Il debutto effettivo del nuovo piano banda ultralarga, con 7 miliardi di fondi pubblici, avverrà nel 2016. E’ questa la roadmap concordata dall’Italia con la Commissione europea, a quanto riferito dal ministero dello Sviluppo economico al Corcom.
Siamo infatti ancora in fase di pre-notifica, ossia non è partita la notifica formale del piano all’Ue, prevista “per gennaio 2016”. La data è inclusa negli accordi di pre-notifica tra l’Europa e l’Italia, come anche il fatto che la notifica sarà bi-partita. La prima parte (e il primo ok) riguarda le zone a fallimento di mercato. La seconda è per le aree nere e grigie e avrà un ok per “la seconda metà del 2016”.
Significa, tra l’altro, che i bandi di gara per fare le reti partiranno ufficialmente in ritardo. “Ufficialmente”, perché nel piano banda ultra larga approvato a marzo dal Consiglio dei ministri si parlava addirittura di “metà 2015”. Recenti le dichiarazioni dello stesso Mise sulla possibilità di fare i bandi “entro fine anno”.
“Li faremo per i primi mesi del 2016“, dicono ora dal Mise. Target che coincide, per altro, con una precedente dichiarazione di Raffaele Tiscar (vicesegretario generale di Palazzo Chigi), che guardava alla primavera 2016.
In ballo ci sono 4,7 miliardi di euro per le zone a fallimento di mercato (cluster C e D): 2,2 miliardi nazionali sbloccati dal Cipe in estate, 2 europei gestiti dalle Regioni (fondi strutturali da tempo disponibili) e 500 milioni Feasr (aree rurali) che le Regioni stanno stanziando in questi giorni.
E’ prevista un’altra delibera Cipe con ulteriori 1,3 miliardi di euro per le aree nere e grigie (cluster A e B), ma sembra improbabile che arrivi nelle more dell’ok europeo. Infine ci sono gli 1,4 miliardi di euro dei voucher, pure inseriti nella pre-notifica europea, “ma è possibile che Bruxelles ci dica che non serva in questo caso una notifica, poiché sono incentivi alla domanda”. Insomma, i voucher potrebbero partire insieme con gli incentivi alle reti nelle zone a fallimento di mercato ed essere, nel breve periodo, il solo strumento utilizzato nelle aree più “ricche” del Paese.
Nel frattempo, proseguono i bandi con le risorse della vecchia programmazione (2007-2013), su cui le Regioni hanno continuato a rendere disponibili risorse. Si deve a questo impegno il fatto che nel Sud Italia avremo una copertura fibra del 75% della popolazione già entro fine anno (contro una media nazionale del 50% circa; eravamo sul 35% a giugno).