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Banda ultralarga nelle aree grigie: appalto unico in co-investimento, dentro tutte le telco

Questa l’ipotesi che sta prendendo forma: si punta a un raggruppamento in modalità di consorzio per spingere il co-finanziamento pubblico-privato ed evitare le duplicazioni. Preferenza per le connessioni in fibra e valorizzazione delle infrastrutture attive e passive esistenti, incluse le reti elettriche e di trasmissione radio-tv

Pubblicato il 22 Apr 2021

banda-ultralarga-cantiere-fibra

Un’aggregazione-consorzio di tutti gli operatori di Tlc per incentivare il co-investimento pubblico-privato: è questa l’ipotesi che si sta facendo strada nell’ambito del Piano Banda Ultralarga per le aree grigie, che prevede l’erogazione di fondi pubblici per l’infrastrutturazione delle zone a metà strada fra quelle a fallimento di mercato (bianche) e quelle ad elevata concorrenza (nere), in cui sono localizzate la maggior parte delle aziende italiane e dei distretti.

Questa la linea emersa in occasione dell’incontro al Mise dedicato alla Strategia per la Banda ultralarga che ha visto presenti il Sottosegretario con delega alle Tlc Anna Ascani e i partiti di maggioranza rappresentati da Andrea Cioffi, Alessandro Morelli, Antonio Nicita, Deborah Bergamini, Luciano Nobili, Maurizio Lupi, Paolo Visca (Cdg Mise) – in videocollegamento Nico Stumpo e Stefano Firpo (Cdg Mid).

“Per scongiurare il rischio di duplicazione di investimenti finanziati da risorse pubbliche una parte dei presenti ha espresso una tendenziale preferenza per un finanziamento a contributo rivolto a un’aggregazione/consorzio di tutti gli operatori al fine di incentivare l’investimento congiunto (co-investimento), co- finanziato da contributi pubblici. Alcuni dei presenti si sono espressi per percorrere quindi la strada di una gara unica che valorizzi e completi le reti esistenti. È stato inoltre sottolineato l’importante ruolo di Cassa Depositi e Prestiti”, si legge nel documento di sintesi dell’incontro che CorCom ha potuto visionare. Tutti concordi nel “perseguimento dell’obiettivo prioritario di realizzare rapidamente una rete capillare a banda ultralarga, accelerandone gli obiettivi rispetto ai piani esistenti degli operatori privati”. E a tal proposito “si è convenuto di procedere immediatamente ad un aggiornamento della mappatura, a cura di Infratel, delle reti esistenti per il monitoraggio dell’effettivo stato di avanzamento della infrastrutturazione tenendo conto degli investimenti a 2/3 anni in modo da prevederne, eventualmente, il sostegno mirato. Il Mise procederà in tal senso invitando Infratel a provvedere al più presto, di concerto con l’Agcom”, si legge sempre nel documento.

No allo spreco di risorse pubbliche

L’obiettivo è “di non sprecare le risorse stanziate, con particolare riferimento a quelle pubbliche” ed “evitare il rischio che il finanziamento pubblico vada a sostituire ciò che potrebbe essere finanziato da privati (spiazzamento) o che finisca per finanziare reti che saranno in tutto in parte duplicate da parte di soggetti non aggiudicatari riducendone gli incentivi alla migrazione”. Da più parti sono stati evidenziati “i rischi che un elevato numero contestuale di gare di ridotte dimensioni può implicare, in termini gestionali, con riferimento alla complessità tecnica ed amministrativa. Ciò al fine di evitare una possibile inefficiente duplicazione degli investimenti, ovvero di una loro realizzazione non coordinata, con eccesso di capacità”.

Preferenza alla fibra e riuso delle reti esistenti

Sul fronte delle tecnologie da mettere in campo è emersa una chiara preferenza per la connettività in fibra ottica “ferma restando la necessità condivisa di un efficace utilizzo e valorizzazione di tutte le tecnologie disponibili (Ftth, Fwa e 5G), in relazione alle caratteristiche economiche della domanda e dell’offerta”. È stata inoltre “prospettata la necessità di approfondire la possibile valorizzazione di tutte le infrastrutture attive e passive di rete esistenti, incluse le reti elettriche e di trasmissione radiotelevisiva”.

La banda ultralarga protagonista a Telco per l’Italia

I fondi pubblici e gli investimenti privati, il nuovo piano aree grigie, la spinta al fixed-wireless: la strada non è affatto in discesa, ma la sfida si può vincere. Co-investimento e partnership le chiavi di volta? Ne parliamo in occasione del primo appuntamento di Telco per l’Italia in programma in 6 maggio alle 17. CLICCARE QUI PER LA REGISTRAZIONE

6 maggio 2021 – “Telco first”: la ricetta per la banda ultralarga

17.00 Mila Fiordalisi, Direttore CorCom

17:05 Andrea Rangone, Presidente Digital360

 17.15 Franco Accordino, Head Unit Investment in High-Capacity Networks Commissione Ue

 17.25 Antonello Giacomelli, Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

17.35 Marco Bellezza, Amministratore delegato Infratel

17.45 Cesare Avenia, Presidente Confindustria Digitale

17.55 Dibattito con i player di mercatoModera il direttore di CorCom Mila Fiordalisi

 Simone Bonannini, Direttore Marketing e Commerciale Open Fiber

Lisa Di Feliciantonio, External Relations & Sustainability Officer Fastweb

Marco Olivieri, Regional Sales Director Cambium Networks

Andrea Rossini, Direttore Strategy, Business Transformation & Wholesale Vodafone Italia

Francesco Sortino, Chief Marketing Officer Linkem

Marco Vecchio, Segretario Gruppo System Integrator reti Tlc Federazione Anie

Alessandro Verrazzani, Responsabile Affari Regolamentari e Istituzionali Eolo

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