DDL APPALTI

Call center, Assocontact: “Bene ddl Appalti, ora rivedere gli sgravi per le assunzioni”

Il presidente Roberto Boggio plaude all’introduzione della clausola sociale: “Importante passo avanti”. Ma avverte: “Per superare la crisi di settore serve spalmare la decontribuzione nella legge di Stabilità”

Pubblicato il 18 Nov 2015

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“Bene governo e parlamento su clausola sociale, importante passo avanti per la risoluzione delle grandi criticità del settore. Ma non ci si puo’ fermare qui”. Così Roberto Boggio, presidente di Assocontact, I’associazione di contact center in outsourcing, legata a Confindustria, commenta l’approvazione della delega appalti da parte di Montecitorio.

“Le attenzioni del governo – aggiunge Boggio – sono indispensabili per evitare storture che ricadono sui nostri dipendenti, così come sui consumatori che usufruiscono dei nostri servizi. Motivo per cui alla clausola sociale approvata alla Camera dovrebbe accompagnarsi un intervento di adeguamento al settore degli sgravi contributivi alle nuove assunzioni, previsti nella legge di Stabilità. Anche per questo, abbiamo un’agenda fitta di appuntamenti con Mise, associazioni dei consumatori e sindacati, per trovare convergenze ed opportunità dentro le regole di un mercato che non può ignorare gli aspetti legati alla decontribuzione, né tantomeno gli aspetti deteriori delle gare al massimo ribasso”.

“Fare impresa nei settori ad alta densità occupazionale è una sfida molto seria, che deve coniugare il sacrosanto diritto ad una dignitosa condizione reddituale con un grado massimo di trasparenza nella competitività – conclude il numero uno di Assocontact – Servono interventi normativi in questo senso da parte del governo dunque, e speriamo vivamente si concretizzino con la legge di Stabilità”.

L‘emendamento al Ddl Appalti – primi – primi firmatari i deputati Pd Cesare Damiano e Luisa Albanella – apprivato dalla Camera stabilisce che, in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continuerà alle condizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro. Ora il testo passa al Senato per l’ok definitivo.

“In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continua con l’appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale – recita la norma emendamento – In assenza di specifica disciplina nazionale collettiva, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto adottato sentite le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale”.

L’introduzione della clausola sociale, con rimando alla contrattazione nazionale, ha convinto anche Asstel. “Siamo convinti, anche come Sistema Confindustria, che la contrattazione sia lo strumento più idoneo per la ricerca delle soluzioni – ha commentato la presidente Dina Ravera – Le regole generali del Ccnl dovranno garantire una buona flessibilità per consentire una più efficace adattabilità alle diverse realtà industriali e permettere così alle imprese di affrontare con maggiore puntualità la propria situazione congiunturale”.

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