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Banda larga via satellite, ecco qual è il potenziale per l’Italia



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In un report commissionato da Amazon ad Analysys Mason le proiezioni su come potrebbe evolvere lo scenario in termini di diffusione della tecnologia, quantità di clienti e copertura territoriale. Nero su bianco anche il risparmio sui fondi pubblici destinati all’Ftth grazie all’integrazione delle reti satellitari nelle aree più remote

Pubblicato il 28 feb 2025



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Nel dibattito sulla banda larga satellitare che vede ormai contrapposti la connettività su fibra Ftth e quella tramite i satelliti Leo, si inserisce uno studio commissionato da Amazon ad Analysys Mason, secondo cui, anche se l’Ftth rimane la scelta preferenziale per la maggior parte degli utenti domestici, ci sono buoni argomenti a favore delle tecnologie complementari come i satelliti per servire aree più remote in modo meno costoso.

Lo studio considera il potenziale della banda larga satellitare Leo per soddisfare le esigenze degli utenti finali in modo più conveniente rispetto all’Ftth nelle aree rurali di sette paesi dell’Ue: Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia e Polonia.

I satelliti Leo possono servire milioni di utenti in Ue

Lo studio osserva che l’Ftth, o fiber to the home, è stata considerata dall’Europa come la tecnologia principale per raggiungere gli obiettivi di copertura del Decennio digitale, e ha ricevuto, di conseguenza, un significativo sostegno governativo a livello nazionale e regionale. Tuttavia, il costo dell’implementazione dell’Ftth aumenta in modo esponenziale con la diminuzione della densità di popolazione, e in media in tutta l’Ue, oltre il 20% delle famiglie rimane non raggiunto da reti ad alta capacità, per cui si solleva la questione se le tecnologie di connettività complementari potrebbero essere utilizzate per colmare le lacune di copertura in modo più conveniente.

Lo studio stima anche che le costellazioni di satelliti Leo che dovrebbero essere implementate entro il 2030 avranno una capacità sufficiente per servire da 2,6 milioni (nello scenario high bandwidth) a 4,2 milioni di clienti (scenario low bandwidth) nei paesi studiati e che la tecnologia potrebbe essere più conveniente dell’Ftth per il 12-42% delle famiglie (scenario bassa larghezza di banda) o per il 5-22% delle famiglie (ampia larghezza di banda).

Il potenziale dell’Italia nelle zone rurali

Per l’Italia il potenziale è di coprire dal 2,5% (scenario high bandwidth) al 4% delle famiglie (scenario low bandwidth) attualmente non raggiunte dalla fibra, grazie ai satelliti Leo previsti per il 2030.

I vantaggi sarebbero massimi per la Grecia, che potrebbe coprire fino all’11,8% delle famiglie; segue l’Ungheria, che coprirebbe fino al 2,6% della popolazione ancora fuori dall’Ftth. Terza è l’Italia.

La Francia coprirebbe fino al 3,6% delle famiglie, la Germania fino all’1,5%.

Risparmi fino a 4,4 miliardi di euro di soldi pubblici

Inoltre, senza tener conto della copertura della rete Ftth esistente, il report stima che fare affidamento sulla banda larga satellitare Leo offerta commercialmente potrebbe far risparmiare fino a 21-26 miliardi di euro in sussidi per la fibra che sarebbero necessari per ottenere una copertura Ftth a livello nazionale nei sette paesi dell’Ue considerati (30-37% del sussidio totale richiesto).

Per l’Italia, in particolare, si prospetta un risparmio tra 3,7 e 4,4 miliardi di euro in sussidi pubblici, adottando in parte la connettività satellitare al posto della Ftth.

La Francia avrebbe addirittura risparmi compresi tra 5,4 e 6,7 miliardi, la Germania tra 7,4 e 9,5 miliardi.

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