CONCORRENZA

Bip Mobile, la ricetta di Wind e Telecom per evitare le sanzioni Antitrust

Prosegue l’istruttoria nonostante la chiusura dell’operatore mobile virtuale. Le due Tlc presentano i propri impegni in merito alla denuncia presentata nel 2012 da Bip. L’authority: se accettati, i correttivi potrebbero contribuire ad aprire il mercato in casi analoghi

Pubblicato il 22 Apr 2014

Nel frattempo Bip Mobile ha cessato le proprie attività, e da dicembre 2013 non è più un operatore virtuale di telefonia mobile. Ma gli strascichi della sua breve esperienza sul mercato italiano continuano ancora oggi, con Telecom Italia e Wind che hanno presentato all’autorità Antitrust i propri impegni per evitare sanzioni in merito a un’istruttoria partita nel 2012 con la denuncia presentata dal Mvno.

L’istruttoria è andata avanti, spiegano dall’Authority, perché’, se accettati, gli impegni potrebbero contribuire ad aprire il mercato in casi analoghi. Gli impegni vengono pubblicati perché “non manifestamente infondati”.

La denuncia di Bib Mobile, che a suo tempo coinvolgeva anche Vodafone, provocò l’avvio di un’istruttoria per accertare una “eventuale intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a escludere dal mercato l’operatore mobile virtuale Bip Mobile”.

Nello specifico, l’operatore virtuale segnalò un presunto accordo fra Telecom Italia, Vodafone, e Wind che avrebbero posto ostacoli all’accesso alla distribuzione multibrand che, spiegava l’Antitrust, “costituisce la più importante, se non l’unica, modalità per arrivare ai consumatori”. I tre big della telefonia avrebbero minacciato di “disdire gli accordi commerciali in essere qualora si fossero sottoscritti accordi di distribuzione con il nuovo operatore o si fossero mantenute le relazioni commerciali avviate”.

Con gli impegni presentati Wind e Telecom vorrebbero ora evitare di subire le eventuali sanzioni dell’authority apportando alcuni cambiamenti alle loro decisioni iniziali.

Wind afferma di essere disposta a riformulare “il testo della clausola degli accordi integrativi dei contratti di distribuzione sottoscritti con i dealer più performanti, la quale contempla la facoltà di non erogare gli incentivi ivi previsti nell’eventualità che i suddetti dealer commercializzino prodotti o servizi di società concorrenti, fatti salvi i rapporti già in essere con altri operatori al momento della relativa sottoscrizione. In particolare – si legge in una nota – la clausola sarà modificata in modo da circoscriverne la portata solamente ai casi in cui i dealer interessati inizino a commercializzare prodotti o servizi dei concorrenti dotati di una quota di mercato nella spesa finale per telefonia mobile superiore rispetto a quella di Wind

Da parte sua Telecom si impegna ad “astenersi dall’inserire clausole che le attribuiscano la facoltà di risolvere accordi che prevedano incentivazioni aggiuntive ai dealer collegate al raggiungimento di un determinato numero di attivazioni di Sim, nel caso specifico in cui il dealer multibrand inizi la commercializzazione di prodotti e/o servizi di operatori di telefonia mobile concorrenti ulteriori rispetto a quelli già commercializzati al momento della sottoscrizione dell’accordo contenente l’incentivazione aggiuntiva”.

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