LA SMENTITA

Calcagno: “Nozze Fastweb-Wind Tre? Swisscom non intende vendere”

L’Ad smentisce che siano in corso discussioni con la compagnia controllata dai cinesi di Hutchison. E sulla rete unica Tim-Open Fiber chiarisce: “Non conferiremo mai la proprietà della nostra infrastruttura, la competizione è fondamentale per garantire innovazione”

Pubblicato il 17 Dic 2018

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Non ci sono nozze in vista tra Fastweb e Wind Tre, come riportato nei giorni scorsi dalla stampa. Lo dichiara a Radiocor, l’amministratore delegato di Fastweb, Alberto Calcagno, commentando l’ipotesi di un’acquisizione da parte della società controllata dai cinesi di Hutchison. “Non ci sono discussioni in corso, e non c’è nessuna volontà di cedere da parte del nostro azionista, Swisscom, che è pienamente soddisfatta del suo investimento di lungo termine”.

Quanto alla possibilità di creazione di un’unica rete in fibra tra quella di Open Fiber e quella di Tim, Calcagno ribadisce la posizione del suo gruppo: “Noi non conferiremo mai la proprietà della rete, crediamo nella competizione infrastrutturale che è fondamentale per garantire innovazione e consentire al Paese di rimanere all’avanguardia”.

La posizione di Fastweb quindi potrebbe ostacolare l’eventualità che, in caso di fusione tra la rete di Tim e Open Fiber, si applichi il modello, previsto dall’emendamento del Governo al dl fiscale, della rab, (regulatory asset base), cioè il meccanismo incentivante di remunerazione degli investimenti che si può applicare solo in caso di monopolio.

“Nelle aree nere (cioè quelle dove c’è mercato, ndr) Fastweb – prosegue Calcagno – ha già investito nove miliardi e continueremo a investire. Tim e Open Fiber facciano le proprie considerazioni. L’importante è preservare la competizione”.

Fastweb ha inanellato 21 trimestri consecutivi di crescita per clienti e margini mentre sul versante industriale si appresta a realizzare, entro il 2020, la rete 5G in Italia. Quanto al 5G, ricorda Calcagno, “abbiamo iniziato a pensare a questa nuova tecnologia gia’ tre anni fa, ben prima di chiunque altro, ci lavoriamo da tanto tempo”. Fastweb ha ottenuto nell’ambito dell’asta lanciata dal Mise per le frequenze 5G uno dei lotti da 200 mhz in banda 26 Ghz. Inoltre a novembre ha concluso l’accordo per l’acquisizione della licenza detenuta da Aria (controllata di Tiscali) per 40 mhz nella banda 3.5 ghz e il ramo di azienda fixed wireless access di Tiscali.

Secondo indiscreizioni riportate da Il Giornale nei giorni scorsi “sarebbe in corso una due diligence, con in campo alcune banche, per valutare Fastweb. Il campanello d’ allarme tra i dipendenti sarebbe scattato quando alcuni tra loro, tra cui 12 dirigenti, hanno dato le dimissioni. Il capo del Regolatorio, Giovanni Moglia, è approdato a Tim per gestire il complicato scorporo della rete ma anche altri hanno trovato nuovi impieghi. Il fatto sarebbe però legato alle contingenze del mercato italiano, dato che oltre a Open Fiber, che sta creando una società della rete in fibra alternativa a quella di Telecom, sta preparando la sua entrata sul mercato un nuovo operatore fisso: Sky Italia.

La pay tv sta, infatti, creando una sua offerta per la connessione a Internet.

Secondo il quotidiano il numeri sarebbero favorevoli a un nuovo, più grande, operatore unico visto che “Fastweb detiene circa il 15% del mercato per quanto riguarda le connessioni da linea fissa a Internet, come Vodafone e Wind Tre (Infostrada), ed è ben sotto Tim che arriva al 50% circa delle quote. Un’acquisizione da parte di Wind Tre porterebbe quest’ ultima a diventare il secondo operatore nel mercato delle linee fisse.”

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