TELECOM ITALIA

Bernabè: “Scorporo complesso, non gravi solo sulle spalle di Telecom”

Il presidente esecutivo di TI: “Serve il sostegno della politica e la partecipazione di Agcom”. E ribadisce la bontà del progetto: “Non è mai stato uno strumento di negoziazione”

Pubblicato il 24 Lug 2013

Il progetto dello scorporo della rete Telecom ”è un grande progetto, complesso e costoso. Non può gravare interamente sulle spalle di Telecom Italia”. Questo è l’appello lanciato dal presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, che intervenendo a un convegno sulla banda larga ha sottolineato come questo progetto ”risolva nodi di politica industriale inevasi per dieci anni”. Bernabè ha aggiunto che ”Telecom ha proposto e sta andando avanti ma c’è bisogno che la politica capisca e sostenga e che l’Autorità partecipi nel rispetto dei ruoli. Chiediamo tutto il supporto delle forze attive e positive del paese”.

Lo scorporo della rete – ha sottolineato – “è un progetto complesso, impone di scalare una montagna, non è mai stato fatto da nessuno se non in modo parziale” e risponde alla “esigenza di superare il problema di ritardo infrastrutturale italiano, che richiede un’unitarietà di intenti, non solo da parte del Governo, ma anche dell’Autorità, che ha il compito di tutelare non solo i consumatori, ma anche il patrimonio industriale italiano nelle telecomunicazioni che e’ stato un vanto del Paese, e anche in Europa, per molti anni”.

Bernabè ha ribadito la necessità di un approccio regolatorio che incentivi gli investimenti da parte dell’Agcom. Un approccio che ora è possibile viste le posizioni che sono maturate a livello di Unione Europea. “Nel luglio 2012 – ha ricordato – il commissario Ue Neelie Kroes ha cambiato a 180 gradi l’impostazione tenuta in precedenza, con un’inversione a U”. Prima si pensava di dover diminuire il prezzo del rame per incentivare la fibra, ora “ci si è accorti che per fare investimenti bisogna generare cassa e mantenere il prezzo del rame stabile fra 8 e 10 euro, perché riducendo il prezzo del ramesi riduceva la cassa per fare investimenti e si disincentivava anche il passaggio alla fibra. Su queste indicazioni, abbiamo deciso di partire” con il progetto di societarizzazione della rete

Bernabè ha aggiunto che lo scorporo della rete “ci pone come Paese all’avanguardia”. Telecom ci sta lavorando da tempo ed è importante – secondo il top manager del gruppo – “capire in profondità le ragioni che ci spingono”. A quelli che si domandano se c’è un’agenda nascosta di Telecom Italia dietro il progetto Bernabè ha risposto che dietro “c’è la voglia di modernizzare il Paese e noi vogliamo che si verifichi questa nostra sincerità”.

”Mai si sarebbe potuto immaginare” che lo scorporo della rete Telecom fosse stato deciso “strumentalmente come oggetto di negoziazione”, ha voluto sottolineare il manager, dicendo che ”sarebbe stato un insulto alla nostra intelligenza e disponibilità”. Infine alla domanda se le distanze con l’Agcom potranno essere colmate, ha risposto: ”Penso di sì”.

Secondo Maurizio Gasparri lo scorporo della rete Telecom “può favorire la modernizzazione del Paese”. “Mi auguro – ha detto il vicepresidente della Camera – che il Governo, con intelligenza, e l’Agcom accelerino in modo che la decisione arrivi in tempi rapidi per il bene del Paese”.

Perplessa sull’operazione spin off, invece la Lega. Secondo il senatore Jonny Crosio “dopo le dichiarazioni di Bernabè fatte nelle audizioni in Parlamento, i punti da chiarire restano moltissimi perchè l’ad di Telecom ha accresciuto dubbi e perplessità”. “Bernabè – ha detto – deve mettere da parte il suo atteggiamento ricattatorio, le sue dichiarazioni odierne sono sconcertanti, ha detto che favorirà lo scorporo solo se politica e Agcom faranno la propria parte. Intende forse dire garantendo nel risultato finale la posizione di Telecom? Il nostro ruolo è quello di vigilare affinché le regole e le condizioni di mercato siano uguali per tutti al fine di favorire esclusivamente i cittadini e non di certo Telecom. La Lega Nord vigilerà perche’ questo avvenga senza ostacoli, tanto meno quelli imposti da Bernabè”.

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