IL CASO

Apple Lte, telco mobili sul piede di guerra

La Mela sta facendo il bello e il cattivo tempo sul 4G, accusano molti operatori. La versione 5 dell’iPhone non funziona su tutte le frequenze. E il j’accuse riguarda anche le troppe “clausole” imposte

Pubblicato il 11 Mar 2013

Dal punto di vista degli operatori mobili, Apple fa il bello e cattivo tempo in fatto di supporto Lte sul suo nuovo iPhone. Esistono infatti alcune restrizioni (che per i carrier fanno parte di una studiata politica di Cupertino) al supporto delle reti Lte sull’iPhone 5 e diversi operatori internazionali hanno tentato finora invano di convincere il colosso hitech a includere nel device supporto alle loro reti Lte. Ora che un piccolissimo operatore statunitense si prepara a lanciare il device della Mela con pieno supporto Lte (ma riguarda solo le aree rurali di tre Stati), la frustrazione di tanti grandi carrier è destinata ad aumentare.

La norvegese Telenor è l’ultima in ordine di tempo a lamentarsi: Berit Svendsen, Ceo di Telenor Norway, ha fatto sapere nei giorni scorsi che l’Apple iPhone 5 non potrà funzionare sulla sua rete Lte 1800 MHz nel distretto settentrionale di Tromso nonostante il device supporti l’Lte sulla stessa frequenza in Regno Unito e Germania. “Aspettiamo da sei mesi che Apple apporti alcuni piccoli cambiamenti ad iOS di modo che il suo smartphone funzioni sulla nostra banda dei 1800 MHz a Tromso”, ha dichiarato Svendsen ad un sito estero. L’iPhone 5 non supporta l’Lte nemmeno nella banda dei 2.6 GHz, usata da Telenor per l’Lte nel resto della Norvegia. Telenor vende l’iPhone 5 ma lo deve commercializzare come terminale 3G.

Apple, spiegano gli operatori mobili, esige che i carrier sottopongano le loro reti Lte a specifici test per la verifica delle prestazioni della rete prima di concedere l’abilitazione dell’opzione Lte per gli iPhone 5. Anche il primo operatore del Tagikistan, Babilon-Mobile, e Swisscom, la più grande telco della Svizzera, si sono recentemente lamentati della mancanza di supporto Lte da parte di Apple per gli iPhone 5 usati sulle loro reti. Babilon ha proceduto a un refarming del suo spettro 900 MHz e 1800 MHz e avviato il servizio Lte a ottobre 2012, mentre Swisscom ha lanciato l’Lte a fine novembre scorso sulle frequenze degli 800, 1800 e 2600 MHz.

A peggiorare quella che i carrier vivono come una “ingiustizia”, un minuscolo operatore statunitense, la Strata Networks, partner rurale per l’Lte di Verizon Wireless, offrirà dal 15 marzo iPhone 5 abilitati all’Lte in tutti i negozi Strata di Utah, Colorado e Wyoming. Al contrario, Bluegrass Cellular, altro partner rurale Lte di Verizon, propone da novembre l’iPhone 5, ma solo come device 3G.

I soci di Verizon per l’implementazione dell’Lte nelle campagne americane stanno costruendo reti nello spettro del cosiddetto Blocco C, Upper 700 MHz, che affittano da Verizon. Anche se i telefoni iPhone 5 venduti da Verizon per le sue reti Lte sono dotati di software esclusivi non disponibili ai partner rurali, non sembra molto difficile per questi ultimi mettere le mani su device molto simili a quelli commercializzati dal grande carrier Usa.

Non sono altrettanto “fortunati” i piccoli operatori che possiedono licenze per un’altra porzione di spettro, il Blocco A, Lower 700 MHz, che comprende due tipi di frequenze non interoperabili (Band Class 12 e Band Class 17). La Class 17 è in mano a At&t, mentre sulla Band Class 12 i grandi operatori non sono presenti, ma se le due bande non saranno rese compatibili, i produttori di device tenderanno a soddisfare le richieste delle aziende più grandi (At&t e Verizon Wireless) prima di quelle degli operatori molto piccoli, come lamentano gli stessi player minori. La Federal communications commission (Fcc) si è impegnata a studiare la questione, ma non è finora intervenuta per modificare lo status quo.

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