L’Italia si piazza al quarto posto in Europa per unità immobiliari cablate in fibra ed è terza a livello Ue (al netto dunque del Regno Unito). I dati emergono dalle rilevazioni di Idate per Ftth Council Europe. “Il report, presentato nella conferenza annuale tenutasi a Madrid, evidenzia buone notizie per l’Italia dal punto di vista della copertura – sottolinea Open Fiber in una nota -. Il nostro Paese si conferma infatti al terzo posto in termini assoluti dopo Francia e Spagna per unità immobiliari coperte in Ftth, con 14,6 milioni di unità immobiliari, +2,1 rispetto all’ultima rilevazione. E in termini percentuali, con il 55,5% di unità in Ftth sul totale delle linee, il nostro Paese ha raggiunto la media Ue 27+1 (i paesi dell’Unione e il Regno Unito), che è del 55,3%, mentre lo scorso anno l’Italia era di circa un punto percentuale indietro (47,7% contro il 48,5% europeo)”.
“La maggior parte del contributo a questo traguardo è ascrivibile a Open Fiber, che nel periodo in esame ha coperto in Ftth oltre 12,7 milioni di unità immobiliari e che è di gran lunga il principale operatore Ftth del Paese e uno dei primi in Europa”, evidenzia la wholesale company.
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Nelle aree rurali copertura al 33%
Buone notizie anche a livello di coperture nelle aree rurali (secondo la definizione di Idate, le zone con una densità di popolazione inferiore a 150 persone per km2). “In queste zone – largamente coincidenti con le aree bianche dove Open Fiber sta realizzando una rete ultrabroadband come concessionario pubblico nell’ambito del piano Bul – la copertura dell’Italia è passata dallo 0% del 2017, quando il piano Bul non era ancora operativo, al 33% del 2022, avvicinandosi sempre di più alla media Ue del 41%”, puntualizza la società. “Il nostro Paese resta invece ancora indietro dal punto di vista dell’adozione delle reti Ftth, dove con il suo 22% è ancora molto lontana dalla media UE 27+1, vicina al 53%”.
Avanti tutta sulla digital transformation dell’Italia
In un’intervista con CorCom Stefano Mazzitelli, Direttore del Mercato business di Open Fiber, ha spiegato come sta evolvendo la strategia a sostegno della digital transformation dell’Italia. “Siamo impegnati su una serie di progetti: dall’infrastrutturazione delle cabine elettriche per rendere possibile la smart grid e ridurre gli sprechi di energia al rilegamento dei data center o delle microcelle che fanno funzionare il 5G. Ci sono una serie di player del mercato business che hanno bisogno della nostra infrastruttura per efficientare e migliorare le proprie attività, dobbiamo puntare anche su di loro per allargare la platea dei nostri clienti e dei servizi che offriamo. Il nostro core business è creare un’infrastruttura ultraveloce capillarmente diffusa in tutto il Paese. Come operatore wholesale only dobbiamo portare la rete a banda ultralarga in tutta Italia coprendo aree urbane ed extraurbane, per consentire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi digitali di ultima generazione. Tuttavia, non ci vogliamo fermare qui. E siamo già attivi su diversi progetti”.