MERCATI

Blackrock: “Telecom, fiduciosi su nostro investimento”

Andrea Viganò (country head in Italia): “Interveniamo quando vediamo segnali valutativi importanti”

Pubblicato il 15 Ott 2013

“Siamo fiduciosi” su Telecom, se l’abbiamo comprata vuol dire che siamo fiduciosi”. Così ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa a Milano, Andrea Viganò, country head di Blackrock Italia. Il gruppo americano detiene oltre il 5% di Telecom Italia dai primi di ottobre. “Quando vediamo segnali valutativi importanti, siamo fiduciosi e interveniamo. Da una parte in Italia ci sono valutazioni interessanti, dall’altra bisogna considerare che la crescita economica è bassa”, ha aggiunto Viganò, sottolineando che, il mercato azionario a livello valutativo è “interessante, è uno dei più sottovalutati ma il problema è la crescita. Compriamo titoli molto sottovalutati ma devono essere valutati titolo per titolo”.

Secondo Bruno Rovelli, responsabile dell’Investment Advisory di BlackRock Italia, “l’Italia presenta una solidità finanziaria, patrimoniale superiore al resto della Periferia dell’Eurozona, considerando l’aggregato e dunque debito pubblico, risparmio privato e sistema bancario. Il problema del Paese è la velocità di crescita, che è molto bassa e che probabilmente richiede ulteriori riforme. E’ un tema su cui dovrà esercitarsi il Governo”.

All’indomani della salita in Telecom Italia anche il managing director di Blackrock aveva detto che TI è un titolo con una valutazione “molto attraente”, un giudizio – secondo il manager – che può essere esteso a diverse società quotate a Piazza Affari, mentre il mercato obbligazionario, non solo italiano, non è appetibile perché al momento non è in grado di remunerare sufficientemente i rischi.

“Noi siamo azionisti stabili, da tempo, di Telecom Italia. I titoli del gruppo hanno oggi una valutazione di borsa molto attraente – spiegava Trudel -. Attualmente consideriamo l’intera Piazza Affari fra le Borse più attraenti di Europa”, aggiunge il manager.

Tra i settori più promettenti, Trudel indicava quello energetico e quello industriale. “E poi, a nostro avviso, potrebbero arrivare buone soddisfazioni da alcune banche”. Diversa invece la valutazione sul mercato obbligazionario, e non solo italiano. Trudel spiega che al momento BlackRock sta riducendo il portafoglio di tutti i titoli di Stato. “Crediamo che l’intero settore obbligazionario, a livello globale, non sia più in grado di remunerare per i rischi: i tassi d’interesse sono troppo bassi. Non più appetibili. Per questo l’intero settore del reddito fisso non è più tra le nostre priorità d’investimento”.

Trudel sosteneva infine che il rischio politico non sia un disincentivo per gli investitori stranieri che vogliano investire in Italia: “Il rischio politico c’è ormai in tutto il mondo, perché penalizzare proprio l’Italia per questo?”.

Blackrock era già azionista di Telecom con una quota superiore al 2%, raccolta nel maggio del 2010, quando il fondo segnalò di essere in possesso del 2,8% del capitale. La partecipazione uscì però dai radar della Consob nel novembre del 2012, quando Blackrock decise di avvalersi della possibilità di non segnalare le quote inferiori al 5% del capitale di una società quotata a Piazza Affari, se detenute a titolo di gestione del risparmio.

Intanto Orascom, la società di Naguib Sawiris, continua a scommettere al ribasso sul titolo Telecom Italia, ampliando la sua posizione netta corta all’1,4% (dall’1,2%) ma il mercato gli dà contro portando il titolo a chiudere la seduta in rialzo dello 0,94% a 0,698 euro. ”La mia scommessa – ha dichiarato Sawiris in un’intervista ieri ad Ahram online – è che Telecom Italia non sarà in grado di risolvere i suoi problemi di merito di credito”. ”Non vediamo alcun valore in quello che farà ora” ha detto il magnate egiziano al quotidiano arabo riferendosi al gruppo dopo il riassetto azionario a monte, nella holding Telco, con Telefonica prossima a prenderne il controllo. ”Il titolo andrà giù” ha aggiunto, basando le sue considerazioni sulla difficoltà che potrebbe avere Telecom se volesse vendere le attività brasiliane a un buon prezzo.

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