L'OSSERVATORIO

Agcom: unbundling, Italia in linea con l’Europa

Secondo l’osservatorio trimestrale sulle Tlc nel nostro paese il canone è allineato alla media dei Big5 e solo leggermente superiore (0,24 cent/mese) rispetto alla Ue27

Pubblicato il 12 Dic 2012

Federica Meta

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Il prezzo dell’unbundling in Italia è allineato alla media Ue. A dirlo l’osservatorio trimestrale sulle Tlc di Agcom che rileva come nel paese il canone sia allineato alla media, pesata sul numero di linee Ull, dei “Big 5” (Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito) e inferiore alla media dei paesi BULRIC (Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Italia,Romania e Svezia). Il prezzo è invece è leggermente superiore (0,24 €/mese) rispetto alla media della UE27 e dell’Europa Occidentale (media pesata sul numero di linee Ull).

Sul versante banda larga mobile, Agcom rileva un boom. In settembre, le sim che hanno effettuato traffico dati hanno superato i 22 milioni (+15,1% rispetto al corrispondente valore del 2011). Le “connect card” dedicate (le chiavette) raggiungono una consistenza di circa 6,7 milioni (+11,0% rispetto al 3° trimestre 2011), con una crescita di circa 200.000 unità rispetto a giugno. Da inizio anno il traffico dati è cresciuto del 31,7%.

Di contro continua l’emorragia sul fisso. Rispetto a settembre 2011, si osserva un calo degli accessi complessivi per circa 590 mila linee. La riduzione nel corso del 2012 (-514 mila linee) risulta superiore rispetto al corrispondente valore dei primi nove mesi dello scorso anno (-340 mila). Per quanto riguarda il market share degli operatori, la quota di Telecom Italia negli ultimi dodici mesi è ulteriormente scesa di 1,4 punti percentuali, collocandosi al 65,8%.

Con riguardo a Vodafone, si conferma quanto già osservato in precedenza: la sostanziale invarianza sia degli accessi che della quota di mercato complessiva, è il risultato di una flessione degli accessi di Teletu bilanciato dalla crescita degli accessi “rete fissa” di Vodafone Italia. Wind consolida la propria quota di mercato su base annua (+0,7%), con un lieve arretramento (-0,1%) rispetto allo scorso giugno. Fastweb, infine, è l’unico operatore che guadagna quote sia su base annuale (+0,8%) che trimestrale (+0,2%).

In flessione anche gli accessi complessivi, che pur crescendo di circa 100 mila accessi su base annua, a fine settembre evidenziano una leggera decrescita (-50 mila linee circa) rispetto alla consistenza di fine giugno.

Per i nuovi entranti, alla crescita degli accessi Full Ull (+27 mila nel terzo trimestre), si contrappone una flessione degli accessi WLR per quasi 50 mila linee e di quelli bitstream (-25 mila circa). La ripartizione degli accessi diretti per operatore, posiziona Wind al primo posto (40,2%), in crescita dello 0,6% rispetto al settembre 2011, ma in leggera flessione rispetto allo scorso giugno (-0,2%).

Cresce, sia su base annua che trimestrale, il peso di Fastweb (rispettivamente +1,5% e +0,5% mentre flette la quota di mercato di Vodafone (corrispondentemente -1,4% e -0,3%).

Sul versante banda larga retail, Agcom, rileva negli ultimi dodici mesi, la crescita degli accessi a larga banda è stata intorno alle 150 mila unità. Da inizio anno, la customer base risulta sostanzialmente stabile. La quota di mercato di Telecom Italia (52,3%) scende in un anno di 1,3 punti percentuali, a vantaggio sostanzialmente di Wind (+0,7%) e Fastweb (+1,0%). Vodafone, rispetto a settembre 2011, vede ridursi sia i propri abbonati (-10 mila), che la quota di mercato (-0,2%).

Aumenta la velocità media delle connessioni ad internet. Negli ultimi dodici mesi, gli accessi con velocità nominale superiore a 2Mbit/s sono passati dall’86 all’88% circa.

Rispetto allo scorso anno, la customer base delle linee mobili sfiora 1 milione di sim, mentre aumenta di circa 170 mila linee da inizio anno.

Nei primi nove mesi dell’anno, si osserva una flessione (-392 mila) delle sim residenziali, controbilanciata dalla crescita della clientela affari (circa +561 mila). Nel medesimo periodo, le sim prepagate sono diminuite di 1,22 milioni, mentre quelle in abbonamento sono aumentate di circa 1,39 milioni. Continua quindi il processo di ampliamento della quota degli abbonamenti .

Su base annua, la quota di mercato di Vodafone flette dello 0,8%. Se ne avvantaggiano marginalmente Telecom Italia e H3G (rispettivamente +0,1 e +0,2%), ed in misura più consistente Wind (+0,5%). Il traffico telefonico (oltre 102 miliardi di minuti da inizio anno) risulta in aumento del 4,3%, rispetto al corrispondente valore del 2011.

Per quanto riguarda la tipologia di utenza, quella affari (12,3 milioni in settembre) cresce di circa 800 mila linee su base annua: valore, nettamente superiore a quanto fatto registrare dal segmento residenziale (+172 mila linee). Il peso dell’utenza affari aumenta dello 0,7% (dal 12,5 al 13,2% della consistenza complessiva). Il primo operatore nel segmento residenziale è Vodafone con il 32,5% (33,3% nel 2011), seguito da Telecom Italia e Wind. Telecom Italia, con il 59,0% (58,1 nel 2011), è largamente leader nel segmento affari. L’81,3% delle linee attive riguarda le “prepagate”, in decisa flessione rispetto a settembre 2011 (83,2%). In due anni, grazie soprattutto alla crescita di smartphone e tablet le sim in abbonamento sono cresciute di 3,4 milioni mentre quelle “prepaid” hanno subito una flessione superiore alle 700 mila linee.

Nel mercato “prepaid” Telecom Italia e Vodafone sono entrambe poco al di sotto del 33% mentre Wind si colloca al 26,5%. Nel segmento “postpaid”, Telecom Italia supera il 44%, ma risulta in flessione del 2,2%, se si guarda al settembre 2011, e del 4,3, rispetto al 2010.

Gli Mvno continuano a crescere sfiorando una consistenza 4,4 milioni sim (pari a circa il 4,5% della base clienti totale). Poste Italiane tocca il 58%, grazie anche alla progressiva integrazione della telefonia mobile con i servizi postali. E’ da segnalare anche il risultato di Noverca che dall’inizio anno ha quintuplicato la base clienti sfiorando le 120 mila sim. Traffico ed sms inviati crescono da inizio anno rispettivamente del 44% e del 90% rispetto ai corrispondenti valori del 2011.

Infine la portabilità. A settembre 2012, il numero di linee mobili portate ha superato i 46 milioni (dato cumulato). Gli operatori mobili virtuali registrano un saldo attivo superiore ad 1,3 milione di linee. Su base trimestrale il saldo “donating-recipient” migliora sia per Wind (da -95 mila del secondo trimestre a +152 mila del terzo ) che per Vodafone (corrispondentemente da -245 mila a -64 mila) e H3G (da +18 mila a +225 mila linee portate). Corrispondentemente, peggiora quello degli mvno (da 179 a 40 linee, ma soprattutto quello di Telecom Italia (da +143 a -353 mila linee).

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