Telefonica è sulla buona strada per invertire la tendenza negativa del suo business europeo, ma per ora i vertici della compagnia iberica non hanno ancora deciso se ricorrere alla quotazione di alcuni dei suoi asset in Sud America. Lo ha detto ieri il Chief operating officer (Coo) Jose Maria Alvarez-Pallete, senza tuttavia dare ulteriori dettagli su dove esattamente si sono registrati questi progressi. La situazione dettagliata dei risultati operativi di Telefonica sarà comunicata il 28 febbraio, alla presentazione del bilancio annuale del gruppo.
Da tempo l’incumbent spagnolo soffre sotto i colpi della recessione sul mercato domestico. Per riportare i conti in salute, Telefonica ha tra le alter cose tagliato il dividendo e raccolto 1,45 miliardi di euro dall’Ipo della divisione tedesca di Telefonica. Inoltre, ha siglato un accordo per vendere per un miliardo di euro Atento, il suo business spagnolo di call center, al fondo di private equity Bain Capital, aggiungendo che l’intenzione è quella di vendere altri asset.
Telefonica sta tagliando il debito, che a settembre ammontava a 56 miliardi di euro, mentre sta migliorando la creazione del cash flow, ha aggiunto Alvarez-Pallette nel suo briefing con la stampa, che si è tenuto a Londra. Il Coo di Telefonica ha inoltre detto che la crescita in America Latina sta migliorando, nonostante alcune preoccupazioni di un rallentamento. “Non vediamo un rallentamento della crescita in America Latina né lo prevediamo per il futuro”, aggiunge Alvarez-Pallette. La penetrazione di smartphone in America Latina è piuttosto bassa, pari al 20%, a fronte del 60% in Spagna, “ci sono quindi diversi margini di crescita”, aggiunge Alvarez-Pallette, che dopo lo sbarco in borsa in Germania, ha invece escluso un’Ipo di O2, il suo business mobile nel Regno Unito. “Non sentiamo l’esigenza di un’Ipo nel Regno Unito”, ha precisato.
Telefonica ha chiuso il terzo trimestre 2012 al 31 settembre 2012 con un utile netto di 1,38 miliardi di euro, a fronte di perdite per 429 milioni registrate nello stesso periodo del 2011. La ripresa dipende dal peso crescente delle attività in America Latina, che compensano la difficile situazione in Europa. Sul bilancio dell’anno scorso pesano i costi legati al taglio di 6.500 dipendenti della business unit spagnola.