LEPIDA-GUGLIELMO

BabelTen, nasce il wi-fi libero e gratuito

A tre giorni dal decreto del Fare nasce a Bologna grazie a Lepida e Guglielmo il primo sistema di autenticazione automatico dell’utente su base Sim (ma il numero di telefono resta anonimo). L’app garantisce accessi best connected. Gianluca Mazzini: “La nostra rete un marchio di qualità”. Giovanni Guerri: “Nuovo impianto giuridico rafforza il principio del libero accesso”

Pubblicato il 18 Giu 2013

Un sistema di autenticazione automatica dell’utente indiretto, su base Sim, ovvero senza la necessità di digitare nessuna username o password, semplicemente lasciando memoria di sé (per ragioni di sicurezza e tracciabilità) attraverso il numero di card del proprio dispositivo mobile. Si chiama BabelTen (Babel è un richiamo alla babele dei linguaggi, Ten all’anno, il 2010, in cui è stato concepito il progetto) ed è il primo esempio di questo genere in Italia. A tre giorni dal “decreto del fare” del governo Letta, e per singolare coincidenza temporale, ecco già servito il wi-fi free, disponibile per smartphone e tablet Android per navigare in Internet senza doversi soffermare su videate iniziali per provvedere al login e scavalcare banner pubblicitari.

L’applicazione che lo consente, scaricabile gratuitamente da Google Play, è stata presentata stamane a Bologna dal Lepida, lo strumento operativo della Regione Emilia-Romagna per la pianificazione, lo sviluppo e la gestione della telecomunicazione, e la società Guglielmo che l’ha realizzata sfruttando le caratteristiche open source della piattaforma androidiana. Guglielmo è tra le maggiori società operanti nel settore Wi-Fi in Italia dove serve direttamente circa 200 comuni, la maggior parte dei quali concentrati nel Nord – Nord Ovest. Due milioni e 100 mila gli utenti collegati, 100 mila l’obiettivo delle connessioni a BabelTen in questa prima fase.

Ma come funziona il sistema una volta entrati? La app compie un’analisi “intelligente” delle reti wireless disponibili (3G o WiFi) e si connette automaticamente a quella con le prestazioni migliori, garantendo all’utente di essere always best connecetd. L’utente stesso ha a disposizione migliaia di access point pubblici (sono 12.000, saranno 1.600 a fine anno quelli della pubblica amministrazione fruibili gratuitamente in Emilia Romagna) e uno “hot spot finder” integrato per trovare la rete WiFi più vicina a sé in quel momento, e come raggiungerla tramite Google Maps.

“La rete su cui si innesta BabelTen – ha spiegato il direttore generale di Lepida Gianluca Mazzini (nella foto insieme a Giovanni Guerri) è quella del Wi-fi federato e gratuito WispER, prevista dal progetto WiFed finanziato dal piano telematico 2011-2013 della Regione. Una rete in fibra ottica ad alta velocità, 1 gigabyte al secondo, che rappresenta per noi un marchio di qualità, e che forniamo a tutti gli enti pubblici che oggi possono disporre di access point in luoghi strategici di aggregazione cittadini quali piazze, vie commerciali e turistiche, giardini pubblici, biblioteche, teatri, ecc.”.

Dal punto di vista tecnico ma anche sulla base della confusa normativa vigente precedentemente al “decreto del Fare, l’autenticazione indiretta, che è il cuore di BabelTEN, era già ampiamente fattibile. Sono già 3 o 4 anni che è ammissibile in Italia il sistema, legata al possesso o di una sim card o di una carta di credito. Di nuovo ora, come ha sottolineato l’amministratore delegato di Guglielmo Giovanni Guerri, quando sarà possibile leggerlo, “c’è un impianto giuridico costruito intorno che rafforza il principio del libero accesso al WiFi”.

Libero ma sempre “vincolato alla auto-autenticazione che per ragioni dei sicurezza non può essere elusa da noi come in tutto il resto del mondo – ha precisato Guerri – e non solo quale misura di anti-terrorismo, ma per contrastare qualsiasi forma di illecito, dallo stalking alla pedofilia”. Va aggiunto che per rispetto della privacy resta traccia della Sim card ma non del numero telefonico. In caso di contestazioni di reato, la polizia postale richiede l’identificativo dell’intestatario della linea al gestore telefonico, sul quale ora si trasferisce l’onere precedentemente in capo all’utente.

Per quanto riguarda, invece, l’autenticazione diretta, Mazzini ha ricordato che Lepida, sempre in partnership con Guglielmo, ha realizzato un sistema chiamato FedERa che mette insieme l’identità pubblica che ciascun utente può aver registrato nei vari comuni dell’Emilia, rendendola riconoscibile in tutta quanta la regione e facendo in modo di trasferirla anche sul privato.

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