LA VERTENZA

Call center, Bellanova: “Almaviva revochi i licenziamenti”

Il viceministro all’Economia: “Faremo fino in fondo la nostra parte. Ma c’è bisogno di tempo”. L’azienda: “Accogliamo l’appello del Governo, verificheremo la possibilità di sospendere la procedura”. Azzola (Slc Cgil): “Si rischia una lunga agonia per migliaia di lavoratori”

Pubblicato il 13 Apr 2016

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Chiedo ad Almaviva la revoca dei licenziamenti e riconvoco il tavolo per mercoledì prossimo, fissando questa mia richiesta come primo punto all’ordine del giorno”. Lo afferma Teresa Bellanova, viceministro allo Sviluppo economico, dopo la riunione al Mise con l’azienda, i sindacati, i rappresentanti di Campania, Sicilia e Lazio e quelli dei Comuni di Palermo e Napoli.

Almaviva Contact esprime in una nota apprezzamento per l’impegno del Governo “a mettere in campo interventi diretti a modificare le condizioni strutturali del settore dei call center e a superare le profonde distorsioni ad oggi presenti”, e sottolinea come “costruttiva” la proposta di metodo avanzata dall’esecutivo, “che prevederebbe un percorso semestrale, con azienda e parti sociali, per il monitoraggio e la valutazione degli effetti dei provvedimenti sul mercato e sull’andamento della società”. in vista del prossimo incontro fissato per il 20 aprile l’azienda, quindi, accoglie “l’appello del Governo a verificare la possibilità di sospendere la procedura in corso, senza mettere ad ulteriore rischio l’equilibrio aziendale”, e “verificherà nei prossimi giorni con le Organizzazioni Sindacali le condizioni e gli strumenti necessari”. “L’esito positivo di quest’ultimo passaggio – spiega Almaviva – considerata la gravità della situazione puntualmente evidenziata, è infatti condizione indispensabile al fine di rendere sostenibile qualsiasi percorso futuro”.

Le rassicurazioni del Governo non convincono però Michele Azzola, segretario nazionale della Slc Cgil, che sottolinea come ci sia preoccupazione “per la strada che hanno preso le vertenze di Gepin e Almaviva, che rischiano di trasformarsi in una lunga agonia in cui accompagnare fuori dal mercato del lavoro le migliaia di lavoratori coinvolti”.

Noi faremo fino in fondo la nostra parte, ma pretendiamo che ognuno la faccia – sottolinea Bellanova Non ho oggi la soluzione e siamo in una fase complicata perché dobbiamo comporre ciò che nessuno ha saputo comporre fino ad ora, e chi propone ricette facili specula sulla vita delle persone. Noi però a questo tavolo – aggiunge – prendiamo impegni concreti. La clausola sociale è realtà, ora va realizzata nell’intesa tra le parti. Lavorando con le imprese committenti ho già proposto la premialità per chi si impegna a restare sul territorio. Abbiamo cancellato il massimo ribasso e ora chiediamo di legare nei bandi l’offerta economicamente più vantaggiosa al rispetto del contratto nazionale di settore”. Il viceministro prosegue poi nel passare in rassegna le iniziative che il Governo ha intenzione di mettere in campo per il settore: “Stiamo lavorando – afferma – per il sostegno a un fondo per l’innovazione, perché senza innovazione questo settore non può crescere e restare competitivo. Stiamo intensificando, in collaborazione con il ministero del Lavoro, le ispezioni, per colpire dove c’è evasione contributiva e dell’Iva, e c’è, visto che la denuncia è così forte, ma anche su questo punto tutti dobbiamo assumerci responsabilità. Tornerò a interpellare l’Inps perché si vada avanti su questa strada”.

“Anche sul rispetto dell’articolo 24 bis contro le delocalizzazioni ci stiamo muovendo – conclude Bellanova – Abbiamo preso atto che c’è una difficoltà nell’applicazione della norma così com’è ora, ed è per questo che, tra le altre cose, abbiamo inasprito le sanzioni con un emendamento depositato al ddl Concorrenza. Abbiamo bisogno di tempo per costruire una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro e che non metta a rischio la tenuta economica dell’azienda. Abbiamo a disposizione gli ammortizzatori sociali per un tempo utile a individuare la soluzione più efficace, e contemporaneamente, passo dopo passo, portare a buon fine il confronto con le aziende committenti”.

“Il governo ha sostenuto la richiesta dei sindacati di ritirare le procedure di licenziamento per i 2988 lavoratori di Almaviva. L’azienda si è riservata in vista dell’incontro di mercoledì prossimo di verificare con i soci e sindacati la possibilità di procedere a un accordo che preveda l’impiego di ammortizzatori sociali – spiega Saverio Todaro (Uilcom Sicilia), componente della Rsu di Almaviva a Palermo – Tutto questo in attesa che insieme a Palazzo Chigi venga definito un percorso che stoppi le gare al massimo ribasso e le delocazizzioni, e preveda l’attuazione delle clausole sociali e l’applicazione di sanzioni per le aziende che trasferiscono le attività all’estero”

La Slc Cgil, dal canto suo, definisce quella che coinvolge il Gruppo Almaviva, con 3mila licenziamenti annunciati dalla società, “la più grave crisi che attraversa il Paese”. “Non è una crisi aziendale ma sistemica, addebitabile a un’assenza di regole con cui si è proceduto in questi anni – spiega Azzola – Abbiamo evidenziato al Governo come sia necessaria una piena applicazione delle clausole sociali da parte delle imprese pubbliche quali Poste ed Enel per le gare effettuate nei mesi scorsi, una puntuale applicazioni delle leggi sulle delocalizzazioni delle attività e un intervento che fissi gli standard minimi di qualità del servizio che un call center debba garantire ai cittadini italiani”.

Il Governo, secondo Azzola, dovrà “compiere una scelta netta: se schierarsi con i lavoratori e i cittadini/clienti dei servizi di call center o continuare a proteggere gli errori commessi dagli uffici acquisti delle grosse imprese pubbliche e private”.

Slc Cgil si è dichiarata indisponibile a sottoscrivere accordi che applichino alle soli sedi di Napoli Palermo e Roma gli ammortizzatori sociali, confermando così gli esuberi dichiarati dall’azienda, e riaffermando che la volontà di allungare il tempo a disposizione si possa realizzare solo attraverso il mantenimento dell’attuale perimetro dell’azienda e la conferma sulla volontà di non procedere a delocalizzare attività all’estero – conclude Azzola – Il 18 aprile riprenderà il tavolo generale sui call center, mentre il 20 è riconvocato il tavolo Almaviva. In quelle due date sarà necessario avere chiarezza su quali siano le reali intenzioni del Governo sul settore – conclude Azzola – Se si è deciso di sacrificare migliaia di lavoratori del settore e i cittadini clienti dei call center sull’altare della grossa committenza italiana, scegliendo per l’ennesima volta le lobbies delle imprese forti in questo paese, il Governo ha il dovere di dichiararlo”.

Antonio Vitti della segreteria nazionale Ugl Telecomunicazioni e Simone Bartolini, coordinatore nazionale e rsu Almaviva Ugl Telecomunicazioni affermano di aspettarsi dall’azienda “un’inversione di marcia”, e “che si possa affrontare la crisi Almaviva con maggior responsabilità, nell’ottica di interventi strutturali a favore dell’intero settore di call center. Sono inaccettabili – sottolineano – le continue ‘anomalie’ nelle procedure di gara le quali, unite alle delocalizzazioni, stanno decimando il settore, mentre invece il Governo promette miliardi di investimenti nelle Telecomunicazioni”.

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