L'INIZIATIVA

Banda ultralarga: Broadcom, Cisco e Facebook alleate per il Wi-fi su 6 Ghz

Nell’ambito del Telecom Infra Project le tre aziende lavorano a un software aperto per coordinare automaticamente le frequenze nei dispositivi abilitati al nuovo standard veloce

Pubblicato il 12 Ago 2021

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Nuovo colpo d’acceleratore sullo sviluppo degli standard del Wi-fi sulla banda dei 6 GHz: Broadcom, Cisco e Facebook si sono alleate per dar vita, all’interno del Telecom infra project (Tip) al gruppo software Open automated frequency coordination (Open Afc) . L’obiettivo è velocizzare i tempi per la commercializzazione dei dispositivi Wi-fi abilitati alla nuova porzione di spettro resa recentemente disponibile.

Il Tip sta sviluppando un software open source di riferimento comune per un sistema Afc, in grado di smistare i dati sulle varie frequenze in modo automatico. L’Afc sarà usato da dispositivi unlicensed all’interno della banda dei 6 GHz.

Un sistema aperto che protegge le telco

Facebook ha sviluppato un proof of concept di un sistema Afc aperto, che proteggerà le attività delle telco sui 6 GHz e permetterà una più veloce adozione delle operazioni standard power nella banda dei 6 GHz. Il prototipo è stato messo a disposizione della communità del Tip tramite il lancio dell’Open Afc Software group con Broadcom e Cisco. L’obiettivo è abilitare la proliferazione di dispositivi cominciando dagli Stati Uniti e poi su altri mercati.

Broadcom e Cisco, da parte loro, sono impegnate sullo sviluppo software dell’Open Afc per assicurare che il codice continui a essere messo a punto in linea con le esigenze dell’industria delle Tlc e con le richieste del regolatori, agevolando la creazione di applicazioni e l’ottenimento delle certificazioni per gli operatori Afc.

Copertura potenziata col Wi-fi 6 GHz

L’Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada, il Brasile e altri Paesi ancora hanno approvato, o stanno per approvare, l’uso della banda dei 6 GHz senza licenza, mettendo così a disposizione dei servizi Wi-fi un’ampia porzione di spettro. La Wi-fi alliance stima che, entro il 2025, il Wi-fi sui 6 GHz produrrà ulteriori benefici economici pari a 527,5 miliardi di dollari per l’economia globale.

Il Wi-fi su 6 GHz potrà essere utilizzato nei luoghi aperti per aumentare la copertura mobile o in quelli chiusi per garantire la connettività in caso di sovraffollamento di device connessi. Al tempo stesso, sottolinea una nota congiunta di Broadcom, Cisco e Facebook, questo sistema assicurerà protezione dei servizi delle telco. Ma la value proposition, secondo la Wi-fi alliance, è nel rendere più accessibile la banda larga ai consumatori.

Il regolatore americano Fcc è stato il primo ad abilitare il suo impiego con un sistema Afc, seguito dal regolatore canadese lo scorso maggio. L’Afc, spiegano Broadcom, Cisco e Facebook, potenzierà il Wi-fi in modo da fornire una migliore esperienza utente su banda larga wireless in luoghi come stadi, aziende, scuole, ospedali ma anche abitazioni.

L’Europa ha armonizzato l’uso della banda 6 Ghz per il Wi-fi

A giugno la Commissione Ue ha adottato una decisione che armonizza l’uso della banda 6 GHz per le reti wireless. La misura, ha reso noto Bruxelles, mira a “supportare un numero crescente di dispositivi, applicazioni online e servizi innovativi che richiedono una larghezza di banda maggiore e velocità più elevate”.

La decisione di armonizzazione renderà disponibili 480 MHz di spettro aggiuntivo nella banda a 6 GHz e raddoppierà la quantità di spettro disponibile, aggiungendosi ai 538,5 MHz già disponibili nelle bande 2,4 GHz e 5 GHz.

Secondo la Commissione “Lo spettro potenziato ridurrà la congestione della rete e quindi ne aumenterà la velocità. Paesi di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti e il Regno Unito, stanno progressivamente rendendo disponibile lo spettro nella banda a 6 GHz, in modo che i dispositivi adattati possano facilmente sfruttare i nuovi vantaggi”.

Rendere più banda disponibile per i servizi Wi-Fi è fondamentale per favorire l’innovazione e per raggiungere gli obiettivi proposti dalla Digital Decade 2030 secondo cui tutte le famiglie europee dovrebbero avere una giga connectivity.

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