“Ciò che sta accadendo nel settore dei call center desta particolare preoccupazione”. È il testo del messaggio che alcuni deputati del Partito democratico – Cesare Damiano, Luisella Albanella, Marco Miccoli, Maria Luisa Gnecchi, Ludovico Vico – leggeranno in Aula, alla fine di ogni seduta, per porre l’attenzione sulla situazione del settore mentre la Commissione Lavoro della Camera ha iniziato la discussione sulle proposte di legge sul tema.
“A fronte di un’occupazione complessiva di 80 mila persone – spiegano – c’è il rischio di avere 8 mila esuberi da oggi a fine anno. Almaviva, Gepin e Uptime hanno già avviato le procedure di licenziamento. Tra le cause che stanno determinando tale situazione vi sono, le delocalizzazioni all’estero, in particolare in Albania e Tunisia, il mancato rispetto integrale della clausola di salvaguardia occupazionale relativa al cambio di appalto, le gare al massimo ribasso. Per eliminare le cause di tale situazione – proseguono – chiediamo al Governo alcuni interventi: far rispettare l’obbligo per l’operatore di comunicare, in apertura di telefonata, da quale Stato parta la conversazione e l’applicazione della clausola di salvaguardia occupazionale per le aziende che vincono gli appalti. E’ poi necessario che il governo intervenga nei confronti delle aziende pubbliche quotate in Borsa, per evitare forme di massimo ribasso mascherato che provocano disoccupazione e un peggioramento dei servizi; considerare i call center che occupano migliaia di lavoratori, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, alla stregua delle grandi industrie. Bisogna estendere al settore la Cassa integrazione straordinaria, così come previsto nel comparto industria e nei settori della logistica e della grande distribuzione; lavorare per un unico contratto di settore, cancellare i contratti pirata, migliorare le strategie di sviluppo, per consolidare il settore e permettere l’avvio di investimenti in innovazione e ricerca”, concludono.
I deputati democratici presentato un’interpellanza urgente al ministro dello Sviluppo Economico sulla situazione del call center Almaviva di Palermo. “È un modo per aiutare i lavoratori a trovare risposte alla grave situazione di crisi nella quale versano, portando a conoscenza del Parlamento il grave problema occupazionale che riguarda migliaia di cittadini palermitani impegnati in Almaviva” spiega la deputata, Teresa Piccione, prima firmataria dell’interpellanza. “In una città già con un alto tasso di disoccupazione e che vede emigrare tantissimi giovani in cerca di lavoro – aggiunge – è inaccettabile perdere ancora tempo. Apprezziamo la convocazione di un incontro promosso con le parti dal viceministro Teresa Bellanova il prossimo 13 aprile e ci auguriamo che gli sforzi congiunti possano essere utili a trovare un’adeguata soluzione”.