L'OSSERVATORIO AGCOM

Ultrabroadband, in Italia un milione di connessioni in più a 100 Mb

Balzo in avanti in un solo anno. E il 38% delle linee è a 30 Mbit/s. In aumento del 54,7% il consumo pro-capite di dati mobili

Pubblicato il 20 Nov 2018

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È un’Italia che accelera gradualmente sul filo dell’Ultrabroadband quella descritta dall’Osservatorio sulle Comunicazioni. I dati diffusi oggi dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (relativi al secondo trimestre del 2018 e comprensivi del mercato televisivo, editoriale e postale) evidenziano infatti profondi mutamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio di connessione a Internet: le linee fisse in banda ultralarga sono vicine al 40% del totale. Se nel giugno 2014 il 95% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi al 65%, pari a una flessione di oltre sei milioni di linee. Nello stesso periodo sono cresciuti gli accessi tramite altre tecnologie qualitativamente migliori, in particolare quelle in tecnologia FTTC (con cinque nuovi milioni di unità), FTTH (più 400 mila) e FWA (più 650 mila). Una dinamica che si riflette in un aumento delle prestazioni della rete in termini di velocità di connessione: le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s sono passate da poco meno dell’80% delle linee broadband e ultrabroadband nel giungo 2014, al 28% nel giugno 2018, mentre un trend opposto hanno fatto registrare le linee con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s, il cui peso è salito dal 2 al 38%. In particolare quelle con velocità superiore a 100 Mbit/s sono aumentate su base annua di oltre un milione. Il maggiore operatore, con il 44,7% della quota di mercato, è Tim, seguito da Vodafone, Fastweb e Wind Tre con quote comprese tra il 14 ed il 15% circa.

Dati mobile: il traffico cresce del 54,7% e aumentano le sim M2M

Nella rete mobile, si registra su base annua un aumento complessivo di 2,4 milioni di sim: le M2M (Machine to Machine) sono cresciute di 4,1 milioni, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di 1,7 milioni di unità. Tim (con una quota in aumento dello 0,9% rispetto a giugno 2017) sale al 31,2%, mentre Wind Tre (in flessione dell’1,6%) vede assottigliare la propria quota che scende al 30,4%. Tuttavia, se si considerano unicamente le sim “human”, escludendo quindi le M2M, nonostante una quota in calo di 1,4 punti percentuali, Wind Tre rimane l’operatore principale con il 34,5%. Prosegue poi a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: nel secondo trimestre dell’anno le sim che hanno effettuato traffico dati hanno sfiorato i 54 milioni (+3,5% su base annua), con un consumo medio unitario di dati stimabile in 3,63 GB/mese (+54,7%). Tale dinamica si riflette nella costante riduzione degli sms inviati, circa 6,5 miliardi (-35% su base annua).

Tempi di navigazione in Internet, dominano Google e Facebook

Per quanto riguarda l’utilizzo di Internet, con riferimento ai principali cinque Paesi europei (Italia, Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), il tempo di navigazione giornaliera per persona nel mese di giugno supera le due ore, con una crescita di circa il 4% rispetto al dicembre 2017. Ai primi posti per utenti unici si collocano, in tutti i Paesi considerati, Google e Facebook con quote, sul totale dei navigatori, rispettivamente pari al 95 e 80% circa. Instagram ottiene buone performance in Italia, Inghilterra e Spagna raggiungendo oltre il 50% degli internauti, mentre Twitter è maggiormente utilizzato in Spagna e Regno Unito.

Sul fronte televisivo Mediaset batte Rai

Relativamente al settore televisivo, rispetto a giugno 2017 si riscontra una contrazione degli ascolti per la Rai, che scende al 33,3%, mentre Mediaset ottiene una share del 33,7%. Nello stesso periodo risultano in flessione anche le quote di Comcast (Sky Italia) e Discovery a fronte di una evoluzione positiva di La7 del Gruppo Cairo Communication. Analizzando l’evoluzione delle audience delle edizioni serali dei principali programmi di informazione, nel giorno medio il Tg1 e il Tg5 si confermano rispettivamente il primo ed il secondo telegiornale seppure entrambi mostrano una riduzione rispetto a giugno 2017. Ad esclusione del Tg2, la cui audience è stabile rispetto a giugno 2017, le altre testate (Tg3, TgR, La7, Studio aperto e Tg4) mostrano tutti una crescita negli ascolti.

Calano le vendite di quotidiani (digitali e cartacei)

Per il settore dell’editoria quotidiana si continuano a registrare performance negative: a fine giugno 2018 la vendita dei quotidiani (copie cartacee e copie digitali) è risultata di poco superiore ai 2,8 milioni di copie, in flessione del 7,5% rispetto allo stesso mese del 2017. Per i quotidiani venduti sotto forma di copie digitali si registra una contrazione della quota sul totale del venduto (- 2 punti percentuali) rispetto a giugno 2017. Guardando all’intero periodo considerato (giugno 2014 – giugno 2018), le copie giornaliere complessivamente vendute dai sette principali gruppi editoriali italiani (cartacee e digitali) sono passate da 2,9 a 1,9 milioni con una flessione del 34%. Il gruppo Gedi si conferma, pur con una lieve flessione, leader nella vendita di quotidiani con il 20,3%, segue Cairo/Rcs Mediagroup con il 20,1% (+0,6% su base annua). Si riduce il peso sul totale delle vendite di Amodei (-0,9%) mentre Il Sole 24 ore mostra una ripresa ed è in crescita di 0,5 punti percentuali.

Crescono i ricavi dei servizi postali, grazie ai corrieri espressi

Riguardo il settore postale, nella prima metà dell’anno i ricavi complessivi sono aumentati del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2017, con i servizi di corriere espresso in crescita del 6,6% e quelli postali in flessione del 2,3%. I volumi dei servizi compresi nel servizio universale risultano in flessione del 12,4%, mentre gli invii di pacchi sono in crescita del 7,6%, superando i 230 milioni di unità movimentate da inizio anno.

Il quadro concorrenziale del settore, nel suo complesso, vede Poste Italiane principale operatore con il 37,9% (il 43% includendo l’operatore Sda). Tale quota supera il 74% per il segmento dei servizi postali liberalizzati. I servizi di corriere espresso mostrano invece un maggiore livello di competizione: i tre principali operatori risultano essere Dhl, con il 22%, seguita da Tnt-FedEx con il 19,1% e da BRT con il 17,1% del mercato. Nel secondo trimestre 2018, con riguardo ai ricavi unitari medi su base annua, quelli relativi al complesso dei servizi postali mostrano una crescita del 3,3% rispetto al periodo giugno 2016/2017 (+7,7% rispetto al periodo giugno 2014-2015), mentre quelli relativi ai servizi di corriere espresso si riducono del 3,5% (-4,9% rispetto al periodo giugno 2014-2015)

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