi postali fino a 20 Kg; i servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii assicurati; la “posta massiva” (comunicazioni bancarie, bollette e bollettini di pagamento).

I servizi rientranti nel servizio postale universale si distinguono in “riservati” (erogati in esclusiva da Poste Italiane) e “non riservati” (erogati anche da operatori postali alternativi). I primi consistono nella notificazione degli atti giudiziari e delle contravvenzioni del Codice della strada, mentre tra i secondi si annoverano i servizi oggetto di recente liberalizzazione: raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di invii di corrispondenza interna e transfrontaliera entro il limite di peso di 50 grammi e gli invii raccomandati attinenti alle procedure della Pubblica amministrazione.

Il fornitore del servizio universale garantisce per almeno 5 giorni a settimana una raccolta e una distribuzione al domicilio di ogni persona (fisica o giuridica), salvo deroghe stabilite dall’Autorità e notificate alla Commissione europea.

Poste Italiane trasmette ogni anno all’Autorità, che poi procede a una verifica, il costo del servizio postale universale. L’onere per la fornitura del servizio universale è finanziato dal bilancio dello Stato e da un apposito fondo di compensazione, cui contribuiscono gli operatori postali.

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