Banda ultralarga, ecco il piano Stato-Regioni da 3 miliardi

Fondi Fsc per 1,6 miliardi, fondi Fesr e Feasr per 1,1 miliardi e 233 milioni di Pon imprese. Le risorse “dirottate” sulle Regioni del Centro-Nord, ma per il Sud annunciato un imminente stanziamento da oltre un miliardo da utilizzare per infrastrutture di vario genere

Pubblicato il 11 Feb 2016

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Vale circa 3 miliardi il piano frutto dell’accordo siglato oggi dalla Conferenza Stato-Regioni. La quadra, dopo una settimana di braccio di ferro è stata trovata grazie a un “escamotage” che se da un lato dirotta tutti i fondi stanziati dal Cipe ad agosto scorso verso le Regioni del Centro-Nord, le più indietro sull’infrastrutturazione, dall’altro “ricompensa” le regioni del Sud – alle quali spettava l’80% delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione – con un tesoretto da oltre un miliardo che sarà assegnato attraverso una nuova delibera Cipe di qui al 30 aprile. Soldi che però non riguardano la banda ultralarga tout court ma si “estendono” alle opere infrastrutturali di varia natura. Per completare i piani per la banda ultralarga ci sono però i fondi Pon imprese e competitività: 233 milioni riservati a Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

In dettaglio l’accordo quadro politico, il primo del genere in Italia, stabilisce che i 2,2 miliardi assegnati dalla delibera Cipe di agosto 2015 saranno utilizzati “secondo una ripartizione territoriale che tiene conto del fabbisogno stimato per gli interventi pubblici nelle aree bianche dei Cluster C e D”, ha spiegato in conferenza stampa il Sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli e “tenendo conto delle altre risorse disponibili per il finanziamento del piano banda ulltralarga in ciascuna Regione”. In realtà i 2,2 miliardi stanziati a suo tempo dal Cipe sono stati ristretti a 1,6 miliardi, a seguito dell’esito della consultazione Infratel del dopo estate che la rivelato maggiori investimenti da parte delle telco e quindi un abbattimento del fabbisogno per le aree a fallimento di mercato. “Le risorse in eccedenza – ha però puntualizzato Giacomelli – saranno accantonate per intervenire laddove i piani annunciati dagli operatori non fossero pienamente rispettati, oppure eventualmente per interventi di backhauling, o ancora nelle aree grigie”.

A disposizione del piano, oltre alle risorse Fsc ci sono anche 1,187 miliardi di fondi Fesr e Feasr e a 233 milioni di Pon imprese e competitività per un totale, dunque, di circa 3 miliardi che serviranno a effettuare interventi in 7.300 Comuni. In base all’accordo siglato oggi le Regioni diventano “comproprietarie” delle nuove infrastrutture insieme con Infratel sulla base delle risorse messe in campo per contribuire al piano e quindi in quota parte pro-capite. Anche questa un’assoluta novità rispetto al passato, frutto della decisione del governo di finanziare totalmente le nuove reti mentre fino ad oggi si è optato per il modello a contributo che prevedeva l’uso di fondi pubblici insieme a quelli privati per co-finanziare le infrastrutture (di proprietà però degli operatori di Tlc).

L”accordo per lo sviluppo della banda ultralarga “rappresenta un atto di confronto con grande successo dal punto di vista istituzionale: lo Stato e le Regioni si sono confrontati, hanno discusso, hanno dialogato e sono giunti ad un accordo significativo che consentirà di spendere risorse notevoli, sia statali che regionali, per l”innovazione”, è il commento del ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa. “Un atto di programmazione di questo governo, un passo decisivo. Mi fa piacere che rappresenti uno dei primissimi atti che ho affrontato”.

Riguardo alla delibera Cipe di prossima emanazione – per lo stanziamento di 1,184 milioni – riguarderà le sole regioni del Sud “che potranno usare le risorse disponibili per la banda ultralarga ma anche eventualmente non ne avessero necessità per altre opere di infrastrutturazione”, ha puntualizzato il sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa.

Per procedere ora con la messa a punto dei bandi bisognerà aspettare l’ok al piano per le aree C e D da parte della Commissione Ue. Giacomelli si dice fiducioso: “Contiamo di ottenerlo entro pochi”, ha annunciato in riferimento al documento pre-notificato a Bruxelles (a cui farà seguito la notifica formale). Per la partenza dei bandi, poi, occorreranno “alcune settimane”.Giacomelli ha però ricordato che si va avanti con i progetti che possono contare sulla precdente programmazione e che riguardano circa 700 Comuni.

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