L'INTERVENTO

Banda ultralarga, la proposta del ceo di BT Philip Jansen: “Sgravi fiscali per spingere gli investimenti”

Al ralenti il piano governativo al 2025 e i balzelli a carico delle telco non vanno in direzione degli obiettivi della Gigabit Society. Con l’esenzione dei business rates si potrebbero recuperare 1 miliardo di sterline e quindi sostenere il comparto ad accelerare il roll out delle nuove reti

Pubblicato il 08 Feb 2021

Jansen-Philip-BT

Le tasse sulle implementazioni di rete in fibra ottica sono un disincentivo a investire e uno dei maggiori ostacoli lungo il cammino dell’agenda digitale britannica. Lo ha affermato Philip Jansen, ceo di BT, che ha lanciato un appello al governo perché abolisca la tassa di proprietà per usi commerciali (business rates) sulle nuove realizzazioni in fibra. Solo rimuovendo le barriere finanziarie gli obiettivi del piano sulla banda ultra-larga del governo potranno essere raggiunti.

Secondo Jansen l’esenzione dai business rates permetterebbe al gruppo BT un recupero di circa 1 miliardi di sterline; questo denaro potrebbe essere investito nel connettere con la fibra ottica altre 3 milioni di utenze domestiche.

Mancano i fondi per la copertura nazionale

Nel 2019, il primo ministro Boris Johnson si è impegnato a estendere l’accesso alla banda larga ultra-veloce a tutta la Gran Bretagna entro il 2025. A questo scopo ha annunciato un incentivo da 5 miliardi di sterline per aiutare a finanziare la copertura nelle aree rurali.

Tuttavia il progresso del progetto è stato lento e l’anno scorso il governo ha abbassato i target: ora prevede di coprire non il 100% ma l’85% del paese con la fibra. Inoltre, solo un quarto del fondo da 5 miliardi di sterline è per ora disponibile.

Il Public accounts committee (Pac, simile alla nostra Corte dei conti) ha definito il piano per la banda larga del governo britannico una “litania di fallimenti” e ha affermato che, andando di questo passo, nemmeno l’obiettivo ridimensionato potrà essere raggiunto.

“Il governo ci aiuti sulle tasse”

Per questo ora Jansen afferma che il maggior contributo che l’esecutivo può dare è sulle tasse di proprietà che vengono imposte alle telco sulle nuove reti una volta costruite e che “rischiano di rallentare notevolmente il nostro cammino”. L’esenzione da queste tasse “varrebbe 1 miliardo di sterline circa solo per BT”, equivalente e portare la banda ultra-larga a circa 3 milioni di edifici. “Senza questo sgravio dovremo probabilmente ripensare tempi e modi del nostro piano per la fibra e i cittadini delle aree rurali potrebbero essere costretti ad aspettare molto più a lungo”.

Jansen, le cui dichiarazioni sono state riportate dal sito totaltele.com, ha fatto anche riferimento agli appunti del Pac e ribadito che il governo ha “parlato tanto” ma fatto poco.

Noi vogliamo andare il più veloce possibile e costruire il più possibile nelle zone rurali e il governo ci può aiutare sulle cumulo rates (le tasse di proprietà che BT paga sugli asset di rete come fibra e il rame, ndr) e non tassarci sulle realizzazioni delle reti”.

Appello al regolatore: ritorno “equo” sugli investimenti

Jansen ha anche fatto appello al regolatore Ofcom perché adotti quelle che il ceo di BT considera regole più eque nel nuovo Fixed telecoms market review 2021-2026. BT vorrebbe prezzi controllati per i prossimi 10-15 anni che aiuteranno le telco ad avere un ritorno equo sulle implementazioni in fibra, sui cui il colosso nazionale delle Tlc sta spendendo 12 miliardi di sterline.

Il Fixed telecoms market review di Ofcom, che dovrebbe essere pubblicato a marzo e entrare  in vigore ad aprile, definirà i dettagli del nuovo piano per stimolare la connettività in banda larga fissa e mobile.

L’obiettivo dichiarato da Ofcom è “creare le migliori condizoni possibili perché le aziende investano in banda larga ultra-veloce cosicché i clienti in tutto il Regno Unito possano godere dei suoi benefici, proteggendo al tempo tesso i clienti durante la transizione del Paese verso nuove reti in fibra più veloci”.

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