IL PIANO

Ultrabroadband e supercomputing, cambiano le regole Ue: ecco tutte le novità

Spingere il roll out delle reti in fibra e 5G e accelerare i progetti sul calcolo ad alte prestazioni facendo leva sull’abbattimento della burocrazia e sul sostegno agli investimenti. Il 2021 anno chiave: gli Stati membri dovranno mettere in atto le misure con progetti ad hoc

Pubblicato il 18 Set 2020

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Una Raccomandazione per accelerare il roll out delle reti in fibra e 5G (scarica qui il documento) e un nuovo Regolamento specificamente dedicato al calcolo ad alte prestazioni (scarica qui il documento): la Commissione europea adotta nuove iniziative per rafforzare la sovranità digitale dell’Europa nell’ambito dell’Agenda del decennio digitale. A svelare le novità la presidente Ursula von der Leyen.

La banda larga e la connettività 5G gettano le basi per la trasformazione verde e digitale dell’economia, che si tratti di trasporti ed energia, assistenza sanitaria e istruzione o industria manifatturiera e agricoltura. La crisi attuale ha messo in evidenza l’importanza dell’accesso ad Internet ad altissima velocità per le imprese, i servizi pubblici e i cittadini, ma anche la necessità di accelerare il passaggio al 5G. Dobbiamo pertanto cooperare per un rapido dispiegamento della rete senza ulteriori ritardi”, sottolinea la presidente. E riguardo al calcolo ad alte prestazioni “è una capacità digitale essenziale per l’Europa. I dati, in abbinamento all’intelligenza artificiale e ai supercomputer, sono una risorsa fondamentale anche per individuare i modelli di ecosistemi, aiutandoci a mitigare e contrastare i cambiamenti climatici e a cercare soluzioni per evitare le catastrofi. La nostra proposta odierna promuoverà maggiori investimenti nell’infrastruttura di supercalcolo, dato il suo enorme potenziale in termini di miglioramento della qualità della vita, rafforzamento della competitività industriale e avanzamento della scienza”.

La Raccomandazione sulla banda ultralarga

La nuova Raccomandazione, il cui contenuto è stato anticipato da CorCom nei giorni scorsi, invita gli Stati membri a promuovere gli investimenti nelle infrastrutture per la connettività a banda larga ad altissima capacità, in fibra e 5G . Si punta ad elaborare entro il 31 marzo 2021 un pacchetto di strumenti mirato a ridurre il costo e aumentare la velocità dell’installazione di reti ad altissima capacità, in particolare eliminando inutili ostacoli amministrativi.

La raccomandazione odierna stabilisce inoltre orientamenti in materia di migliori pratiche per fornire un accesso tempestivo allo spettro radio per il 5G e per garantire un coordinamento più solido in termini di assegnazione dello spettro per le applicazioni transfrontaliere 5G. Un migliore coordinamento transfrontaliero contribuirà alla copertura 5G entro il 2025 dei principali assi di trasporto europei, in particolare quelli stradali, ferroviari e delle vie navigabili interne.

La raccomandazione sottolinea inoltre la necessità di garantire la sicurezza e la resilienza delle reti 5G. Gli stati membri hanno collaborato con la Commissione e con l’Agenzia dell’Unione Europea per la cibersicurezza (Enisa) a un pertinente pacchetto di strumenti comprendente misure e piani di attenuazione elaborato per affrontare efficacemente i principali rischi connessi alle reti 5G. A luglio è stata pubblicata una relazione sui progressi compiuti.

La raccomandazione si basa inoltre sulla direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga, che promuove il dispiegamento di reti ad alta velocità riducendo i costi di installazione tramite misure armonizzate volte a garantire che gli operatori e i fornitori di rete possano condividere le infrastrutture, coordinare le opere di genio civile e ottenere le autorizzazioni necessarie per l’installazione. La raccomandazione invita gli Stati membri a condividere e concordare migliori pratiche nell’ambito di tale direttiva al fine di sostenere una maggiore semplificazione e trasparenza delle procedure di rilascio delle autorizzazioni per le opere di genio civile; aumentare la trasparenza per quanto riguarda l’infrastruttura fisica esistente, affinché gli operatori possano accedere più facilmente a tutte le pertinenti informazioni sulle infrastrutture disponibili in una determinata zona, e agevolare le procedure di rilascio delle autorizzazioni attraverso uno sportello unico nell’amministrazione delle autorità pubbliche; ampliare i diritti di accesso degli operatori di rete alle infrastrutture esistenti controllate da enti pubblici (ossia quelle degli edifici pubblici, dell’illuminazione stradale, delle imprese dell’energia e delle altre imprese di pubblici servizi) per il montaggio di elementi nell’ambito dell’installazione della rete; migliorare l’efficienza del meccanismo di risoluzione delle controversie relative all’accesso alle infrastrutture.

La raccomandazione invita gli Stati membri a individuare e condividere le migliori pratiche per il pacchetto di strumenti entro il 20 dicembre 2020. Gli Stati membri dovrebbero concordare l’elenco delle migliori pratiche entro il 30 marzo 2021.

Come annunciato a febbraio nella sua strategia “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”, la Commissione prevede due ulteriori azioni: l‘aggiornamento del suo piano d’azione per il 5G e il 6G nel 2021. Il piano aggiornato si baserà sulle azioni relative allo spettro contenute in questa raccomandazione e le approfondirà, esaminerà i progressi compiuti finora e definirà nuovi e ambiziosi obiettivi per il dispiegamento delle reti 5G; la revisione della direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga. Le prossime fasi di questo processo consistono nell’avvio di una consultazione aperta nell’autunno 2020 e di uno studio specifico per analizzare l’attuale direttiva e valutare gli effetti di diverse opzioni strategiche.

Il nuovo Regolamento per il Supercomputing

La Commissione Ue ha proposto un nuovo regolamento relativo al calcolo ad alte prestazioni (impresa comune EuroHpc) volto a mantenere e promuovere il ruolo guida dell’Europa nei settori del supercalcolo e del calcolo quantistico. La proposta renderebbe possibile un investimento di 8 miliardi di euro nella prossima generazione di supercomputer, una dotazione di bilancio notevolmente più ampia rispetto a quella attuale.

Il regolamento andrà ad aggiornare le precedenti norme che hanno istituito l’impresa comune EuroHpc nell’ottobre 2018, e consentirà all’Europa di mantenere un ruolo guida nella corsa tecnologica verso la prossima frontiera del supercalcolo, in particolare mediante: i supercomputer a esascala, in grado di eseguire più di un miliardo di miliardi di operazioni al secondo; i computer quantistici e ibridi, che combinano elementi del calcolo quantistico e classico, in grado di eseguire operazioni che nessun supercomputer è attualmente in grado di svolgere.

Questa infrastruttura di supercalcolo è potenzialmente utilizzabile in oltre 800 applicazioni europee scientifiche, industriali e del settore pubblico.

I preparativi per proseguire le attività dell’impresa comune a partire dal 2021 sono già in corso: sono stati selezionati ad esempio 20 progetti per lo sviluppo di applicazioni e servizi innovativi in questo ambito.

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