STRATEGIE

Brasile strategico per Telecom, ma c’è l’incognita Vivendi

Confermato il piano di investimenti da oltre 14 miliardi: il gruppo guidato da Patuano punta a consolidare la presenza di lungo periodo. Si rialza il sipario su operazioni di M&A. Ma restano da capire le mosse della media company francese

Pubblicato il 28 Set 2015

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Il Sud America è strategico per Telecom Italia: a Rio de Janeiro si è chiuso il sipario sul programma di lavori del Consiglio di amministrazione di Telecom Italia, presieduto da Giuseppe Recchi, in Argentina e Brasile. “A Buenos Aires – si legge in una nota del Gruppo – il Comitato controllo e rischi, in riunione congiunta con il Collegio sindacale, ha approfondito la conoscenza delle attività di Telecom Argentina, i suoi risultati e i suoi investimenti. In particolare, l’amministratore delegato di Telecom Argentina Elisabetta Ripa ha confermato l’impegno del Gruppo nel Paese sino a quando non sarà completata l’annunciata operazione di vendita e ha presentato l’andamento del business nei primi sei mesi dell’anno, che hanno registrato una crescita del fatturato del 19% a 18,5 miliardi di pesos e dell’Ebitda del 25% a 5,1 miliardi di pesos. È stato quindi confermato il piano di investimenti della Società per l’anno in corso, pari a 5,5 miliardi di pesos teso al rafforzamento della rete mobile e del posizionamento della Società”.

A Rio de Janeiro si sono quindi tenuti lo Strategy Day e la riunione formale del Consiglio di amministrazione. Durante lo Strategy Day, un appuntamento tradizionale per il Gruppo, sono state approfondite le tematiche sia macroeconomiche sia quelle legate all’andamento della controllata Tim Participações (Tim Brasil). In particolare, il Consiglio ha preso atto della difficile congiuntura economica brasiliana, nonché della significativa svalutazione che ha subito la valuta locale rispetto all’Euro (-47% rispetto al 1 gennaio 2015), mentre l’amministratore delegato di Tim Brasil Rodrigo Abreu ha confermato il piano di investimenti pari a oltre 14 miliardi di reais nel triennio 2015-2017. Sono stati quindi analizzati gli scenari economici futuri e le prospettive del Gruppo “in un Paese – spiega la nota – altamente strategico dove Telecom Italia punta a consolidare la propria presenza di lungo periodo”.

La decisione di confermare il piano di investimenti permetterebbe a Tim Brasil di tornare sullo scacchiere del consolidamento. D’altronde nei giorni scorsi è stato lo stesso a dire che il gruppo non sta perseguendo opzioni M&A in modo aggressivo, ma è comunque ben posizionato per beneficiare del consolidamento, aggiungendo che nel Paese ci sono “concorrenti con strategie insostenibili”, quindi più disponibili ad accordi.

Abreu ha citato NII Holdings, l’operatore Nextel, che, uscito dall’amministrazione controllata, ha ceduto le attività in Messico e ha riorganizzato i vertici in Brasile; AT&T che attraverso la controllata DirecTV ha meno di 6 milioni di sottoscrittori della pay-Tv e dovrà quindi crescere o uscire. E anche Oi che, nonostante l’alto idebitamento, sta studiando una possibile acquisizione della controllata brasiliana di Telecom. Ma è possibile che, dopo il voto del cda, Tim Brasil da preda torni ad essere cacciatore.

Vivendi permettendo. La compagnia francese, primo azionista di Telecom, non ha ancora detto la sua sulla strategie da tenere in Brasile. Ma gli analisti sono pronti scommettere che prima o poi lo farà, forte anche della forte alleanza con Telefonica, Ma finora niente di ufficiale. Il ceo Arnaud de Puyfontaine non si è sbilanciato in merito a un possibile cambio di strategia del gruppo Telecom Italia in Brasile. “Ho letto molte cose su questo ed è un tema di cui si parla – ha dichiarato nelle scorse settimane, parlando a margine del Workshop Ambrosetti – ho capito che il Brasile è una parte molto importante per Telecom ma io rappresento gli azionisti e non vi aspettate che io, in quanto rappresentante di Vivendi, possa esprimere un’opinione formale sul Brasile”.

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