CAMBIO AL VERTICE

BT, Jansen annuncia le dimissioni: aperta la procedura di nomina del nuovo ceo

Il manager lascerà la carica nei prossimi 12 mesi: “Abbiamo fatto molti progressi negli ultimi quattro anni e mezzo e sono orgoglioso dei risultati ottenuti finora”

Pubblicato il 10 Lug 2023

philip-jansen

Philip Jansen ha annunciato le dimissioni da ceo di BT Group: il numero uno della telco britannica ha informato il consiglio di amministrazione che, “in un momento opportuno nei prossimi 12 mesi intende dimettersi dal suo ruolo”.

In vista dell’uscita dall’azienda di Jansen, il comitato per le nomine del cda ha aperto formalmente il processo di successione.

“Abbiamo fatto molti progressi negli ultimi quattro anni e mezzo e sono orgoglioso di ciò che abbiamo raggiunto fino ad oggi. Stiamo investendo molto sia nel futuro di BT che in quello del Regno Unito”, ha commentato Jansen, riferendosi ai progressi nella copertura in fibra e 5G, ma anche nel customer care.

Jansen lascerà, si cerca già il successore

Il processo di successione per sostituire Jansen “è qualcosa per cui il Consiglio era ben preparato”, ha rassicurato Adam Crozier, presidente del gruppo BT. “Tutti i candidati appropriati vengono presi in considerazione e ci aspettiamo di essere in grado di aggiornare il mercato sui progressi nel corso dell’estate. Nel frattempo, procediamo come al solito e ci concentriamo sull’esecuzione dei nostri piani e sul portare valore a tutti i nostri stakeholder”.

Crozier ha sottolineato che il ceo “ha fatto un lavoro eccellente in BT in questi anni e il consiglio di amministrazione sostiene pienamente la nostra strategia a lungo termine che lui e il suo team stanno perseguendo. Anche se siamo ancora nei primi anni di questa trasformazione, siamo sulla buona strada per ottenere risultati”.

Fibra e 5G in Uk, i gap da colmare 

A sua volta Jansen ha evidenziato che l’azienda è impegnata a investire significativamente “sia nel futuro di BT che in quello del Regno Unito” e ha ricordato che BT ha superato quota 11 milioni di case raggiunte dalla fibra ottica.

“Abbiamo portato il servizio 5G al 68% del paese e il nostro servizio clienti è molto migliorato”, ha proseguito il ceo. “Questo sta creando un’azienda molto più forte che sta iniziando a trainare la crescita sia per gli investitori che per il Regno Unito. Ma c’è molto di più da fare e sono pienamente impegnato a portare avanti il business fino a quando non passerò le redini al mio successore”.

La riorganizzazione di BT Group

Philip Jansen si è fin dall’inizio del suo mandato concentrato sulla riduzione dei costi e l’aumento dei profitti, con l’obiettivo di raggiungere un risparmio di 3 miliardi di sterline all’anno entro la fine del 2025.

A maggio BT Group ha esplicitato la strategia dei tagli dello staff annunciando una riduzione del personale, tra dipendenti e collaboratori, fino al 42% nei prossimi sette anni. Il totale dei lavoratori, compresi quelli impiegati da terzi per conto di BT, scenderà dunque a 75mila-90mila unità entro l’anno fiscale che si concluderà a marzo 2030, rispetto ai circa 130mila attuali.

La Borsa sembra dare ragione al piano di Jansen: il titolo è salito del 32% quest’anno. “Il nuovo gruppo BT sarà un’azienda più snella con un futuro migliore”, secondo il ceo.

I risultati finanziari 

L’annuncio dei tagli è arrivato insieme ai risultati finanziari dell’anno fiscale chiuso il 31 marzo 2022. I ricavi ammontano a 20,68 miliardi di sterline (circa 23,80 miliardi di euro), in calo dell’1% rispetto ai 20,85 miliardi di sterline registrati nell’esercizio precedente, con la crescita di Openreach (la società interamente controllata da BT che gestisce cavi telefonici, condotti, armadi e centralini che collegano quasi tutte le case e le aziende nel Regno Unito alla rete telefonica ea banda larga nazionale) zavorrata dal calo delle altre unità.

L’ebitda rettificato è pari a 7,9 miliardi di sterline, in aumento del 5% grazie alla crescita di Openreach e divisione Consumer, ma rallentato dal calo della componente Enterprise. L’utile prima delle imposte dichiarato è di 1,7 miliardi di sterline, in calo del 12% a causa dell’aumento degli ammortamenti per la costruzione della rete e di voci specifiche, parzialmente compensato dalla crescita dell’ebitda adjusted.

Commentando i risultati, Jansen ha spiegato che “Abbiamo rispettato le nostre previsioni per l’anno fiscale 2023: quest’anno abbiamo registrato una crescita del fatturato e dell’ebitda proforma per la prima volta in sei anni, pur affrontando un contesto macroeconomico straordinario. Negli ultimi quattro anni ci siamo attenuti fermamente alla nostra strategia e sta funzionando. Il consiglio di amministrazione di Openreach ha riaffermato l’obiettivo di raggiungere 25 milioni di edifici con la fibra ottica entro la fine del 2026 e prevede di accelerare ulteriormente l’adozione della rete. Nel settore Consumer stiamo ottenendo risultati per i clienti con una forte crescita nell’Fttp e nel 5G, e stimiamo anche nel B2B un ritorno alla crescita dei ricavi nell’ultimo trimestre”.

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