TELCO PER L'ITALIA!

Banda larga, lo sviluppo passa da qui

Reti di nuova generazione, soluzioni per il digital divide, slancio del cloud, super-chip per il mobile. Tante chance a disposizione del Paese. Ma l’imperativo del settore è categorico: “Fare presto”

Pubblicato il 18 Giu 2013

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Nuove reti: quali opportunità si aprono per l’Italia? E’ il tema affrontato dal “secondo round” di scena a “Telco per l’Italia!”, il convegno organizzato dal Corriere delle comunicazioni. Intorno al tavolo esponenti del mondo politico-istituzionale e del mondo delle aziende, sia quelle che producono software e servizi, sia quelle che si occupano della realizzazione di infrastrutture di rete, fisse e mobili. Sostanzialmente tutti d’accordo nel sottolineare che lo sviluppo delle reti e dei servizi integrati che queste possono offrire a imprese e cittadini è fondamentale per lo sviluppo del Sistema Italia e per l’occupazione giovanile.

Antonio Preto, Commissario Agcom: “Le reti sono un elemento fondamentale della trasformazione in atto nella società e Agcom ne è pienamente cosciente”. Dopo aver sottolineato come “la priorità ora in Italia” sia “la copertura universale, in particolare per le zone cosiddette bianche”, Preto ha posto l’accento sulla necessità di uniformare le regolamentazioni delle varie piattaforme di comunicazione: “Non si può, dal nostro punto di vista – ha detto riferendosi a Internet e alla televisione connessa – lasciare regolamentazioni diverse per piattaforme ormai sempre più convergenti. Questa è la nuova frontiera della regolamentazione”.

Deborah Bergamini, vicepresidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati: cosa ha fatto e cosa può fare il Parlamento per quanto riguarda l’infrastrutturazione del Paese? “Nel corso della scorsa legislatura è stato fatto un grande lavoro per l’Agenda digitale e per l’infrastrutturazione. In una legislatura percorsa da forti scontri su questo tema abbiamo trovato un terreno comune, arrivando al cosiddetto Decreto Sviluppo 2, approvato nell’ultimo periodo del Goveno Monti.” Un lavoro che però deve essere completato: “il Decreto Sviluppo 2 ha bisogno di 47 decreti attuativi e da dicembre a oggi ne sono stati approvati solo 4”.

Gianluca Baini, Amministratore Delegato di Alcatel Lucent Italia: “Il tema fondamentale è come far propria la tecnologia moderna e farla sviluppare, tanto per quanto riguarda le reti fisse che le reti mobili. Ci sono ora in America altre architetture che si stanno sviluppando, si pensi alle small cells di AT&T. Bisogna capire che non esiste una sola tecnologia da sviluppare ma tante (fibra, rame, small cells. ecc.)”.

Nunzio Mirtillo, amministratore delegato di Ericsson Italia: “Broadband, cloud e mobilità; questi sono per noi fattori abilitanti per lo sviluppo dell’Ict”. “Quello attuale – ha continuato – è un momento tattico in cui si compete per la fetta di mercato. Ma in futuro l’elemento fondamentale sarà la qualità del servizio e l’esperienza dell’utente”.

Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel. I trend Ict: “Interconnessione tra reti, in cui tutto si può far viaggiare sempre più su protocolli IP, la softwarizzazione delle reti e il Software Defined Network, in sostanza la cloudizzazione delle reti”. “Noi su questi tre elementi stiamo lavorando molto”.

Stefano Lorenzi, amministratore delegato di Sirti: “Quando confrontiamo il Sistema Italia agli altri il vero elemento differenziante è l’infrastruttura e non il cloud. La sostanza è che ora si deve investire in infrastrutture”. E aggiunge, rivendicando il lavoro svolto dall’azienda in materia di cablatura: “Credo che in 22 anni abbiamo steso cavo per l’equivalente di 2 volte il giro del mondo e di 100 volte per quel che riguarda la fibra.

Fabio Iaione, country manager di Qualcomm Italy: “Se è vero che si sta andando su reti mobili e fisse sempre più avanzate, servono allora dei chip sempre più intelligenti”. La sfida “è quella del mobile: da qui al 2017 l’80% delle connessioni alla rete sarà mobile. Il traffico da mobile è in evoluzione esplosiva e c’è quindi una forte domanda di servizi e dati. Noi in pensiamo che il video e i contenuti multimediali saranno sempre più trainanti e quindi servono dei chip sempre più performanti e veloci”.

Renato Farina, amministratore delegato di Eutelsat: “Ben vengano gli investimenti nelle strutture di terra, ma la banda larga serve oggi. Servono soluzioni immediate. Oggi ho sentito nominare tutte le tecnologie tranne che il satellite – ha detto -. Io sostengo che il digital divide non esiste perché noi siamo in grado di offrire accesso a larga banda a tutto il Paese. E parlo di 20MB in download e 6 u upload”. “Il satellite è una tecnologia complementare alle altre e chiedo ai decisori di prenderlo in considerazione per quel che riguarda la digitalizzazione a banda larga; chiediamo di essere considerati. Senza satellite non si completa l’Agenda digitale”.

Gabriele Obino, country manager di Italy Pegasystems: “Quello che serve è saper fornire soluzioni software che possano stare sempre al passo del cambiamento, e questo in collaborazione col business. Le parole chiave sono adattabilità al cambiamento, semplificazione e flessibilità. Le reti sono un fattore abilitante ma sopra di loro devono essere strutturati una serie di servizi e soluzioni adattabili”.

Marco Icardi, amministratore delegato di SAS Italia: “Noi oggi dobbiamo proporre servizi innovativi sulle reti – ha detto – e, prima ancora che le reti innovative siano operative, mettere su start up e nuovi servizi; mi sembra una cosa molto importante”. E innovazione oggi significa sempre più “monetizzazione dei dati”: “I dati messi a disposizione dalle reti portano servizi innovativi per cittadini e imprese”. Noi “come Sas stiamo investendo molto sui giovani, in Italia in particolare”, ha concluso.

Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati: “In Commissione Trasporti siamo pronti a fare la nostra parte e ci aspettiamo la stessa disponibilità da parte di tutte le altre Commissioni – ha detto in un messaggio inviato al convegno (lo chiamavano altrove motivi istituzionali). Noi siamo ancora indietro per quanto riguarda l’alfabetizzazione e l’infrastrutturazione”. “La Commissione trasporti chiederà al Governo tempi certi, anche perché i fondi stanziati una volta non lo sono per forza per sempre. “L’alibi non durerà a lungo, la risposta della politica deve essere rapida”

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