STRATEGIE

Alierta: niente scorporo della rete di Telecom Italia

Il capo di Telefonica: “Basta l’equivalence of input, lo dice Kroes. Le Ngn le farà Telecom, non serve Cassa Depositi e Prestiti. Fino a febbraio 2015 non saliremo in Telco”

Pubblicato il 14 Nov 2013

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Telefonica non eserciterà l’opzione call per salire al 100% di Telco, come del resto previsto dal Corriere delle Comunicazioni. Lo afferma Cesar Alierta, presidente del gruppo spagnolo, in un’intervista al Sole 24 Ore. “Telefonica non può salire sopra il 49% di Telco”, argomenta Alierta, aggiungendo di ritenere che l’azionariato della holding resterà così com’è fino al termine di febbraio 2015 e che Telefonica non ha intenzione di esercitare la call in suo possesso dopo il rinnovo del patto Telco. “E penso che anche gli altri, Mediobanca compresa, resteranno in Telco fino al termine di febbraio 2015″.

Quanto alle reti di nuova generazione “gli investimenti li farà Telecom, non c’è bisogno di aiuti esterni”, sostiene il presidente di Telefonica rispondendo a una domanda sullo scorporo della rete recentamente rilanciata dal viceministro alle Comunicazioni Antonio Catricalà e sul possibile ruolo di Cdp per accelerare gli investimenti. Alierta aggiunge che “l’importante è il mix: noi siamo a favore degli investimenti in fibra perché’ sono necessari per Telecom, ma ancor più per l’Italia”.

In merito alle insistenze di parte del governo italiano sullo scorporo della rete come condizione essenziale per il via libera all’operazione Telecom-Telefonica, Alierta puntualizza che “il Consiglio Ue ha approvato l’agenda digitale che dice si deve investire di più nella fibra ottica. La raccomandazione Kroes individua nell’equivalence of input la miglior soluzione per assicurare la parità di trattamento a tutti gli operatori. È quello che pensiamo anche noi”.

Sulla vexata questio del convertendo, su cui ha acceso i riflettori la Consob dopo gli esposti di Asati e Findim,.esso “era la soluzione migliore per tutti e il collocamento doveva svolgersi nei tempi più rapidi possibili, per evitare gli arbitraggi degli hedge fund, che vendono le azioni per comprare i bond”.

Secondo Alierta, “e’ la prima volta che Telecom manda un messaggio di fiducia nel futuro, che il valore di Telecom cioè è superiore all’attuale”. Per Alierta “un aumento di capitale sarebbe stato diluitivo per gli azionisti di minoranza perchè, a differenza del convertendo che è a premio del 22,5%, sarebbe stato a sconto”.

In merito al piano da 4 miliardi di euro avviato dall’a.d. Marco Patuano, Alierta sottolinea che “come azionista vorrei congratularmi con Patuano per il piano che ha preparato in un solo mese con uno spettacolare lavoro”, un piano che “prevede un significativo aumento degli investimenti in banda ultralarga e telefonia mobile di quarta generazione”

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