GARE INFRATEL

Banda ultralarga, l’Antitrust indaga su Telecom

Scatta il procedimento per possibili abusi di posizione dominante e ostacolo alle gare Infratel. L’azienda guidata da Cattaneo: “Sempre rispettate le regole. Lo dimostreremo”

Pubblicato il 04 Lug 2017

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Banda ultralarga, su Telecom indagine Antitrust. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avviato un procedimento nei confronti dell’operatore Tlc per accertare possibili violazioni all’art. 102 TFUE. L’avvio del procedimento, scaturito da segnalazioni di Infratel, Open Fiber, Enel, Vodafone, Wind Tre, è stato notificato oggi nel corso di ispezioni effettuate dall’Autorità in collaborazione con il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. La replica dell’azienda guidata da Flavio Cattaneo: “Telecom ha agito rispettando le norme e lo dimostrerà nelle sedi opportune. L’odierno avvio di istruttoria dell’Antitrust è dipeso dalla presentazione nelle scorse settimane, ed in un arco di tempo estremamente ridotto, di una serie di esposti da parte dei soggetti portatori di un interesse ad impedire la realizzazione del suo investimento”. “Tim, come anche in passato ha dimostrato, è certa di avere agito nel rispetto delle norme e lo dimostrerà nelle sedi opportune. Tim confida che, già in fase di istruttoria, emergerà la correttezza dell’operato della società”.

Secondo le informazioni acquisite dall’organismo guidato da Giovanni Pitruzzella, Telecom avrebbe posto in essere una pluralità di condotte volte a perseguire due obiettivi lesivi della concorrenza: ostacolare lo svolgimento delle procedure di gara indette da Infratel Italia per la copertura con reti FTTH delle aree bianche, in modo da preservare la posizione monopolistica storicamente detenuta in tali territori ed evitare l’ingresso di nuovi operatori concorrenti; accaparrarsi preventivamente la clientela sul nuovo segmento dei servizi di telecomunicazioni al dettaglio a banda ultralarga, anche con politiche commerciali anticoncorrenziali (prezzi non replicabili, lock-in). In tal modo, spiega l’authority, Telecom conseguirebbe un duplice scopo: sul mercato al dettaglio, rendere meno contendibile la propria base di clientela nel processo di migrazione alle offerte a banda ultralarga; sul mercato all’ingrosso, scoraggiare e rendere meno profittevole gli investimenti nelle nuove reti.

In particolare la strategia di Telecom Italia, spiega l’Authority, volta a rallentare lo svolgimento delle gare indette da Infratel Italia per la copertura con reti a banda ultralarga delle aree a fallimento di mercato del territorio nazionale, si sarebbe articolata in un complesso di condotte che potrebbero unitariamente configurare un’ipotesi di abuso del diritto, ossia di esercizio distorto e anticoncorrenziale di una serie di diritti astrattamente riconosciuti in capo alla stessa TI.

A dimostrazione di questo l’autorità sostiene che “nel corso dell’espletamento delle gare indette da Infratel Italia, Telecom avrebbe annunciato una modifica dei piani di investimento rispetto a quanto comunicato alla stessa Infratel nel corso della consultazione pubblica svolta per l’individuazione delle aree a fallimento di mercato”.

In tal modo, Telecom avrebbe tentato di rimettere in discussione la classificazione delle aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale, dichiarando l’intenzione di investire comunque nelle aree bianche. La revisione del piano di investimento sarebbe stata comunicata nonostante fossero già in corso le procedure di gara predisposte per le aree bianche del territorio e successivamente alla decisione della Commissione europea di approvazione, ai sensi della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, della misura di intervento diretto proposta dal Governo (Decisione della Commissione europea (SA.41647) del 30 giugno 2016, in G.U.U.E [2016] C258/4).

La strategia di Teelcom per rallentare lo svolgimento delle gare, dice l’Antitrust, sarebbe stata condotta anche attraverso la proposizione di numerosi ricorsi e segnalazioni ad autorità giudiziarie e amministrative. Rallentando le procedure di selezione dei soggetti incaricati di realizzare le reti a banda ultralarga nelle aree bianche, Telecom potrebbe ostacolare lo sviluppo di forme di concorrenza infrastrutturale e l’entrata di nuovi concorrenti.

Per quanto concerne le offerte commerciali di servizi di telecomunicazioni a banda ultralarga, l’Autorità valuterà se le condizioni tecniche ed economiche in esse contenute siano tali da vincolare il cliente al contratto di fornitura di Telecom per un lungo periodo (lock-in) e con prezzi non replicabili da parte degli operatori alternativi. Tale condotta potrebbe risultare idonea, spiega ancora l’authority, a restringere indebitamente lo spazio di contendibilità della clientela residuo per gli operatori concorrenti, limitando la concorrenza nel mercato per i servizi di telecomunicazioni al dettaglio a banda ultralarga, proprio in una fase in cui una competizione vigorosa sarebbe particolarmente auspicabile.

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