AZIENDE & MERCATI

Baini: “L’Italia grande opportunità per Alcatel-Lucent”

Esuberi dimezzati rispetto al piano iniziale e prospettive di rilancio per l’R&D. Plaudono anche i sindacati. Potetti (Fiom): “Dopo anni si torna alla politica industriale”

Pubblicato il 03 Lug 2012

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Esuberi dimezzati, ma comunque pari a oltre il 10% del personale italiano; niente cassa integrazione a zero ore; prospettive di rilancio per il settore ricerca e sviluppo, anche in settori diversi da quelli più tradizionali e più di frontiera. Sono questi i cardini dell’accordo che Alcatel-Lucent Italia, fermo restando il piano da 500 milioni di euro di tagli a livello globale, ha raggiunto con i sindacati, attraverso diversi tavoli al ministero dello Sviluppo Economico e grazie anche al coinvolgimento di università e Regioni.
“Parliamo comunque di un programma di ristrutturazioni, e che riguarda 245 persone – ammette l’Ad Gianluca Baini -, ma in generale possiamo dire di vedere un esito positivo della vertenza, soprattutto per quello che riguarda le prospettive future”. Prospettive certificate dal voto con cui, nei siti in cui i lavoratori si sono già espressi, hanno votato l’accordo: secondo Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Alcatel-Lucent, “i sì hanno sfiorato il 90% su circa 650 votanti”, e questo “è il risultato di una vertenza gestita insieme dall’inizio alla fine”.
Rispetto ai 490 esuberi previsti inizialmente (360 nell’ambito delle attività di ricerca), a cui andavano sommate 200 persone a Trieste, con contratti che non sarebbero stati riconfermati, si è dunque scesi a 245 (145 in R&D e 100 nelle altre attività), mentre in Friuli Venezia Giulia, dove il sito aziendale è stato confermato come il punto di riferimento per l’integrazione e il collaudo degli apparati ottici Wdm, entro il 2012 saranno stabilizzati non meno di 100 lavoratori.


L’accordo, inoltre, prevede un ricorso alla Cassa integrazione per 12 mesi, rinnovabili per altri 12, ma nessuno sarà a “0 ore”, ovvero vi sarà una rotazione. Ma cosa ha fatto cambiare idea ad Alcatel-Lucent? “Dal confronto con le istituzioni abbiamo potuto percepire una particolare attenzione al settore, che ha fatto sì che la nostra corporate potesse prendere una decisione importante in prospettiva, con opportunità di rilancio”, spiega Baini.
Anzi, trasmettere un messaggio di positività sull’Italia è stato uno dei cardini dell’azione del management italiano. “Il nostro piano di ristrutturazione globale non cambia”, continua l’amministratore delegato della filiale italiana. “Ma per quanto ci riguarda, l’azienda ha deciso di virare su un altro percorso perché vede nell’Italia un’opportunità”, aggiunge sottolineando gli sforzi fatti per far capire che, al di là dei pregiudizi, “il nostro Paese non ha un quadro peggiore, ma anzi migliore, di molte realtà europee”. “Tra tutti gli aspetti dell’accordo la cosa più importante è che dopo anni si rivede in Italia un accenno di politica industriale”, gli fa eco Potetti.


Dal punto di vista industriale l’intesa prevede, in prospettiva, una diversificazione delle attività di ricerca e sviluppo. “Non è corretto dire che l’ottico si sposta dall’Italia verso altri paesi – ci tiene a precisare Baini -. Vimercate è e rimarrà un fondamentale centro di competenza della nostra divisione ottica, i cui sviluppi vengono fatti in tutto il mondo”.
Per il futuro, poi, uno degli obiettivi è di portare “nuove attività di ricerca, anche su tecnologie di punta del nostro portafoglio al di là di quello che è l’optics”. “Per farlo ci sarà bisogno di collaborazione con alcune istituzioni, non ultimo le Università (su tutte il Politecnico di Milano, ndr), ma anche su progetti locali, per cui il ruolo delle Regioni è importante”, puntualizza l’Ad.


A fronte di tanti accordi e vertenze che vengono chiusi, ma che poi rimangono sulla carta, Baini ha anche voluto metterci la faccia. “L’accordo, che coinvolge diversi attori e non ultimo anche il ministero, è importante e ha presupposti seri e concreti”, ci tiene a sottolineare. Anche a fronte delle iniziative che il ministero sta prendendo sul fronte dell’Agenda digitale e su altri temi affini. “La realizzazione dell’intesa è assolutamente fattibile ed è un chiaro impegno della nostra azienda e spero sia di buon auspicio, per tutti noi e per l’Italia. Non posso che essere ottimista”.

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