LA VERTENZA

Almaviva Contact, si tratta a oltranza. Oggi giornata decisiva

In stallo le trattative: l’azienda respinge la proposta dei sindacati sul congelamento degli scatti di anzianità per il 2017 sulle sedi di Roma e Napoli. “Strada inadeguata ad affrontare una crisi strutturale”. Se entro mezzanotte non si trova l’accordo partiranno le prime lettere di licenziamento. In ballo 2500 posti di lavoro

Pubblicato il 21 Dic 2016

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La vertenza Almaviva ormai ha le ore contate. Dopo che ieri l’incontro tra azienda e sindacati è finoto con una fumata nera, oggi sono arrivati al ministero dello Sviluppo economico, per l’utimo round, anche i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo per trovare una soluzione in extremis.

Il confronto in giornata si è fatto ancora più teso a causa del rifiuto, da parte dell’azienda, della proposta unitaria avanzata dai sindacati: congelare gli scatti di anzianità per tutto il 2017 sulle sedi di Roma e Napoli con un sistema di salario differito (la perdita sarebbe stata infatti poi inserita nel Tfr). Almaviva ha trovato questa proposta tecnicamente irricevibile, visto che si sarebbe trattato di una sorta di prestito che avrebbe comunque fatto accantonare all’azienda una cifra pari a questo importo.

Per Almaviva Contact, la proposta contiene “contenuti approssimativi e dagli effetti inconsistenti, che appare un alibi più che una proposta”.

“Non può essere interpretato diversamente il suggerimento delle organizzazioni sindacali di congelare gli scatti di anzianità per il 2017 sulle sedi di Roma e Napoli che, introducendo un singolare sistema di salario da restituire nell’anno successivo, obbligherebbe comunque l’Azienda ad accantonare il corrispondente ammontare e a registrare una ricaduta sostanzialmente nulla sul conto economico – si legge in una nota Almaviva Contact – Di fronte all’accertata evidenza critica dell’andamento operativo di Almaviva Contact, un fatturato ridotto del 50% negli ultimi quattro anni, ed al progressivo aggravamento delle perdite, 28 milioni di euro nel solo 2016, la ricetta formulata dai rappresentanti sindacali sta in una mera operazione di bilancio che differirebbe di alcuni mesi una cifra pari a poche centinaia di migliaia di euro”.

“Una indicazione priva di consistenza, dal valore economico risibile, con un prevedibile effetto sui conti prossimo allo zero. Una strada del tutto inadeguata ad affrontare con serietà i caratteri strutturali della crisi in cui versa l’Azienda e a ripristinare un equilibrio compromesso da perdite radicate e costi non più sostenibili – conclude la nota – Come più volte riconfermato da Almaviva Contact, l’alternativa responsabile alla riorganizzazione avviata va tradotta in un piano di risanamento finalizzato alla stabile messa in sicurezza della Società e alla salvaguardia dell’occupazione, senza il quale le conseguenze sull’intero perimetro aziendale sarebbero gravi ed immediate”.

La trattativa riprende quindi da zero, nell’estremo tentativo di evitare i 2.511 licenziamenti. Se entro la mezzanotte di oggi non si trova la quadra partiranno infatti le prime lettere di licenziamento.

Da quando anche l’ultimo tentativo fatto dal governo – quello di un lodo non negoziabile proposto dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e dalla viceministro Teresa Bellanova – è sfumato, sono ricominciate le trattative a oltranza. “Io sto qui fino all’ultimo minuto, ma dovete portare proposte concrete, non andiamo in ristretta per fare una seduta spiritica”, è stato l’invito del viceministro Teresa Bellanova, esortando le parti a prendere sulle loro spalle “la
responsabilita’” della vertenza, visto che “ci sono 2500 persone che aspettano una risposta” e ribadendo la disponibilità del governo. Che l’esecutivo stia fornendo il massimo supporto lo conferma anche Giorgio Serao, segretario nazionale Fistel Cisl, specificando però che nonostante le parti siano state invitate a trovare un accordo, questo “sembra sempre piu’ improbabile”. Al Ministero infatti si respira un clima carico di pessimismo e le posizioni di azienda e sindacati restano distanti, ma si va avanti.

“La trattativa è molto difficile e ancora lontana da una possibile intesa, ma continuiamo a provarci”, commenta Marco Del Cimmuto, segretario nazionale della Slc Cigl. Con molta probabilità si continuerà a trattare a oltranza fino a tarda
notte. “Stiamo parlando a 360 grandi per capire fino a dove possiamo spingerci”, ha detto Salvo Ugliarolo, segretario generale della Uilcom.

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