CAPRI2014

Bassanini: “Con Sblocca Italia rendimento degli investimenti in fibra in salita tra il 2,5% e il 3,5%”

Le stime del presidente della Cassa Depositi e Prestiti. Che però avverte: “Serve una clausola di salvaguardia che impedisca allo Stato di tagliare retroattivamente gli incentivi come avvenuto per l’energia elettrica”

Pubblicato il 03 Ott 2014

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Le agevolazioni fiscali contenute nel decreto Sblocca Italia, all’esame del Parlamento, consentono un aumento del tasso di ritorno interno degli investimenti (Internal rate of return) in fibra ottica del 2,5%-3,5%. Lo ha detto il presidente di Cassa depositi e prestiti Franco Bassanini, parlando con i giornalisti a margine di un convegno a Capri e spiegando così l’improvvisa effervescenza per investimenti e acquisizioni di reti in fibra che fra gli operatori del settore si è percepita sull’isola.

Bassanini però ha anche chiesto una clausola di salvaguardia che impedisca allo Stato di tagliare retroattivamente gli incentivi come avvenuto per l’energia elettrica: “Serve una norma che ponga a carico dello Stato una garanzia che scatti in caso di tagli retroattivi degli incentivi: servirebbe come disincentivo ai ripetuti interventi, come la Robin Tax o gli interventi sulle rinnovabili, che alterano i conti degli investitori”.

Ieri l’Ad di Telecom Italia, Marco Patuano, ha detto che la sua azienda vuole fare uno scambio disinvestendo parzialmente dalle torri per investire nella fibra. Reuters ha scritto che il Cda di Telecom Italia ha dato mandato all’Ad di valutare l’acquisto di una quota in Metroweb, che ha la seconda rete in fibra del Paese.

Vodafone per parte sua sta modificando il suo dna, non solo in Italia, aprendo alla telefonia fissa. L’Ad Aldo Bisio, anche lui presente a Capri, ha annunciato l’intenzione di arrivare a cablare 25-30 città italiane per marzo prossimo e l’avvio dell’offerta di connessioni a 300 mega prima a Milano poi a Bologna.

“Alcune elaborazioni della Cdp dicono che l’effetto dello Sblocca italia sul settore delle infrastrutture per l’ultrabanda è di un aumento del 2,5-3,5% del ritorno interno degli investimenti – ha spiegato Bassanini – Così un progetto che ha un ritorno del 7% ed è per questo difficilmente bancabile grazie all’aumento può diventarlo”. Il presidente di Cdp ha anche aggiunto che il meccanismo che funzionerà da spinta “è la possibilità di ottenere credito di imposta anche sugli investimenti in reti nelle città”, oltre alle semplificazioni amministrative previste nella norma.

Lo Sblocca Italia in pratica permette di assegnare la qualifica di area a fallimento di mercato non solo alle zone rurali ma anche alle città, nel caso in cui non vi siano stati fatti investimenti in nuove reti, dando così il via libera al bonus fiscale anche in quelle aree.

Rispondendo a una domanda sull’intenzione, annunciata dal sottosegretario Graziano Delrio, di mettere a punto un piano comune sull’infrastruttura di rete, Bassanini detto: “Se c’è un’opportunità di aiutare ad accelerare gli investimenti nell’infrastruttura” di rete per le telecomunicazioni, “siamo pronti. Noi abbiamo già il 46% di Metroweb” detenuta attraverso Fsi.

“In principio aveva senso già il tavolo Romani” per trovare un accordo tra gli operatori di tlc. “Delrio – ha aggiunto – mi pare di capire ci vuole riprovare”. Il presidente di Cdp ha anche sottolineato che “noi abbiamo la missione fondamentale di sostenere l’economia, non possiamo mettere soldi per far quadrare i bilanci di questa o quella società di tlc”.

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