LO STUDIO AXON-ETNO

Banda ultralarga, gli Ott dovrebbero investire 20 miliardi

Questo l’importo stimato per riequilibrare il mercato e spingere la roadmap in particolare del 5G in Europa. Un “tesoretto” che servirebbe anche a creare nuovi posti di lavoro, fino a 840mila entro il 2025, e ad abbattere le emissioni di CO2 nell’ambito della sfida green. Il punto della situazione a Telco per l’Italia

Pubblicato il 02 Mag 2022

buona

Le grandi piattaforme tech generano il 55% del totale del traffico dati, ma non remunerano direttamente le reti telecom nazionali mentre le telco hanno investito 500 miliardi negli ultimi 10 anni. La capitalizzazione delle 8 top telco ammonta a 240 miliardi, mentre quella delle 6 top tech è di 7,11 trilioni. Questi i principali dati che emergono da uno studio realizzato da di Axon Partners per Etno, l’associazione che rappresenta le principali telco europee. (SCARICA QUI LO STUDIO)

I costi incrementali generati direttamente dal traffico delle big tech sulle reti tlc sono di almeno 15 miliardi l’anno. Di qui la proposta di un intervento regolatorio che affronti la questione dei costi generati dalle big tech. Un intervento che, stando alle stime messe nero su bianco nel report, potrebbe aumentare il Pil fino a 72 miliardi e spingere l’incremento di posti di lavoro, fino a 840mila nel 2025 nonché aiutare la riduzione delle CO2 emessa dal settore del 94%.

In realtà sono tre gli scenari simulati: a fronte di un investimento di 10 miliardi il boost sul Pil sarebbe compreso fra i 27 e i 37 miliardi per 420mila posti di lavoro. E nello scenario più ottimistisco, quello che prevede investimenti per 30 miliardi si otterrebbe un beneficio in termini di Pil compreso nella forchetta 77-106 miliardi e fino 1,26 milioni di nuovi posti di lavoro.

“L’UE è stata determinata ad affrontare gli squilibri di potere nello spazio online e tecnologico. Con il rapporto di oggi, vogliamo avviare un dialogo aperto con i responsabili politici, i consumatori e le aziende tecnologiche su come affrontare gli squilibri specifici nei mercati del traffico Internet. Non è una questione tecnica: si tratta della nostra capacità di mettere l’Europa in prima linea nella corsa globale del 5G e dell’Ftth”, commenta Lise Fuhr, Direttore Generale di Etno.  “La Commissione europea ha recentemente riconosciuto la necessità di sviluppare strutture adeguate affinché le aziende tecnologiche possano contribuire con la loro giusta quota allo sviluppo dell’infrastruttura delle telecomunicazioni. È giunto il momento che i legislatori dell’UE lo realizzino, sbloccando gli importanti vantaggi che questo porterà alla società europea”, aggiunge Alfons Oliver, partner di Axon.

Lo studio si inserisce nel solco del dibattito Europeo sui “Digital Decade Principles” della Commissione, secondo cui tutti i player che beneficiano della digitalizzazione si debbano impegnare a “contribuire alle infrastrutture in maniera giusta e proporzionata”.

“Penso che ci sia un problema che dobbiamo considerare con molta attenzione, ed è questo il problema di un equo contributo alle reti di telecomunicazioni”, ha detto la commissaria all’Antitrust Vestager in conferenza stampa in occsione della presentazione del report Etno. “Ci sono attori che generano molto traffico che poi abilita la loro attività ma che non hanno effettivamente contribuito per abilitare quel traffico. Non hanno contribuito per consentire gli investimenti nel lancio della connettività. E siamo in procinto di ottenere una comprensione approfondita di come potrebbe essere abilitato”.

Etno a Telco per l’Italia il 3 maggio

Per Agenda e iscrizione cliccare qui

La doppia sfida delle telco europee: transizione verde e digitale

Le reti 5G, Ftth e 6G sono il cardine della transizione verso un modello socio-economico più intelligente e meno inquinante. Cosa sta facendo l’UE in merito? Quali sono i trend nel settore tlc europeo? Cosa significa per il Pnrr? Ne parliamo a Telco per l’Italia con Alessandro Gropelli, Deputy Director-General, Director of Strategy & Communications di Etno

Lo sbilanciamento degli investimenti

L’Europa ha l’obiettivo di raggiungere la connettività gigabit e il 5G per tutti entro il 2030. Il rapporto mostra che le società di telecomunicazioni europee hanno investito oltre 500 miliardi di euro in reti fisse e mobili negli ultimi 10 anni. Al contrario, i primi 6 colossi tecnologici hanno generato oltre il 55% di tutto il traffico delle reti di telecomunicazioni, ma hanno dato “poco o nessun contributo finanziario allo sviluppo delle reti nazionali”. Il rapporto rileva che le società di telecomunicazioni europee non sono attualmente in grado di recuperare questi costi a causa del potere contrattuale asimmetrico che favorisce le big tech e della mancanza di parità di condizioni normative: essenzialmente, i mercati del traffico Internet sono sbilanciati. Il rapporto fa riferimento anche ai dati appena svelati dalla società di consulenza Frontier Economics, che stima che il traffico guidato dai soli giganti della tecnologia potrebbe generare costi di rete di almeno 15 miliardi di euro, se si considerano i costi incrementali, o di almeno 36 miliardi di euro, se si considerano i costi totali.

A rischio la roadmap 5G

Il rapporto mostra che lo squilibrio ha delle conseguenze. In primo luogo contribuisce a rendere finanziariamente più deboli le società di telecomunicazioni europee, il che compromette la loro capacità di accelerare le roadmap di infrastrutturazione: la capitalizzazione di mercato totale delle prime 8 società di telecomunicazioni europee è di 0,24 trilioni di euro, rispetto a 7,11 trilioni di euro per le prime 6 giganti della tecnologia. In secondo luogo, la qualità del servizio e l’innovazione potrebbero essere migliorate con maggiori investimenti. Infine, in assenza di contributi significativi da parte dei giganti della tecnologia, il passaggio a reti più ecologiche è più lento, con impatti sulle emissioni di CO₂.

Axon stima che, prendendo come riferimento un contributo annuale di 20 miliardi di euro ai costi di rete da parte dei giganti della tecnologia, l’ecosistema Internet europeo potrebbe sbloccare opportunità significative. Fino a 72 miliardi di euro potrebbero essere aggiunti al Pil e 840.000 posti di lavoro creati entro il 2025. Allo stesso modo, il consumo di energia per il settore potrebbe essere ridotto del 28% e l’impronta di carbonio si ridurrebbe fino al 94%.

Azione normativa urgente

Secondo i risultati dello studio p necessaria un’azione normativa urgente e mirata per affrontare gravi squilibri nei mercati del traffico Internet e sbloccare opportunità socioeconomiche per cittadini e imprese. Ciò dovrebbe essere fatto nel quadro dei principi europei di Internet aperto, garantendo nel contempo che tutti i consumatori continuino a beneficiare della piena portata dell’accesso e della qualità della rete in continua evoluzione.

Secondo il rapporto, le soluzioni potrebbero basarsi sull’introduzione di un chiaro obbligo di negoziare con i fornitori di servizi Internet. Ciò contribuirebbe a garantire l’equità delle trattative commerciali con le grandi aziende tecnologiche, che attualmente godono di un potere contrattuale sproporzionato. Le misure sarebbero nello spirito della legge sui mercati digitali di recente istituzione, basandosi potenzialmente su principi nei quadri dell’UE esistenti come: Codice delle comunicazioni elettroniche, Direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga e meccanismi di risoluzione delle controversie.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati