L’INTERVENTO

Gola, Open Fiber: “Per raggiungere target Ue accelerare switch off delle reti in rame”



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In Italia la copertura in fibra ha raggiunto il 60% ma solo il 27% delle linee attive è in Ftth. Il Gigabit Act semplifica le regole ma non affronta il tema del take up. La Commissione Ue indica il 2028 come data per l’avvio dello spegnimento delle reti obsolete ma bisogna partire già da oggi. Appuntamento a Telco per l’Italia il 26 giugno

Pubblicato il 20 giu 2024

Giuseppe Gola

Amministratore delegato Open Fiber



giuseppe gola open fiber

La connessione ultraveloce, abilitata dalla fibra ottica, è ormai un elemento essenziale della nostra quotidianità. L’Italia è partita in ritardo nella realizzazione di reti ultraveloci in grado di mettere a disposizione di tutti i cittadini i servizi digitali più avanzati, ma ora il gap infrastrutturale rispetto agli altri paesi europei è stato sostanzialmente colmato. Secondo il report Idate pubblicato da Ftth Council Europe, nel 2023 la copertura in Italia ha raggiunto circa il 60% con reti interamente in fibra ottica, vicino alla media UE (64,5%).

Open Fiber, che è il principale operatore italiano di fibra Ftth, ha offerto un contributo decisivo a questo processo, riconosciuto anche con l’assegnazione del Ftth Council Europe Operator Award 2024, premio dedicato a chi si è particolarmente distinto nello sviluppo di reti Ftth nel continente.

L’Italia può, dunque, vantare già oggi una buona disponibilità di infrastruttura in fibra ottica, che aumenterà ulteriormente con il completamento del piano strategico Banda Ultralarga (Bul) che Open Fiber sta finalizzando – e con il piano Italia 1 Giga inserito all’interno della Missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” del Pnrr.

L’Italia indietro sul take up

Il report Idate mostra però anche dati non altrettanto lusinghieri per il nostro Paese sul fronte del take up, ossia dell’effettivo utilizzo delle reti in fibra ottica rispetto al numero di abitazioni che attualmente hanno a disposizione la rete Ftth: solo il 27% delle linee attive è in Ftth, molto lontani dal 54% della media UE+UK. Questo comporta, da un lato, incertezza sul ritorno degli ingenti investimenti effettuati e pianificati e, dall’altro, il rischio di non raggiungere gli obiettivi di “connettività Gigabit” stabiliti dall’Italia al 2026 e dall’Europa al 2030.

Il Gigabit Act

Il Gigabit Act, la legge europea che sarà pienamente operativa a novembre 2025, punta a garantire un’installazione più rapida, più economica e più semplice delle reti ultraveloci, affrontando i principali ostacoli come procedure costose e complesse per l’implementazione, ma non è relativa a favorire il take up: si limita, dunque, alla fase di costruzione dell’infrastruttura.

Lo switch off delle reti in rame

Per far fronte a questa situazione, è necessario un processo ordinato e condiviso di switch off delle reti in rame, ormai obsolete, e di migrazione sulle linee Ftth, in un’ottica di risparmio di energia e quindi maggior sostenibilità. Ne è convinta anche la Commissione Europea, che di recente ha pubblicato un White Paper che indica agli Stati membri il 2030 come data per lo switch off delle reti in rame e il 2028 come data massima per l’avvio di questo processo. Il piano di spegnimento del rame, concordato con tutti gli attori coinvolti – istituzioni, autorità, operatori, cittadini – può partire già oggi dalle zone interamente coperte dalle reti in fibra ottica. Si tratta di un passaggio fondamentale per completare la transizione digitale e recuperare le disparità che limitano possibilità e sviluppo per cittadini e imprese.

Telco per l’Italia il 26 giugno a Roma

Giuseppe Gola, Amministratore delegato di Open Fiber, sarà fra i protagonisti di Telco per l’Italia il 26 giugno a Roma. Clicca qui per l’agenda completa e per l’iscrizione all’evento.

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