IL PACCHETTO

Banda larga, la Kroes taglia costi e burocrazia

Il commissario all’Agenda digitale anticipa i tempi e licenzia un pacchetto di misure ad hoc. Come anticipato dal Corriere delle Comunicazioni sono 4 i pilastri: rispetto di specifici vincoli tecnici negli edifici, condivisione delle reti, coordinamento dei lavori ed evasione delle pratiche entro sei mesi

Pubblicato il 26 Mar 2013

kroes-120309154539

Annunciato da mesi, l’ultimo acuto di Neelie Kroes per rivitalizzare la diffusione della banda larga e ultralarga in Europa impatta frontalmente l’annosa problematica dei costi. Quelli d’ingegneria civile in particolare, che rigurgitano l’80% degli investimenti profusi nell’espansione e nella costruzione delle infrastrutture digitali, ma fin troppo spesso sono gonfiati oltremisura da barriere burocratiche, sprechi e duplicazioni di varia natura. Di qui il pacchetto di misure presentato in mattinata a Bruxelles dal Commissario per l’Agenda Digitale: con l’obiettivo esplicito di alleggerire il fardello delle spese affrontate dagli operatori somministrando un dosaggio equino di semplificazione. Perché, recita la condivisibile diagnosi della Kroes, l’ampliamento della banda larga è tuttora severamente rallentato da un ginepraio di regole e pratiche amministrative differenti, e di frequente contraddittorie, a livello nazionale e perfino locale.

“E in molti posti, ciò danneggia la competitività”, è la conclusione. Ben venga dunque “una spallata a tutta quella burocrazia che ci impedisce di godere appieno dei vantaggi della fibra”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione nel corso della conferenza stampa di stamane. “Giorno per giorno sappiamo che la banda larga è ossigeno per l’economia. Dobbiamo rendere la sua costruzione più facile e meno costosa”.

In che modo? Come anticipato dal Corriere delle Comunicazioni, la proposta si articola in quattro macroazioni in parte ispirate ad una serie di buone pratiche sperimentate con successo in Germania, Spagna, Francia, Italia e altri stati membri – anche se come ammesso oggi dalla Kroes rispondendo ad una domanda in termini generali “l’Italia non è tra i migliori della classe”. Secondo le stime di Bruxelles il piano dovrebbe fruttare alle imprese un risparmio di 60 miliardi di euro all’anno. Il che in termini relativi equivale al 30% delle spese d’ingegneria civile.

La Commissione dispone anzitutto che tutti gli edifici di nuova costruzione, e quelli che subiscono lavori di ristrutturazione di una certa entità, rispettino specifici vincoli tecnici intesi a facilitare l’installazione della fibra.

Il secondo punto del piano mira ad agevolare l’apertura, ovvero un maggior grado di condivisione, di tutte le reti fisiche esistenti attraverso regole d’accesso “più eque e ragionevoli”. In parole povere, i fornitori di servizi di comunicazione elettronici potranno raccordarsi con più facilità ad altre infrastrutture quali acquedotti, ferrovie, reti energetiche e via dicendo. Secondo la Commissione, le regole vigenti in alcuni paesi membri sono così contorte o ostiche da scoraggiare attivamente questo genere di opzione. L’idea è pertanto quella di evitare costose duplicazioni, e anche discriminazioni, che talvolta vanno anche a scapito del consumatore (Neelie Kroes offre spesso l’esempio dei lavori di scavo e del loro impatto sulla viabilità). Nella stessa ottica il terzo tassello del regolamento si prefigge di incentivare il coordinamento dei lavori d’ingegneria civile, favorendo accordi commerciali tra operatori di rete e proprietari delle infrastrutture. Tutto ciò, beninteso, percorre il sentiero di un’energica opera d’armonizzazione.

Armonizzazione che del resto è anche al cuore dell’ultima azione chiave del pacchetto. Con quest’ultima la Commissione vuole mettere ordine nelle caotiche e parcellizzate procedure di assegnazione dei permessi: le richieste per ottenere le licenze inoltrate dagli operatori devono ottenere una risposta entro sei mesi e dovranno transitare per un unico sportello. Proprio quest’ultimo filone di misure, come ha dichiarato stamane la Kroes, incarna in maniera plastica la volontà della Commissione di spingere sulla realizzazione di un mercato unico del digitale, obiettivo ormai all’ordine del giorno dopo essere stato esplicitamente sollecitato nell’ultimo Consiglio Ue.

Sulla carta i principi che informano l’ennesimo slancio di Bruxelles per dare nuova linfa alla dinamica degli investimenti nel broadband appaiono scevri di ombre. Lo testimoniano con chiarezza i commenti positivi alla proposta giunti all’unanimità dall’universo delle telco: tra gli altri, Etno, per bocca del suo chairman Luigi Gambardella, ritiene che la proposta “contribuirà a promuovere la domanda di servizi elettronici da alta velocità”, mentre Vodafone plaude a misure “pragmatiche e necessarie”, che anche Ecta definisce “molto gradite”.

In pratica, però, non è affatto scontato che il piano passi indenne dalle forche caudine degli stati membri. E’ vero che l’impulso a legiferare sulla questione dei costi è partito proprio da loro, con le conclusioni del Consiglio di marzo 2012 che conferirono alla Commissione un esplicito mandato a procedere. Tuttavia, secondo quanto appreso dal Corriere delle Comunicazione, diversi paesi Ue non avrebbero gradito la veste giuridica scelta per il pacchetto, quella cioè di un regolamento che si applicherebbe direttamente a livello nazionale, e non necessiterebbe quindi di alcun atto di recepimento (ossia della possibilità per i governi di “adattarne” le disposizioni al contesto nazionale). Nello specifico, è l’introduzione di una disciplina unica per i permessi a suscitare le maggiori resistenze, in quanto obbligherebbe molte amministrazioni nazionali a riscrivere ex novo il quadro di regole all’interno del quale operano, anche a rischio di accantonare soluzioni legislative innovative ed efficienti.

Alcuni paesi, addirittura, si sarebbero spinti sino a chiedere sostanziali modifiche a monte della ufficializzazione del piano. Troppo per la stessa Kroes, che avrebbe deciso prenderli in contropiede anticipando i tempi di presentazione della normativa (che era altrimenti prevista per fine aprile). L’iter di approvazione si preannuncia quindi battagliato e se non altro potrebbe ritardare l’entrata in vigore del regolamento.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati